La Romania ha ufficialmente un nuovo governo

Dopo più di due settimane d’attesa la Romania ha di nuovo un governo con pieni poteri; il premier incaricato Ludovic Orban ha appena ottenuto la fiducia in Parlamento grazie ad una manciata di voti indipendenti provenienti dal partito PRO-Romania dell’ex premier Victor Ponta, il quale aveva dichiarato la sua contrarietà alla nascita del nuovo esecutivo. Orban giurerà alle 19.00 dinnanzi al presidente della Repubblica Klaus Iohannis, uno dei veri vincitori di oggi: a sei giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali, Iohannis ottiene la nascita di un governo liberale da lui caldamente sponsorizzato.

Finisce l’epopea (spesso farsesca) del partito social-democratico (PSD) al governo del paese. Dopo 3 primi ministri diversi in tre anni, crisi istituzionali, scontri aperti con la magistratura, il PSD torna all’opposizione. L’ex premier Viorica Dancila è tra i candidati alla presidenza ma, sebbene in risalita nei sondaggi, un suo ingresso al secondo turno appare tutt’altro che scontato.

Il nuovo governo di Orban si trova adesso di fronte a due impellenti priorità: la prima è la scelta del commissario europeo romeno, nella quale un peso decisivo avrà la parola di Iohannis. La seconda è la nomina dei procuratori, che in un paese come la Romania, caratterizzato da commistioni malsane tra politica e giustizia, ha un peso non trascurabile.

FOTO: Digi24.ro

Chi è Francesco Magno

Aspirante storico, nato a Messina nell'anno di grazia 1992, è stato adottato da Padova, ma col cuore rimane a Bucarest. Si occupa soprattutto di Romania e Moldavia, con qualche sporadica incursione in Bulgaria. Non ha ancora capito se è di destra o di sinistra, pensa di essere per le cose giuste. Sogna di fuggire con un grande amore nella campagna transilvana. Da settembre 2019 è direttore editoriale di East Journal.

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Bucarest è una città di contrasti, anche spesso molto stridenti, che lascia impressioni diverse ai moderni turisti. Eppure, la capitale romena è un luogo dalle molte anime, di cui, la più insospettabile è quella greca: al suo periodo greco settecentesco Bucarest, e la Romania, devono moltissimo. L’anima impalpabile e sfuggente di Bucarest, compresa tra un passato orientale e un Occidente scoperto soltanto nel secolo scorso, sta qui: un’anima che, una volta afferrata, non ti abbandona più.

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