UCRAINA: Parigi accoglie il formato Normandia

Oggi, a Parigi, si è tenuto l’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin, l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky, il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel. L’incontro, conosciuto sotto il nome di formato Normandia, ha l’obiettivo di porre fine al conflitto che oppone, dal 2014, la Federazione Russa all’Ucraina nel Donbass. I primi passi verso l’apertura di un dialogo si sono registrati a partire dall’elezione di Zelensky nell’aprile 2019.

Il contesto

Dal 2014, la guerra va avanti: da una parte le truppe ucraine, dall’altra i ribelli del Donbass sostenuti e difesi da militari russi. Dopo 5 anni di guerra, si contano 13.000 morti e due tentativi di pacificazione falliti, noti come Minsk I e II, rispettivamente nel 2014 e nel 2015.

Le questioni in gioco

Nonostante l’Ucraina abbia recentemente annunciato di aver accettato la formula Steinmeier, la quale prevede prima le elezioni amministrative nelle regioni di Donetsk e Lugansk, poi la concessione di una maggiore autonomia alle regioni e solo in seguito il ripristino delle frontiere ante bellum, Zelensky non sembrerebbe della stessa idea. Infatti, in diverse interviste, tra cui anche a Le Monde, il presidente ucraino ha dichiarato di voler innanzitutto ristabilire le frontiere preesistenti e solo in seguito organizzare libere elezioni in Donbass, secondo la vigente legislazione ucraina e sotto la supervisione dell’OSCE. L’incontro di oggi dovrà cercare di dare una risposta a questa diversa interpretazione della risoluzione del conflitto.

Oltre al cessate il fuoco sul territorio, il presidente ucraino ha l’intenzione di sostenere con forza il necessario ritiro di truppe illegali sul territorio ucraino e di raggiungere un ulteriore scambio di prigionieri. Infatti, a settembre 2019, 35 furono i prigionieri politici scambiati da entrambe le parti tramite un accordo Mosca-Kiev che permise il ritorno in Ucraina anche al regista Oleg Stentsov e ai 24 marinai precedentemente arrestati al largo della Crimea.

Un’ulteriore questione che dovrà essere affrontata tra Zelensky e Putin concerne il gas. Il presente accordo tra le due parti sul gas naturale russo terminerà il 31 dicembre. I due presidenti si sono incontrati a Vienna il 28 novembre scorso, con lo scopo di discutere della questione energetica. Tuttavia, il presidente ucraino ha affermato che “nonostante i nostri partner europei dicano che [il Nord Stream 2] non sia un progetto politico ma economico, io mi permetto di dissentire”.

Le reazioni interne

Ieri, a Kiev, manifestanti si sono riuniti in piazza per chiedere al presidente ucraino di non accettare una pace che possa mettere a repentaglio l’indipendenza del paese. La paura del popolo ucraino sembra quella di cadere completamente sotto influenza russa, in seguito ad un compromesso con Mosca.

Il precedente presidente ucraino, Petro Poroshenko, mantiene una linea ancora più dura. “Non fidatevi di Putin. Mai e in nessuna questione. Putin manipola tutte le cose: i contenuti, i fatti, le cifre, le mappe, le emozioni. Odia l’Ucraina e gli ucraini”, ha dichiarato Poroshenko.

Foto: UNIAN.info

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