TURCHIA: Bombardamento sul Kurdistan, trentacinque morti

di Matteo Zola

Aerei da guerra turchi nella notte hanno ucciso almeno 35 persone in un attacco nel sudest della Turchia, vicino al confine iracheno, apparentemente scambiando dei contrabbandieri per militanti curdi. Lo ha riferito oggi a Reuters un funzionario locale. In un secondo tempo i vertici militari hanno riferito di avere sferrato raid aerei contro presunti militanti curdi nel nord dell’Iraq, vicino al confine, e di stare verificando la notizia delle 35 vittime.

Quello tra Turchia e Pkk, il partito comunista combattente curdo, è un conflitto di cui non si parla. Eppure si tratta di una guerra vera e propria, con soldati in marcia, mezzi blindati e aerei che bombardano. Dove? Nel Kurdistan iracheno, anche chiamato Regione autonoma del Kurdistan, un’entità federale e autonoma nel nuovo Iraq post-Saddam, internazionalmente riconosciuta, che dispone di un proprio minuscolo esercito: le “Guardie regionali curde” (Kurdish Regional Guards), chiamate anche Peshmerga, dotate di solo armamento leggero. Troppo poco per contrastare i guerriglieri del Pkk – ai quali il governo curdo dell’Iraq del Nord ha sempre guardato con favore. Almeno questo è il parere di Ankara.

Ecco che per ovviare alle lacune dell’esercito iracheno, nell’ottobre scorso ventidue battaglioni d’élite turchi hanno passato il confine dando il via a una grande operazione via terra. Raid aerei intanto bombardano le montagne e i campi d’addestramento curdi.

Il partito turco della minoranza curda, Btp, annuncia proteste di piazza e denuncia come la guerra agli estremisti del Pkk sia più di una questione di sicurezza interna. Poiché se è lecito difendersi dagli attacchi dei terroristi del Pkk, la reazione violenta di Ankara dimostrerebbe un nazionalismo minaccioso nei confronti delle minoranze residenti in Anatolia.

Interessanti sono poi i risvolti in politica estera: la guerra al Pkk si combatte infatti sul suolo iracheno, un Paese sovrano (almeno in teoria) che si è visto “invaso” da un esercito straniero. Il governatore dell’Iraq del Nord, Murat Karaylan, ha sempre paventato il rischio dell’invasione dichiarando, già nel 2010, come Ankara cercasse solo la scusa buona “per poterci attaccare”. Ecco che da parte irachena l’intervento turco si profila come un atto di guerra.

Una guerra che ha il benestare americano e che si avvantaggia dell’impossibilità di reazione degli altri attori della scena politica mediorientale, con Siria ed Egitto troppo intenti a gestire il dissenso interno. Con Israele già ai ferri corti con Ankara e con un Iran che, proprio in funzione anti-israeliana, non vede male l’espansionismo dell’alleato turco.

Non è forse superfluo dire che il Kurdistan iracheno è regione ricca di petrolio, con nuovi giacimenti da svuluppare e altri da recuperare, e gas naturale.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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5 commenti

  1. se la turchia fosse stata nella UE sarebbe successo?
    io sono sempre stata, benchè obtorto collo, favorevole all’ngresso della turchia nella UE, il paese è grande e abbastanza laico.
    ma, a volte, come in questo caso, mi chiedo: e se avessero ragione gli altri?
    in quanto ai curdi, quando ero a baghdad, ai tempi di saddam, c’era già una guerra, non dichiarata, fra l’irak e la zona curda. grandi macelli.
    non credo che il presidente irakeno, o governatore usa sia interessato al fatto che i turchi sparini ai curdi.
    forse ringrazia di avere fatto il lavoro al posto suo…

    • Non penso che c entri il fatto che la Turchia sia in UE o no. Sono una ragazza turca cresciuta in Italia e ti assicuro che nessuno sa veramente ciò che succede lì tra curdi e turchi.
      Quello dei 35 civili bombardati è naturalmente disastroso però dovresti sapere che quella è un’area geografica in cui non vi è popolazione civile ma è piena di grotte abitate da terroristi e questo gruppo di giovani stavano probabilmente portando della roba ai terroristi del pkk.
      Di questo fatto ora ne parlano tutti: allora perchè non si è mai parlato dei massacri che hanno fatto i terroristi ai turchi in tutti questi anni???? Quasi ogni giorno vengono beccati terroristi che progettano attentati contro persone innocenti ma nessuno dice niente.
      Rispetto al presidente irakeno la penso come te: a lui non gliene frega veramente niente di ciò che succede nel confine, anzi sarà contento, altrimenti sarebbe già intervenuto non ti pare?

      • I terroristi chi sono, yasi? Gli invasori che uccidono chi vive nella propria terra? Brava …. torna in anatolia …. qui non hai imparato nulla.

        • Prima di tutto dovresti moderare il linguaggio. Non vedo perche tu debba essere cosi aggressivo. Perche invece non mi spieghi quello che io non ho imparato? Se dici di sapere piu di me spiega pure sono molto curiosa…

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