STORIA: Halassy, il nuotatore che sfidò un destino avverso

Ci sono imprese sportive che hanno il potere di coinvolgere anche lo spettatore più refrattario al gesto atletico. La storia di Olivér Halassy, nuotatore e pallanuotista ungherese attivo tra gli anni ’20 e ’30, è una di quelle. Inserito nel 1978 nella International Swimming Hall of Fame, è stato un leader naturale della nazionale magiara e un atleta molto popolare tra i tifosi dell’epoca.

Halassy nasce nella Budapest asburgica il 31 luglio del 1909. All’età di 8 anni è vittima di un drammatico incidente: un tram gli falcia una gamba e i medici sono costretti ad amputargli il piede sinistro. Malgrado il tragico avvenimento, il giovane non rimane inerme di fronte alle barriere che si innalzano per via della sua disabilità fisica. C’è un richiamo troppo forte che lo lega all’elemento che è origine della vita stessa: l’acqua. L’ungherese diventa così un eccezionale nuotatore, che sfida con possenti bracciate i limiti che un caso avverso gli ha voluto imporre.

Campione dell’Újpest, leggendaria squadra di pallanuoto ungherese con sede a Budapest, durante gli anni ‘30 vince 10 titoli nazionali giocando come centrovasca, un ruolo che per sua natura richiede grande resistenza e propensione allo scontro fisico con l’avversario. Nel 1928 inaugura la sua carriera olimpica raggiungendo il secondo posto con la squadra magiara, che si ferma soltanto di fronte alla Germania, all’epoca avanguardia di questo sport.

L’amarezza per la finale persa si tramuterà, nelle due edizioni successive dei Giochi, nell’atto fondativo della nazionale di pallanuoto più vincente della storia. Tra il 1931 e il 1938 la squadra magiara vince 3 europei (1931; 1934; 1938) e 2 olimpiadi, nel 1932 e nel 1936, dove la nazionale guidata da Béla Komjádi prevale, grazie anche al contributo di due atleti di origine ebraica, sulla Germania, organizzatrice dei giochi e fucina della retorica razziale nazista. Halassy è una delle stelle indiscusse di quella squadra, che trascina a suon di goal e prestazioni sensazionali.

Ma l’impresa per cui Halassy entra di diritto nell’Olimpo degli sportivi del ‘900 si consuma agli Europei di Parigi del 1931. In Francia, il centrovasca ungherese è protagonista di una strabiliante impresa: oltre a conquistare il 3° europeo consecutivo con la nazionale di pallanuoto, partecipare alla finale dei 1500 stile libero, vincendola con un metro di vantaggio sull’italiano Giuseppe Perentin. Un successo individuale che, aggiunto a quello collettivo con la squadra magiara, fa di lui l’eroe indiscusso della manifestazione sportiva.

Il giocatore dell’Újpest continuerà a vincere medaglie durante tutta la sua carriera da nuotatore (i titoli nazionali sono 25, i record 12), fino al suo ritiro, a 30 anni. L’ex campione lavorerà poi come revisore dei conti e aiuterà a riorganizzare il movimento ungherese degli sport acquatici tra le macerie della Seconda guerra mondiale. Morirà in circostanze poco chiare il 10 settembre del 1946, mentre sale su un taxi, colpito da un proiettile di un soldato sovietico che tenta di sventare una rapina.

Un epilogo tragico per un uomo che sfidò con coraggio e passione le sue sfortune e i suoi limiti, superandoli, e che ci lascia in eredità un esempio di tenacia e perseveranza lodevoli.

Chi è Stefano Cacciotti

Nato a Colleferro (RM) nel '91 mentre i paesi del socialismo reale si sgretolano. Sociologo di formazione, ho proseguito i miei studi con una magistrale sull'Europa Orientale (Mirees), passando per Varsavia (2013) e Budapest (2016). Appassionato di storia contemporanea e politica, attualmente frequento un Master di II livello in comunicazione storica all'Università di Roma Tre.

Leggi anche

BOSNIA: Ricordando il “Purim di Saray”, 200 anni dopo

Musulmani ed ebrei di Sarajevo hanno celebrato insieme i 200 anni dal "purim di Saray", quando i sarajevesi protessero i loro concittadini ebrei dalle minacce del corrotto governatore ottomano

Privacy Preference Center

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: