UNGHERIA: Perché Orban non ha tempo da perdere con le critiche

Pubblichiamo la traduzione di un articolo apparso, anonimo, su Hungarian Spectrum. L’autore, un commentatore politico ungherese, fa appello all’Europa affinché prenda finalmente provvedimenti.  

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha dichiarato venerdì (3 aprile) di “non avere tempo” per rispondere alle severe critiche da parte degli alleati dell’UE nei confronti degli enormi poteri che ha assunto, apparentemente per affrontare la minaccia del coronavirus. Posso capire appieno perché Orbán non ha tempo. Oltre a gestire la pandemia, deve eliminare gli ultimi resti della democrazia in Ungheria e offrire ai suoi compari ancora più possibilità di continuare a saccheggiare il paese.

Durante il regime di Orbán, il parlamento ungherese è divenuto sede di automatica  conferma delle volontà del primo ministro. Tuttavia, i politici dell’opposizione vi potevano ancora parlare, presentare proposte, discutere le misure proposte in vari comitati e tutte queste attività si riflettevano in una certa misura nei media. Ora, tutto questo è finito, e con la nuova legge “Sulla protezione contro il coronavirus”, Orbán si è assicurato il potere di governare per decreto in perpetuo. Eppure anche questo non lo soddisfaceva.

La nuova legge prevede una pena detentiva fino a cinque anni per “diffusione di informazioni false o distorte” in merito alla lotta contro il coronavirus. Ed è il governo che decide se il giornalista debba essere chiamato in tribunale per aver violato questa legge. Negli ultimi giorni ho ricevuto informazioni da fonti attendibili secondo cui molti giornalisti sono già disperati e ricorrono all’autocensura. Ciò è ancora più comprensibile perché le entrate dei media stanno diminuendo drasticamente. I giornali non possono essere venduti per strada e la pubblicità sta scomparendo da tutti i media indipendenti a causa delle difficoltà finanziarie di molte aziende. Il governo, tuttavia, sta ancora riversando un’enorme quantità di denaro nei mezzi d’informazione di sua fiducia. Tutto ciò significa che, anche se la vita tornerà alla normalità dopo pochi mesi, i media indipendenti potrebbero essere spazzati via quasi completamente.

La decisione del governo di ridurre sostanzialmente il finanziamento dei partiti politici (con il pretesto di raccogliere fondi per la lotta contro il coronavirus) sarà un duro colpo per tutti i partiti dell’opposizione perché il loro finanziamento si basa principalmente su fondi statali. Allo stesso tempo, non vi è alcun limite al continuo finanziamento pubblico del partito di governo, Fidesz, con fondi destinati tra le altri a quelle associazioni e “ONG” la cui attività principale è la diffusione della propaganda governativa.

Il requisito inoltre secondo cui i comuni trasferiscono parte delle loro entrate al governo, di nuovo con il pretesto della lotta contro il virus, è evidentemente destinato a indebolire quei comuni i cui collegi elettorali hanno osato eleggere candidati dell’opposizione come sindaci [inclusa Budapest, ndt]. Non ci possono essere altre spiegazioni per questa misura in quanto sono i comuni che sono in prima linea contro l’epidemia, mentre mancano dei mezzi finanziari e di altro tipo per far fronte a questo compito insuperabile.

Orbán ha avuto sentimenti negativi nei confronti delle università per molto tempo, dal momento che sa fin troppo bene che gli studenti sono spesso al centro delle rivoluzioni. Quindi ora ha trovato il momento perfetto per eliminare l’autonomia di cinque grandi università ungheresi [incluse CEU, e Accademia delle Scienze, ndt].

Orbán ha anche bisogno di molto tempo per sostenere la sua famiglia e i suoi amici. Solo pochi giorni fa, il governo ha stanziato 6 milioni di dollari per una società che fa parte dell’impero economico di István Tiborcz, genero del primo ministro, e Lőrinc Mészáros, amico d’infanzia del primo ministro, per costruire un nuovo porto sul Lago Balaton (confrontate questa somma con i 3,5 milioni di dollari che Orbán intende togliere ai partiti politici!). Tale progetto sarebbe inoltre sarebbe un altro grave colpo per il lago, il cui ecosistema è già sotto pressione a causa dei numerosi hotel e altre strutture di nuova costruzione (principalmente con denaro pubblico fornito agli amici di Orbán).

Un’altra disposizione della nuova legge conferisce al governo il potere straordinario di continuare a costruire enormi nuovi edifici nel Parco cittadino di Budapest (Városliget), che è fortemente contrastato dal Comune di Budapest e da oltre l’80% dei cittadini della capitale, ed è valido solo per alcuni amici di Orbán che stanno facendo i lavori di costruzione. Sebbene il governo abbia dichiarato che non costruiranno nuovi edifici senza il consenso del comune di Budapest, i lavori sono già in corso.

Ancora, un’altra disposizione della legge offre nuove opportunità per la privatizzazione dei terreni, già ampiamente praticata da Fidesz. Ora anche i parchi naturali sono in pericolo.

Esiste un solo modo per impedire a Orbán di prendere il controllo totale: sospendere i fondi UE al governo ungherese. Abbiamo già visto molte volte che Orbá se la ride degli ammonimenti a parole. L’unica ragione che comprende è quella dei soldi – e il potere, ovviamente. Vi è una solida base legale per sospendere i finanziamenti (abbiamo già scritto su questo argomento nel 2017).

L’argomento principale contro la sospensione dei fondi UE è che il popolo ungherese ne soffrirà. Tuttavia, la sospensione non significa interrompere i finanziamenti per sempre. Non appena il governo ungherese soddisfa i requisiti dell’UE, i finanziamenti potrebbero e dovrebbero essere immediatamente riattivati. Tali requisiti sono stabiliti nelle Raccomandazioni del Consiglio europeo per l’Ungheria del 2019, accettate dallo stesso governo ungherese, che include, tra le altre, quanto segue: “Rafforzare il quadro anticorruzione, migliorare gli sforzi della procura e l’accesso alle informazioni pubbliche e rafforzare l’indipendenza della magistratura. Migliorare la qualità e la trasparenza del processo decisionale attraverso un dialogo sociale e un impegno efficaci con le altre parti sociali e mediante valutazioni d’impatto regolari e appropriate.” Queste raccomandazioni si basano sui Rapporti nazionali della Commissione europea, in cui è possibile trovare molti dettagli. Ad esempio, nel Rapporto-paese Ungheria 2020, la parola “corruzione” figura 38 volte.

Esiste tuttavia un argomento molto più grave per la sospensione dei finanziamenti dell’UE. Come affermato da Guy Verhofstadt e Sophie In’t Veld, membri del Parlamento europeo, “l’Europa sarà distrutta dall’autoritarismo di Orbán – a meno che non si unisca per fermarlo”. Sappiamo tutti dalla storia che l’autoritarismo può essere contagioso quanto il coronavirus. La storia ci ha anche insegnato che la dittatura, la discordia tra le nazioni e la violazione delle norme accettate a livello internazionale possono causare ancora più calamità e morti rispetto al coronavirus. L’Unione europea deve prendere la decisione giusta ora.

Foto: Alex

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East Journal nasce il 15 marzo 2010, dal 2011 è testata registrata. La redazione è composta da giovani ricercatori e giornalisti, coadiuvati da reporter d'esperienza, storici e accademici. Gli articoli a firma di "redazione" sono pubblicati e curati dalla redazione, scritti a più mani o da collaboratori esterni (in tal caso il nome dell'autore è indicato nel corpo del testo), oppure da autori che hanno scelto l'anonimato.

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