POLONIA: Entra in vigore il divieto di aborto

La battaglia del PiS (Diritto e giustizia) contro l’aborto sembra non volersi arrestare. La sentenza del 22 ottobre 2020, che dichiarava incostituzionale l’aborto in caso di gravi malformazioni del feto, è stata pubblicata ieri pomeriggio. Con la pubblicazione, la decisione diventa vincolante a tutti gli effetti.

Le proteste, che avevano spinto 100mila persone a manifestare per il diritto all’aborto, si erano spente con la scelta del governo di posticipare sine die la pubblicazione del verdetto, che avrebbe dovuto uscire nella Gazzetta Ufficiale entro il 2 novembre. Secondo il presidente Andrzej Duda, il rinvio avrebbe dovuto consentire di studiare una soluzione di compromesso. Di fatto, ha finito per spostare il dibattito pubblico su altre questioni e allentare la pressione nei confronti del governo.

Con l’entrata in vigore della sentenza sull’aborto, l’interruzione volontaria di gravidanza diventa illegale in caso di malformazioni del feto (circa il 98% degli aborti praticati ufficialmente). L’interruzione volontaria, quindi, sarà consentita solo in caso di stupro o grave pericolo di salute per la madre.

A poche ore dall’annuncio, migliaia di persone si sono riversate nelle strade delle maggiori città con i simboli del movimento Strajkobiet (“sciopero delle donne”). La battaglia per il diritto all’aborto si preannuncia ancora molto lunga.

Per approfondire:

 

Immagine: Tommaso Di Felice / East Journal

Chi è Maria Savigni

Nata a Lucca nel 1994, si è laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa. Durante un soggiorno studio in Polonia si è perdutamente innamorata della Mitteleuropa e della sua storia. Si interessa in particolare di diritti, questioni di genere e cultura ebraica.

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