Un’indagine conferma il coinvolgimento dei servizi segreti russi nel caso Skripal

Le indagini sull’avvelenamento di Sergej Skripal’ e di sua figlia Julija sono giunti a una svolta e sembrano confermare l’ipotesi che dietro alla vicenda ci siano i servizi segreti russi. L’inchiesta di due testate di giornalismo investigativo, la russa The Insider e la britannica Bellingcat, hanno svelato l’identità di uno dei due sospettati, fino a pochi giorni fa identificato come Ruslan Boširov. Quest’ultimo sarebbe in realtà un colonnello di nome Anatolij Čepiga, ex combattente nella seconda guerra cecena e decorato con uno dei massimi onori della Federazione Russa. La scoperta va innanzitutto a confutare le dichiarazioni dei due sospettati, i quali avevano affermato di essere dei normalissimi civili in vacanza a Salisbury. In loro difesa si era levato anche il presidente russo Vladimir Putin, che aveva confermato le testimonianze.

Le identità dei sospettati

L’indagine congiunta, che si compone al momento di tre parti, ha svelato moltissimi particolari sui passaporti di Ruslan Boširov e Aleksandr Petrov, che risultano essere i nomi di copertura usati dai due sospettati. Grazie a ricerche meticolose, i giornalisti delle due testate hanno infatto scoperto che su Petrov e Boširov non esistono informazioni anteriori al 2009 e al 2010, date in cui i rispettivi passaporti sono stati rilasciati. Inoltre, i dossier dei due passaporti presentano alcune peculiarità. Entrambe le documentazioni presentano un timbro con la scritta “non dare informazioni”, mentre la pagina che dovrebbe fornire dettagli biografici è lasciata vuota e presenta le lettere S.S., soveršenno sekretno, “top secret”. Questi dettagli bastano a dimostrare che i due documenti non sono stati rilasciati con procedura ordinaria. L’indagine aggiunge numerose altre prove a suffragio della tesi che Boširov e Petrov non siano le vere identità degli uomini sospettati, ma siano bensì i nomi di copertura usati da due agenti del GRU, l’intelligence militare russa.

Da Boširov ad Anatolij Čepiga

Al momento si conosce solamente la vera identità di Boširov, il decorato “Eroe della Federazione Russa”, Anatolij Čepiga. A quest’informazione i giornalisti sono giunti grazie a una serie di assunzioni e informazioni incrociate. I movimenti dei due sospettati negli ultimi anni – concentratisi in Europa occidentale – hanno fatto dedurre che gli agenti avessere ricevuto una formazione specifica, volta all’apprendimento delle lingue straniere. La scuola migliore in questo campo risulta essere un’accademia militare nell’estremo oriente della federazione. Le ricerche si sono quindi concentrate sulle annate 2001 e 2003, presunti anni in cui i due agenti avrebbero dovuto finire l’accademia. Tuttavia, le poche foto a disposizione non hanno mostrato nessuna possibile corrispondenza con i due sospettati. Solo in un caso, in una foto di un articolo dedicato alla storia dell’accademia, i giornalisti hanno trovato una somiglianza tra uno dei militari e Ruslan Boširov. La didascalia della foto, che ritrae un gruppo di soldati in Cecenia, recita che sette di loro hanno ricevuto il titolo di eroi della federazione.

Una ricerca con le parole chiave “DVOKU” (anagramma dell’accademia militare), “Cecenia” ed “eroe della Federazione Russa” ha dato come risultato il nome di Anatolij Čepiga. Il colonnello è stato decorato nel 2014 con il titolo più prestigioso, tuttavia nessuna sua foto è apparsa sui motori di ricerca. Per risalire ad alcune informazioni sul colonnello, i reporter hanno così usato banche dati presenti su internet, trovando infine un uomo nato il 5 aprile 1979. Sul passaporto di Ruslan Boširov l’anno di nascita è 1978, dettaglio che ha fatto pensare agli investigatori di essere sulla giusta strada. La conferma è arrivata da una foto. I giornalisti sono infatti riusciti ad ottenere la documentazione sul passaporto di Anatolij Vladimirovič Čepiga, l’uomo nato il 5 aprile 1979. La foto sul documento assomiglia in modo quasi inequivocabile alla foto del passaporto di Ruslan Boširov.

Da sinistra: Anatolij Čepiga nel 2003; la foto del passaporto di Ruslan Boširov; il sospettato in una foto della polizia britannica (Fonte: Bellingcat)

Una serie di altri particolari, disponibili nell’inchiesta completa, hanno confermato l’ipotesi degli investigatori.

I risvolti dell’inchiesta

La vicenda del colonnello Čepiga è interessante non solo per il suo coinvolgimento nelle indagini sull’avvelenamento di Sergej e Julija Skripal’. L’eroe della federazione russa ha infatti ricevuto questo titolo nel 2014, anno in cui la Russia non ha ufficialmente preso parte ad alcun conflitto. La guerra in Cecenia era ormai finita, mentre le azioni russe in Siria non erano ancora iniziate. L’unico conflitto a cui Čepiga potrebbe aver preso eroicamente parte è quello del Donbass. Questo – secondo gli investigatori – spiegherebbe anche il perché la cerimonia di decorazione di Čepiga si sia svolta nella più totale segretezza e vi siano pochi dettagli conosciuti a riguardo. Questa scoperta sarebbe un’ulteriore conferma del coinvolgimento di truppe russe nel conflitto nell’est dell’Ucraina, sempre negato dalle autorità di Mosca.

La rivelazione del ruolo di Čepiga nel caso Skripal’ contraddice definitivamente le dichiarazioni dei sospettati e quelle di Vladimir Putin, che era intervenuto confermando che fossero normali cittadini russi. Le accuse britanniche si fanno in questo modo sempre più concrete e avvalorate da prove che appaiono inconfutabili. La vicenda rimane aperta e il ruolo di un personaggio di spicco come Čepiga – inusuale, secondo alcune fonti russe sentite da Bellingcat – fa pensare che ci sia ancora molto altro da scoprire.

Chi è Maria Baldovin

Nata a Ivrea (TO) nel 1991, ha studiato lingue e letterature straniere all’università di Torino e ha poi deciso di improvvisarsi scienziata politica, con una magistrale in studi sull’Est Europa. Al momento cerca di fare la pendolare tra Torino e Bruxelles, con grande gioia delle compagnie aeree. Per East Journal scrive prevalentemente di Russia, ma ha anche una passione per la Germania (ex orientale, s’intende).

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Un commento

  1. Chissà se Giulietto Chiesa porterà il lutto…. Sentiremo le sue unghie stridere sui vetri. Insomma un regolamento di conti. Gli inglesi lasciano entrare due spie così senza accorgersi di niente dopo il caso Litvinenko? Altro che 007 di Sua Maestà… Comunque tra Putin che si prende la Crimea e il Regno Unito che insieme agli USA invade l’Iraq (con annessi qualche milioni di morti diretti e indiretti) senza parlare di Afghanistan ecc. La sfida tra chi è il peggiore è veramente ardua.