RUSSIA ELEZIONI / 1 – Manipolazioni preelettorali

di Giovanni Bensi*

da Mosca – Manca ormai poco alle elezioni parlamentari in Russia, che si svolgeranno il 4 dicembre. La concorrenza per accaparrarsi i voti degli elettori è in pieno svolgimento e non mancano i casi di prevaricazione. Per esempio “Russia Unita” (RU), il “partito del potere”, guidato dal premier (e futuro presidente in prctore) Vladimir Putin, ricorre abbondantemente al cosiddetto “administrativnyj resurs”, le “risorse amministrative” vale a dire l’abuso di radio, televisione e altri mezzi di comunicazione le cui leve sono nelle mani del potere. Gli altri partiti si arrangiano e devono dar prova di inventiva.

Secondo la legislazione vigente, è vietato esporre materiali di propaganda “nei locali che ospitano le commissioni elettorali, nei locali destinati alla votazione, e alla distanza di meno di 50 metri da essi”. Ciononostante, il seggio 1106, che si trova nella biblioteca centrale distrettuale del villaggio di Jalciki in Ciuvascia (Russia centro-orientale) è stato letteralmente subissato di propaganda di “Russia Unita”. Il blogger “chuvashiya” ha fotografato il billboard con il ritratto del candidato di RU Mikhail Ignatjev ed anche una composizione propagandistica, sempre di RU, all’ingresso del seggio. Inoltre nell’edificio della stessa biblioteca si trova l’ufficio per i rapporti col pubblico di “Russia Unita”, come prova una tabella con il simbolo del partito sistemata accanto all’ingresso. Su uno stand all’interno si trovavano giornali di RU e bandierine con la scritta “Russia Unita”.

Nella capitale della Ciuvascia, Ceboksary, come si legge sul sito “Karta narushenij” (“Carta delle violazioni”), un progetto comune del sito “Gazeta.ru” e dell’associazione “Golosà” (“Voci”), si è trovato un seggio elettorale sistemato proprio nell’ufficio del deputato di RU al Consiglio di Stato della repubblica Valerij Filimonov. Nel locale, inoltre, si trova una cassaforte con delle “otkrepitelnye udostoverenija” (documenti che consentono di votare in un seggio diverso da quello originario e che sono spesso usati per brogli, come il voto doppio). E poi, va da sé, dappertutto sono esposti materiali propagandistici di “Russia Unita”.

Un caso analogo è stato osservato a S. Pietroburgo. Qui un membro della commissione elettorale di quartiere ha scoperto in alcuni locali di seggi manifesti elettorali di Aleksej Belousov, sempre di RU. La pubblicazione online di S. Pietroburgo “ZakS.ru” ha accertato che Belousov si dà da fare per comperare i voti degli elettori. Materiali di agitazione di RU sono stati trovati anche nelle scuole 151 e 93 di Omsk (Siberia Occidentale) dove pure sono sistemati dei seggi elettorali.

Gli altri partiti che non osano, o semplicemente non hanno la possibilità di affiggere i loro manifesti in luoghi tanto “favorevoli”, sono costretti ad usare un’atra strategia. Il partito “liberal-democratico” (in realtà ultranazionalista) del vicespeaker della Duma, Vladimir Zhirinovskij, viene spesso criticato perché i suoi attivisti gettano nelle cassette postali opuscoli nei quali si afferma che “nel paese si è instaurata una dittatura corrotta che opera contro il popolo russo”. Un’altra pubblicazione del partito, è stata denunciata dalla commissione elettorale centrale per “estremismo”.

A Perm (Russia centro-orientale) il Partito comunista della Federazione Russa (PCFR) è stato accusato di malversazione. Esso ha organizzato un concerto durante il quale venivano assegnati dei premi e inoltre gli inviti erano stati stampati con i soldi del fondo elettorale. Per questo il PCFR potrebbe essere escluso in sede locale dalle elezioni, anche sa la cosa viene giudicata poco probabile. Il PCRF è alle prese anche con controversie interne. L’inventore del leggendario fucile automatico Mikhail Kalashnikov, noto per le sue idee di sinistra, ha denunciato il PCFR alla procura di Samara. Egli se l’è presa con un comunista di nome Leonid Kalashnikov che utilizzava illegalmente l’immagine dell’inventore nella sua propaganda elettorale. Il capo del PCFR di Samara Sergej Arsenjev sostiene che si tratta di una montatura di “nemici del popolo”.

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*Giovanni Bensi è una delle voci più autorevoli tra i giornalisti che guardano ad est, classe 1938, laureatosi in lingua e letteratura russa all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e all’Università “Lomonosov” di Mosca, dal 1964 è redattore del quotidiano “L’Italia” e collaboratore di diverse pubblicazioni.Dal 1972 è redattore e poi commentatore capo della redazione in lingua russa della radio americana “Radio Free Europe/Radio Liberty” prima a Monaco di Baviera e poi a Praga.
Dal 1991 è corrispondente per la Russia e la CSI del quotidiano “Avvenire” di Milano. Attualmente è anche collaboratore di Nezavisimaja Gazeta. E’ un esperto di questioni religiose, soprattutto dell’Islam nei territori dell’ex URSS. Autore di numerosi saggi tra cui ricordiamo: La Cecenia e la polveriera del Caucaso (2005) e Oltre la Cecenia. Gli altri conflitti del Caucaso.

Chi è Giovanni Bensi

Nato a Piacenza nel 1938, giornalista, ha studiato lingua e letteratura russa all'Università "Ca' Foscari" di Venezia e all'Università "Lomonosov" di Mosca. Dal 1964 è redattore del quotidiano "L'Italia" e collaboratore di diverse pubblicazioni. Dal 1972 è redattore e poi commentatore capo della redazione in lingua russa della radio americana "Radio Free Europe/Radio Liberty" prima a Monaco di Baviera e poi a Praga. Dal 1991 è corrispondente per la Russia e la CSI del quotidiano "Avvenire" di Milano. Collabora con il quotidiano russo "Nezavisimaja gazeta”. Autore di: "Le religioni dell’Azerbaigian”, "Allah contro Gorbaciov”, "L’Afghanistan in lotta”, "La Cecenia e la polveriera del Caucaso”. E' un esperto di questioni religiose, soprattutto dell'Islam nei territori dell'ex URSS.

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