STORIA: Quando Ljudmila Živkova “invitò” Gianni Rodari a Sofia

Il primo libro di Gianni Rodari, Le avventure di Cipollino, appare in Italia nel 1951. Appena due anni dopo viene pubblicato in Bulgaria e Unione Sovietica, grazie anche all’affiliazione di Rodari al PCI, a cui è iscritto dal 1944. Le edizioni in lingua bulgara e russa del 1953 sono le primissime versioni tradotte del romanzo. I due paesi socialisti fungono infatti da vera e propria rampa di lancio per la consacrazione nazionale e internazionale dell’autore italiano, il quale assiste amareggiato all’iniziale pubblicazione in tiratura limitata delle sue opere in patria, mentre nuove traduzioni cominciano a diffondersi anche in altri paesi oltrecortina. In Bulgaria il successo dei libri di Rodari è immediato, l’accoglienza calorosa, le ristampe e riedizioni si susseguono senza sosta.

La prima visita

Gianni Rodari approda a Sofia per la prima volta nel 1978, in occasione dell’Incontro internazionale degli scrittori (Meždunarodna pisatelska srešta). In una delle mattinate libere dalle conferenze si reca insieme ai suoi colleghi bulgari Leda Mileva – figlia del celebre poeta Geo Milev – e Georgi Strumski alla messa in scena di una sua pièce in un teatro del centro città.

La platea e le balconate sono piene zeppe, l’interpretazione molto sentita. Rodari chiede di andare a conoscere gli attori e complimentarsi con loro. Dopodiché entra in scena con le braccia sollevate per salutare il pubblico entusiasta, lo invita a fare silenzio e chiama una decina di bimbi sul palcoscenico. Chiede loro di gonfiare più che possono un palloncino a testa, per poi lanciarli in platea uno a uno. I bambini iniziano a giocare, gli attori intonano una canzone, ben presto assecondati da tutti i presenti in sala.

L’Assemblea internazionale dell’infanzia “Bandiera della pace”

Ljudmila Živkova, prima figlia di Todor Živkov, dirige dal 1975 il Comitato per l’arte e la cultura (Komitet za izkustvo i kultura). E proprio della controversa “principessa rossa” è l’idea di organizzare un evento di portata mondiale per celebrare il 1979, proclamato Anno internazionale del bambino dall’Onu. Il 16 agosto 1979 nella capitale bulgara giungono bambini da 77 paesi diversi per partecipare all’Assemblea “Bandiera della pace” (Zname na mira), il cui motto è “Unità, creatività, bellezza”. Sofia diventa per dieci giorni la capitale dell’infanzia, ospitando personalità di spicco da ogni dove, incluso l’allora direttore generale dell’Unesco Amadou-Mahtar M’Bow. Nel suo volume Confine, Kapka Kassabova ricorda la manifestazione così:

Tra questi [progetti, NdA] c’era l’Assemblea della pace dei figli del mondo, che portò migliaia di bambini a Sofia, la mia città d’origine. Una volta lì dovevamo riunirci in un enorme complesso di cemento fuori città, in cui ciascun paese era rappresentato dalla sua campana nazionale. Il raduno si chiamava “Campane di pace” e, durante la visita che facemmo con la scuola per conoscere i figli del mondo, cantammo le canzoni composte per l’occasione. Tuttavia non scambiai neppure una parola con gli altri bambini, ci limitammo a far rintoccare educatamente le loro campane nazionali, in fila, perché era chiaro persino a un ragazzino di otto anni che l’evento non era stato organizzato per noi ma per Živkova e il suo seguito, i quali ci salutarono dal palco delle autorità con dei cenni che ricordavano quelli degli imperatori romani per autorizzare un’esecuzione, e poi scomparvero all’interno di berline oscurate.

Galleria d’immagini dell’Assemblea

Gianni Rodari prende parte all’Assemblea sin dal primo giorno; durante la sua visita nel 1978 è lui stesso a proporre agli altri scrittori di contribuire attivamente al progetto. I piccoli partecipanti lo riconoscono subito quando lo incontrano, e gli corrono incontro chiamandolo per nome. Il palco del teatro nazionale “Ivan Vazov” è allestito in suo onore, trasformato in un candido frutteto in fiore. Vengono lette sue poesie, racconti e fiabe, e opere di autori emergenti. Quando Rodari sale sul palcoscenico, i piccoli spettatori si zittiscono all’istante per ascoltarlo.

Voi, giovani amici, oggi avete creato una favola al contrario. Lo dico e lo ripeto, è nata una favola al contrario. Sapete, una volta le persone vollero costruire una torre che andava dalla Terra fino al Cielo, detta torre di Babele. Arrivò però una forza oscura che mescolò tutte le loro lingue. La gente non riusciva più a capirsi. Ognuno parlava con parole incomprensibili per l’altro. E così la costruzione della torre non è più stata portata a termine. Ma la vostra favola, giovani amici, è la Favola al contrario di quella babelica confusione. Voi venite da paesi e continenti differenti. I vostri vestiti sono tutti diversi.

In un’intervista rilasciata per l’occasione alla televisione nazionale bulgara (BNT), a Rodari viene chiesto qual è il significato della sua visita a Sofia, cosa si aspetta e cosa ricorderà della capitale bulgara.

Io sono uno scrittore di favole per bambini, però mi sentirei solo un comune venditore di parole se non facessi anche qualcosa di più concreto per il mio lettore, il bambino. E allora, ecco, venendo a Sofia a questo incontro mondiale di costruttori di pace, sento di poter lavorare per i bambini in un altro modo, non soltanto con le parole. Da Sofia spero di portare un messaggio agli uomini del mio paese, non solo agli scrittori, perché facciano qualche cosa per la pace. La gente non si rende conto dei pericoli reali che incombono, bisogna che si svegli, com’è già stato detto altre volte in queste giornate.

L’eredità bulgara del “venditore di speranza”

L’Assemblea “Bandiera della pace” conquista una popolarità tale da portare il Comitato a progettarne ulteriori edizioni; si attende già il ritorno di Gianni Rodari in Bulgaria. Purtroppo, però, il “mago di Milano” muore improvvisamente nell’aprile del 1980. Lascia nel paese balcanico il ricordo di un artista “forte e sorridente, lo sguardo negli occhi dei bambini, pronto a dispensare tutta la sua speranza”. La sua carismatica figura rimane tuttora più viva e attuale che mai nella cultura e letteratura bulgara, innumerevoli sono le generazioni di bulgari cresciute in compagnia dei suoi personaggi.

foto: dnes.dir.bg

Chi è Giorgia Spadoni

Marchigiana con un debole per le lingue slave, bibliofila e assidua frequentatrice di teatri e cinema. Laureata al Dipartimento di Interpretazione e Traduzione di Forlì, la sua incessante curiosità l'ha portata a vivere in Russia, Croazia e soprattutto Bulgaria, che è riuscita a strapparle un pezzo di cuore. Nel 2018 ha vinto il premio di traduzione "Leonardo Pampuri", indetto dall'Associazione Bulgaria-Italia. Da gennaio 2020 continua a scrutare oltrecortina per East Journal, raccontando frammenti di cultura est-europea, storia e attualità bulgara.

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