BALCANI: Il 2011 è l'anno dei censimenti, ma la conta spaventa tante minoranze

Quest’anno sarà la demografia a farla da padrona nei Balcani. Il 2011 sarà infatti l’anno del censimento delle popolazioni dei diversi stati appartenenti all’ex Jugoslavia. Bosnia, Croazia, Macedonia, Montenegro, Serbia, Slovenia, Kosovo ed anche l’Albania verranno infatti sottoposte al censimento della popolazione per adeguarsi agli stati dell’Unione Europea. La volontà dei governi balcanici è infatti quella di tenere il passo con i censimenti dell’area dei 27 che si svolgeranno sempre quest’anno. Ma se nell’Unione a 27 stati è una semplice azione statistica, il censimento negli stati funestati dalla guerra jugoslava viene recepito come un’azione dal forte valore politico.

L’ultimo censimento fatto nei Balcani risale infatti al 1991, ultimo anno prima degli eventi bellici. Il nuovo aggiornamento potrebbe invece svelare all’opinione pubblica i reali dati riguardo alle dimensioni delle etnie presenti nei singoli stati. Diverse sono le problematiche che si stanno sviluppando intorno a questo evento, basti pensare che sia Macedonia che Serbia hanno già spostato la data d’inizio dei censimenti da aprile a ottobre. Per la Macedonia la ragione sembra essere elettorale e questo evidenzierebbe il forte valore politico di questo atto statistico. Al contrario il problema della Serbia si deve ricercare in mancanze di bilancio per compiere il rilevamento.

Un capitolo a parte è poi quello dedicato al Kosovo. La giovanissima repubblica ha già iniziato i rilevamenti nonostante l’opposizione della parte serba della popolazione. I serbi ritengono infatti che il governo kosovaro abbia intenzione di manipolare il dato statistico a sfavore proprio dei cittadini serbi. Diverse sono inoltre le autorità ed i politici serbi che insistono nel voler spingere i compatrioti a continuare in questa particolare forma di protesta.

Situazione molto difficile è poi quella della Bosnia dove le popolazione musulmana, serba e croata teme la conta tra diverse etnie e religioni. Insomma le rilevazioni statistiche, realizzate per unire a livello di tempistiche i dati dei Balcani a quelli di tutta Europa, stanno paradossalmente allontanando l’area  dall’Unione a causa dei diversi conflitti irrisolti. Se non altro queste rilevazioni stanno realizzando un test importante non tanto sul valore demografico della popolazione, quanto sull’unità politica degli stati. Se il test sembra accessibile per Croazia e Slovenia, dove non si registrano particolari casi di minoranze, per gli altri stati balcanici si evidenziano grosse problematiche sociali e politiche che sotto le ceneri delle nuove repubbliche continuano ad ardere.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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