UZBEKISTAN: Le elezioni porteranno a un cambiamento?

Domenica 22 dicembre 2019 e il 5 gennaio 2020 i cittadini uzbeki sono stati chiamati alle urne in occasione delle elezioni parlamentari, le prime da quando Shavkat Mirziyoyev ha preso il posto dell’ex presidente Islom Karimov.

Nonostante le elezioni si siano tenute sotto lo slogan “Nuovo Uzbekistan, nuove elezioni”, i partiti in corsa così come i risultati fanno intuire che il percorso verso un “nuovo Uzbekistan” sarà ancora lungo. Tutti e cinque i partiti a cui è stato permesso di partecipare sostengono infatti l’attuale presidente, mentre mancavano partiti di opposizione e candidati indipendenti. Inoltre, il Partito Liberal Democratico di Mirziyoyev – UzLiDeP – è in testa con 53 seggi su 150.

Il contesto

Mentre l’ex presidente Islom Karimov è noto per aver instaurato uno dei regimi più repressivi al mondo, quello attuale ha aperto la strada a una serie di riforme per rafforzare diritti umani e democrazia. Sia il governo stesso sia la comunità internazionale hanno quindi percepito queste elezioni come un’opportunità per mettere alla prova la nascente democrazia uzbeka.

La campagna elettorale si è effettivamente svolta in un clima di maggiore tolleranza e libertà di espressione rispetto al passato, anche grazie al potenziamento della legislazione in materia. Nel corso del 2019 sono stati sbloccati i siti web di molti media indipendenti. Inoltre, una delle novità introdotte è la direttiva elettorale secondo cui almeno il 30% dei candidati di ciascun partito deve essere composto da donne. Tuttavia, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha segnalato persistenti problemi riguardanti il processo elettorale, tra i quali votazione a nome di terzi e irregolarità con il conteggio dei voti.

Risultati e partiti in corsa

Il secondo partito dopo quello Liberal Democratico è Milliy Tiklanish, partito tradizionalista che si è guadagnato 36 seggi. Seguono Adolat – ossia il Partito Social Democratico – con 24 seggi e il Partito Democratico Popolare con 22 seggi. Infine, il Partito Ecologico ha ricevuto 15 seggi. La Commissione Elettorale Centrale ha riferito che l’affluenza è stata maggiore del 70% durante il primo scrutinio e pari al 62,8% durante il secondo – l’affluenza minima richiesta per rendere valido il voto è del 33%.

Il Partito Liberal Democratico, o UzLiDeP, si definisce il rappresentante della classe imprenditoriale e promuove politiche d’investimento e pro-business.  Alla base del programma elettorale del partito Milliy Tiklanish ci sono invece rinascita culturale e valori familiari: l’educazione e la salvaguardia della lingua uzbeka sono quindi i suoi obiettivi principali. I programmi del Partito Democratico Popolare e del Partito Social Democratico Adolat sono simili tra loro. Tuttavia, mentre il primo pone maggiore attenzione al welfare, il secondo mira maggiormente alla riforma del sistema giudiziario.

In seguito al disastro ecologico nel mare d’Aral, quello dell’ambiente è oggi un tema fondamentale in Uzbekistan. Per questo motivo, il Movimento Ecologico dell’Uzbekistan gode di una quota garantita in parlamento fin dalle elezioni del 2009-10, sebbene questa sia la prima volta in cui prende parte alle elezioni con il nome di Partito Ecologico. Esso incoraggia controlli ambientali, la diffusione delle energie rinnovabili e la tutela degli habitat naturali. Eppure, è l’unico partito ecologico al mondo a promuovere anche l’energia nucleare.

Problematiche e prospettive future

Nonostante le numerose riforme in corso, l’Uzbekistan conserva ancora molte delle caratteristiche di uno stato autoritario. Se molti media indipendenti hanno ripreso a lavorare nel paese, altri restano bloccati e la censura mediatica è ancora diffusa. Inoltre, sebbene i dibattiti elettorali siano stati numerosi, essi non si sono mai estesi a critiche verso il presidente, che rimane una figura intoccabile. Da quando è salito al potere, Mirziyoyev ha rilasciato più di 50 prigionieri politici, ma molti altri rimangono detenuti. Anche l’uso della tortura da parte delle forze dell’ordine e nelle carceri continua ad essere frequente.

Alcuni analisti propongono comunque una visione positiva del prossimo futuro. Per la prima volta i cittadini non hanno partecipato alle elezioni in seguito alle imposizioni di un sistema autoritario, ma poiché persuasi dal processo di riforme democratiche. Grazie ad esse, questa legislatura sarà tenuta sotto stretto controllo da un ambiente più ricco di media indipendenti.

 

Foto: ifes.org

Chi è Martina Turra

Laureata in "Philosophy, International and Economic Studies" presso l'Università Ca' Foscari, attualmente frequenta una Laurea Magistrale in "International Security Studies" presso la Scuola Superiore Sant'Anna. Ha svolto un tirocinio presso l'Ambasciata italiana ad Astana.

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