REP. CECA: Il mito di Reagan nell’Europa orientale

Era riscontrabile una diffusa simpatia in parte di quel che fu l’ex blocco sovietico nei confronti di Ronald Reagan: forse a causa dell’aspetto e dello stile dell’ex presidente statunitense, sensibilmente differenti dal grigiore dell’apparato comunista, o forse per reale persuasione della bontà delle sue idee, bendisposto come fu verso una Europa centro-orientale e una Unione Sovietica migliorabili. Nella norma i cittadini apprezzano quando lo straniero sceglie di battersi per loro e l’arrivo dei nostri è meccanismo che raramente si inceppa o decade. Differenti punti di vista: per alcuni Reagan fu chiave della caduta dell’Impero del Male (celebre definizione del Nostro, poi ripresa e allargata) mentre per altri già si trattava di sistema logoro e Reagan ne avrebbe solo anticipato un po’ il collasso con i propri modi diretti e certe capacità di mediazione.

Sia come sia, il reaganismo di ritorno è fenomeno attualmente in voga a molte latitudini -non solo in zona- spinto da riletture e assoluzioni più o meno a trecentosessanta gradi: restiamo in fiduciosa attesa del remake di Top Gun.

Dunque era nell’aria una strada intitolata a Reagan da qualche parte: Praga batte in velocità Budapest, la quale però gli dedica una statua.

Spessissimo tuttavia il cerimoniale per novità toponomastiche finisce che si rivela uno strazio vista la facilità con la quale può ridursi a liste della spesa di banalità e idolatrie pronunciate da personaggi di secondissimo piano. Parimenti invitare Condoleeza Rice può rivelarsi una idea controproducente se vogliamo vivacizzare lo show e rendere tutto più frizzantino. Ma tant’è. L’ex Segretario di Stato ha risposto entusiasta all’invito nella capitale ceca lasciandosi andare ad un bel discorso su Ronnie e l’esprit che l’avrebbe guidato in ogni singola decisione presa nel corso del suo mandato, nonostante le polemiche di alcuni dimostranti inerenti l’appoggio che venne dato dagli USA a tizi del calibro di Saddam Hussein o Bin Laden. 

Sopra il piccolo palco anche l’ambasciatore di Washington a Praga, individuo sulla cui testa ai tempi piovvero critiche inerenti un curriculum non proprio all’altezza. Limitiamoci a dire che se uno s’impappina anche nel pronunciare un qualsiasi cognome ceco, può darsi vengano sollevate perplessità sulla preparazione e l’adeguatezza al ruolo.

Ad ogni modo via Ronald Reagan diventa in ceco Ronalda Reagana e per coloro fossero interessati a farci due passi il distretto è Bubeneč – Praga Sei. Non lontano da luoghi di chiaro interesse come la sede diplomatica USA e lo stadio dello Sparta.

Qui un filmato sullo speach di Norman Eisen, qui su quello della Rice. Gli amanti del buongusto prestino particolare attenzione al jingle che parte nel momento in cui la placca viene scoperta (00′:50”.) L’assicurazione è che in città -compreso in via Ronald Reagan- sia possibile ascoltare musica migliore.

Chi è Gabriele Merlini

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