RUSSIA: Putin vuole dare la cittadinanza a tutti gli ucraini

Il 24 aprile, il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che permette a coloro che risiedono in certe aree delle regioni ucraine del Donetsk e del Lugansk di richiedere la cittadinanza russa tramite una procedura semplificata. Nei giorni successivi, mentre teneva un discorso ad un vertice a Beijing, Putin ha comunicato che il piano potrebbe essere esteso a tutti i cittadini ucraini. Tale affermazione ha scatenato rabbia e indignazione non solo da parte di Kiev, ma anche da parte di Unione Europea, Stati Uniti e Regno Unito.

Il punto di vista russo

Il decreto è “diretto ad offrire protezione sociale alle persone che si trovano in tragiche circostanze” – ha affermato di fronte al Consiglio di Sicurezza Vasily Nebenzyadi, inviato russo presso le Nazioni Unite. Nello stesso discorso, Nebenzya ha accusato il governo ucraino di non essere in grado di garantire ai cittadini del Donbass la protezione dei loro diritti essenziali: per tale ragione il Cremlino avrebbe adottato questa “misura umanitaria”. Anche Putin ha ribadito che il decreto è stato approvato a fini esclusivamente umanitari, ed ha affermato che sarebbe aperto ad un incontro con il neo-eletto presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy.

Le reazioni

Il piano russo è stato prontamente respinto da Kiev, che lo considera un grave atto di interferenza con gli affari interni. Alla possibilità di estenderlo a tutti i cittadini ucraini, Zelenskiy ha risposto promettendo di concedere la cittadinanza agevolata ai russi che soffrono sotto il controllo del Cremlino. Il portavoce dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza ha descritto il decreto come “un altro attacco alla sovranità dell’Ucraina da parte della Russia” e invita la Russia a rispettare gli accordi di Minsk. Anche il Dipartimento di Stato statunitense ha condannato le azioni russe, considerandole ampiamente provocatorie. Simile la reazione del Regno Unito, che ritiene il decreto atto a minare l’integrità territoriale ucraina.

In passato, la Russia ha concesso la cittadinanza ai residenti di altre regioni separatiste all’interno dello spazio post-sovietico per giustificare future operazioni militari. Esempi lampanti sono le regioni georgiane dell’Abcasia e dell’Ossezia del Sud, ma altri esperti segnalano anche la regione separatista moldava della Transnistria.

Foto: tass.com

Chi è Martina Turra

Laureata in "Philosophy, International and Economic Studies" presso l'Università Ca' Foscari, attualmente frequenta una Laurea Magistrale in "International Security Studies" presso la Scuola Superiore Sant'Anna. Ha svolto un tirocinio presso l'Ambasciata italiana ad Astana.

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2 commenti

  1. Se sono correttamente informato, pare che la possibilità di avere il passaporto russo esistesse già, solo con tempistiche ben più ampie.
    Diversi giornalisti inoltre, affermano, parrebbe a ragione, che la questione dei passaporti agli ucraini non sia un’esclusiva dei russi, ma degli ungheresi con la Transcarpazia, dei rumeni con Černovtsy, dei turchi con la Crimea, dei polacchi con il distretto di Mostiska e, in alcune zone della Galizia, con la “Carta del polacco” (documento che viene rilasciato a chiunque dimostri di avere almeno un antenato polacco). Perché Kiev non protesta nella stessa maniera con i governi di queste nazioni? E perché gli organi d’informazione nazionale non ne parlano? Cordiali saluti.

  2. “In passato, la Russia ha concesso la cittadinanza ai residenti di altre regioni separatiste all’interno dello spazio post-sovietico per giustificare future operazioni militari.”
    Chi è che afferma questo? l’autrice dell’articolo?
    Che io ricordi, hanno fatto lo stesso gli ungheresi con alcune aree ucraine e la Transcarpazia, i romeni con l’aerea di Chernivtsi, i polacchi con la carta del polacco e questo non ha portato ad “interventi militari”. Inoltre gli austriaci lo vogliono fare con alcuni comuni italiani del nord, significa che ci attaccheranno oppure è solo una prerogativa dei russi?

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