“Face to Face”: a Sarajevo esposti artisti da tutta l’ex-Jugoslavia

Il 9 maggio è stata inaugurata a Sarajevo la mostra Face to Face, l’ultima collezione del progetto artistico Imago Mundi, promosso da Luciano Benetton. L’esposizione, che è possibile visitare al Centro Culturale Bosniaco (Bosanski Kulturni Centar) della capitale fino al 28 maggio, raccoglie le opere di oltre 900 artisti provenienti da Slovenia, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia, Kosovo e Macedonia: in altre parole, dall’ex-Jugoslavia.

Imago Mundi: abolire i confini globali dell’arte

Il progetto artistico Imago Mundi (visione del mondo) è nato nel 2015, grazie ad un’idea di Luciano Benetton, presidente della Fondazione Benetton Studi e Ricerche e cofondatore della nota azienda italiana, che ha deciso di raccogliere le opere di artisti provenienti da tutto il mondo. Lo scopo è quello di “unire le diversità del nostro mondo nel nome di un’esperienza artistica comune”, mappando così i talenti artistici contemporanei.

Oggi il progetto ha già coinvolto più di 130 regioni e paesi, con il contributo di oltre 20.000 artisti. La collezione funziona così: in ogni paese, o regione, viene individuato un curatore che ha il compito di scegliere i migliori artisti, emergenti o già consolidati, dell’area. Ad ogni artista viene quindi chiesto di rappresentare liberamente la propria visione del mondo, in una tela 10×12 cm, “un biglietto da visita”, come l’ha definita lo stesso Benetton.

Face to Face: dialoghi, confronti e ponti

Face to Face (faccia a faccia) raccoglie le opere di oltre 900 artisti provenienti dall’ex-Jugoslavia, con lo scopo di “scavalcare confini, ricucire strappi e costruire nuovi sentieri”, cominciando proprio da Sarajevo, città simbolo della condivisione e dell’unione. Così, il progetto “ha portata gli artisti, le loro opere e, per estensione, le realtà di appartenenza faccia a faccia”, unite dalla ricerca di un’immagine del mondo in grado di apprezzare e rispettare le soggettività.“Quello che non si può fare nel mondo economico, finanziario e politico, io credo che possa essere fatto attraverso l’arte”, ha dichiarato Benetton.

Face to Face non mira solo a riunire gli artisti della regione, offrendo una piattaforma di scambio e confronto, ma vuole anche essere uno spazio di riflessione sulla situazione artistica dei paesi coinvolti. Proprio al tema è stato dedicato il convegno che ha preceduto l’inaugurazione della mostra, dove è emerso il problema degli insufficienti fondi statali dedicati alla formazione, produzione e distribuzione artistica della regione. Il curatore dell’incontro, Claudio Scorretti, si è dichiarato speranzoso sulla possibilità che Face to Face rappresenti l’occasione per rilanciare le mostre e le gallerie dei sette paesi coinvolti, rendendo gli artisti locali più visibili.

Infine, la mostra vuole essere un omaggio alla produzione artistica jugoslava, da pochi conosciuta. Come infatti Scorretti ha dichiarato in un’intervista, “la Jugoslavia ha prodotto i migliori artisti dell’est Europa, facendo del modernismo il discorso chiave della sua politica culturale”. La fine della Jugoslavia ha avuto forti ripercussioni anche sull’arte: gli artisti si sono persi di vista e le cooperazioni regionali sono diminuite. Le occasioni di condivisione artistica, come quella offerta da Imago Mundi, sono quindi degli importanti punti di partenza per la ricostruzione di rapporti, professionali e non.

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Sopra, alcune delle opere esposte. Il catalogo completo può essere consultato nel sito ufficiale di Imago Mundi.

Chi è Silvia Trevisani

Nata nel nord-est italiano, vive e lavora tra Zagabria e Copenaghen. Possiede una laurea triennale in Studi Internazionali (Università di Trento) e una magistrale in Interdisciplinary research and studies on Eastern Europe (Università di Bologna). Appassionata di Balcani, interessata agli studi di genere e spaventata dai neofascismi, ne scrive per East Journal. Parla inglese, francese e, dopo una rakija, serbo-croato.

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