RUSSIA: Giornalisti nel mirino come “agenti stranieri”

Giovedì 21 novembre, la Duma ha approvato un progetto di legge che prevede l’estensione dello status di “agente straniero” anche agli individui privati, tra cui giornalisti e bloggers. Ora, il progetto di legge passerà al vaglio del Consiglio Federale e infine sarà il presidente Vladimir Putin a promulgarlo. Il progetto di legge è solo l’ultimo di una serie di atti normativi, redatti con lo scopo di ridurre la libertà di espressione.

Il progetto di legge

La presente legislazione prevede già che le ONG e i media che ricevono denaro da fonti esterne siano classificate come “agenti stranieri”. Di conseguenza, tali enti devono indicare il proprio status di “agente straniero” in qualsiasi pubblicazione e devono essere riconosciuti dal Ministero della Giustizia con lo stesso status. Qualora tali organismi non si adeguino alla vigente legislazione, essi possono essere condannati a sanzioni pecuniarie fino a 500.000 rubli (corrispondenti a 7.000€ circa) oppure a una reclusione di due anni. Per tale motivo e in seguito alle prime accuse relative al Russiagate, a dicembre 2017, Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL) e Voice of America (VOA) furono classificati come “agenti stranieri”.

Tuttavia, il progetto di revisione della presente legislazione prevederebbe l’estensione dello status di “agenti stranieri” anche a tutti gli individui privati che lavorano per ONG o media classificati sotto tale status dal Ministero della Giustizia, oppure che ricevono fondi stranieri. Inoltre, in caso di mancato adempimento delle disposizioni da parte degli individui privati, l’emendamento prevederebbe sanzioni ancora maggiori, fino a un massimo di cinque milioni di rubli (circa 71.000€). Il progetto di emendamento aveva già ottenuto l’approvazione in prima lettura da parte della Duma russa nel gennaio 2018, mentre l’approvazione in seconda lettura è avvenuta l’11 novembre scorso e in terza lettura il 21 novembre.

Le reazioni

Lo stesso 21 novembre, Amnesty International, ARTICLE 19, Civil Rights Defenders, Committee to Protect Journalists, Human Rights Watch, International Federation for Human Rights (FIDH), International Media Support, International Partnership for Human Rights, Norwegian Helsinki Committee e Reporters Without Borders hanno firmato una lettera in cui si richiede al governo russo di non adottare l’emendamento. Ricordando gli articoli 10 e 11 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, rispettivamente il diritto di espressione e quello di libera associazione, le dieci organizzazioni hanno affermato che “il governo dovrebbe cessare i suoi continui sforzi atti a soffocare il dibattito online e a mettere a tacere il giornalismo indipendente nel paese”.

Foto: Committee to Protect Journalists

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