MOLDAVIA: Espulsi dal paese cinque diplomatici russi

Nella mattinata di lunedì 29 maggio il Ministro degli Esteri e dell’Integrazione Europea ha annunciato la decisione del governo moldavo di espellere alcuni diplomatici russi. Il decreto di espulsione rivolto a 5 persone, con invito a lasciare il paese entro 72 ore, è stato comunicato all’ambasciatore russo a Chişinău Farit Mukhametshin, senza che venisse fornita una motivazione.

La reazione di Mosca

La TASS ha comunicato la notizia nel tardo pomeriggio di lunedì, a seguito della conferma da parte di Mukhametshin, il quale si è riservato di non commentare la notizia. Più tardi, il vice ministro degli esteri Grigoryj Karasin aveva affermato che la risposta della Russia sarebbe stata piuttosto dura, tanto che il 31 maggio 5 diplomatici moldavi sono stati espulsi dal paese con modalità analoghe. Inoltre ha definito l’accaduto come “un deliberato tentativo di bloccare l’intensificarsi delle relazioni tra Chişinău e Mosca” oltre che “una mossa contro le posizioni del loro stesso presidente”.

La reazione di Dodon

Il presidente moldavo ha definito a sua volta l’operato del governo come “oltraggioso”, e ha affermato che “ciò che è accaduto sembra essere stato ordinato dall’Occidente, da coloro che sono spaventati dal dialogo costruttivo ed effettivo intrapreso tra la presidenza ed il Cremlino”. Negli scorsi giorni, inoltre, Dodon ha dato la sua disponibilità a discutere direttamente con Putin della questione.

La situazione politica interna

Ad oggi la Moldavia, parte dell’Unione Sovietica fino al 1991, risulta avere profondi legami con la Russia. Il paese non ha mai interrotto i legami con Mosca, ma ancora oggi rimane in sospeso la questione della Transnistria. La regione è più economicamente dipendente dalla Russia rispetto al resto del paese e non riconosce la sovranità moldava sul suo territorio. Inoltre, nell’area sono stanziate anche delle truppe russe, ufficialmente per una missione di peacekeeping.

I legami culturali, tuttavia, risultano essere solidi anche con la vicina Romania. È per questo motivo che le spinte europeiste sono comunque  molto forti ed hanno portato il paese alla firma di un Accordo di Associazione politica e commerciale con l’Unione Europea, in risposta del quale la Russia ha imposto importanti limitazioni sull’esportazione di prodotti agricoli. Prima della campagna elettorale dello scorso anno, un massiccio scandalo di corruzione ha coinvolto gli stessi promotori dell’accordo, i quali ne sono usciti politicamente indeboliti.

Sulla scia di questi avvenimenti, lo scorso novembre 2016 Igor Dodon è stato eletto presidente della Moldavia, a seguito di una campagna elettorale in cui ha sostenuto apertamente le istanze pro-russe. Inoltre, durante la stessa, ha sferzato continui attacchi ai governi europeisti e ai partiti che li hanno sostenuti in parlamento. Una volta eletto presidente, Dodon ha proseguito sulla strada delineata durante il confronto elettorale, cercando di migliorare le relazioni con Mosca, con tutte le difficoltà dovute alla necessità di interfacciarsi con le forze europeiste del paese.

In questo confonto, il presidente moldavo sembra ricercare più contrasto che dialogo, accusando anche il governo ed i partiti di aver accettato centinaia di milioni di euro di fondi da parte dell’Unione Europea. In tutta risposta il primo ministro Pavel Filip ha definito le affermazioni del presidente “populiste e non collegate con la realtà dei fatti”.

La situazione politica interna del paese non risulta particolarmente rosea, i contrasti interni sono significativi, e una tale contrapposizione tra le maggiori cariche dello stato non gioca a favore di un miglioramento delle condizioni della popolazione, e a risentirne, in generale, è la coesione nazionale.

Immagine: dw.com

Chi è Leonardo Scanavino

Laureato in "Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione" presso l'Università degli Studi di Torino, attualmente frequenta una Magistrale in "Studi di Sicurezza Internazionale" presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. In precedenza, ha frequentato un semestre di studi (Erasmus) prasso la Latvijas Universitāte (Riga, Lettonia), durante il quale ha avuto modo di avvicinarsi alle tematiche di transizione riguardanti i paesi post-sovietici dell'Est Europa. Parla inglese, francese e studia russo.

Leggi anche

ROMANIA: Un secolo di disastri in Moldavia

Nella cristi istiuzionale che un mese fa ha colpito la Moldavia, un importante attore internazionale è rimasto ai margini: la Romania. Non è la prima volta che Bucarest sbaglia l'approccio nei confronti del suo vicino nord-orientale.

Privacy Preference Center

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: