BOSNIA: In arrivo una tassa sui single per contrastare il calo demografico?

In Republika Srpska (RS), una delle due entità che compongono la Bosnia ed Erzegovina, è stata recentemente ipotizzata una tassa sui single per far fronte al forte calo demografico. Sebbene per il momento si possa considerare solo come una provocazione, la proposta non rappresenterebbe una vera soluzione al problema.

Una tassa sui single per agevolare le nascite

L’idea è semplice e, di certo, non nuova: tassare i cittadini non sposati con l’obiettivo di incoraggiare i matrimoni ed ottenere così un aumento delle nascite. La tassa sui single, già proposta in passato da alcuni leader della Republika Srpska, è riemersa durante un convegno sul’impatto delle tendenze demografiche sull’economia dell’entità bosniaca, organizzato dal Sindacato dei datori di lavoro UupRS. Il drastico calo di nascite e il crescente numero di giovani che lasciano la Republika Srpska per cercare lavoro altrove, soprattutto in Germania, stanno infatti causando un’evidente riduzione della popolazione, con gravi conseguenze socio-economiche. Secondo il demografo Stevo Pašalić, nei prossimi cinque anni saranno circa 100.000 le persone in età da pensione, mentre saranno solo in 57.000 ad entrare nel mondo del lavoro: un deficit del 43% che provocherà una notevole riduzione della capacità produttiva, oltre che la progressiva insostenibilità economica del sistema pensionistico.

La crisi demografica

Secondo le statistiche, il tasso di natalità in tutta la Bosnia ed Erzegovina è tra i più bassi in Europa (immediatamente prima di quello italiano) e, negli ultimi anni, il calo di nascite nella sola Republika Srpska è stato di circa 7.000 persone all’anno. Alla base di questa tendenza vi è sicuramente la condizione economica del paese, con un tasso di disoccupazione tra i più alti al mondo (41.05% nel 2016) e il grande numero di emigranti verso paesi più ricchi. Inoltre, è necessario considerare fattori più specifici, come la precarietà contrattuale, l’alta violazione delle leggi per la tutela delle lavoratrici in maternità e il costo di mantenimento di un figlio senza sussidi statali.

La crisi demografica in Republika Srpska non ha unicamente conseguenze economiche, ma rischia di avere importanti conseguenze politiche: un calo della popolazione serbo bosniaca costituirebbe infatti un ulteriore motivo di tensione interna.

La tassa sui single: come non risolvere una crisi demografica

La proposta di una tassa sui single poggia su numerosi assunti di base: in primo luogo, l’idea che i figli possano essere considerati unicamente all’interno di un matrimonio. Secondo, la completa esclusione delle coppie non eterosessuali (le cui unioni non sono riconosciute in RS) dal dibattito. Terzo, l’idea che un matrimonio sia naturalmente e necessariamente seguito dalla nascita di figli. Lasciando da parte questi aspetti e guardando unicamente alla necessità di trovare una soluzione al calo di nascite, è possibile considerare la tassa sui single come una soluzione al problema? Esaminando i paesi europei con una tendenza demografica opposta, come Francia o Danimarca, diventa evidente che le politiche di successo sono quelle che investono nel welfare, nell’equità di genere e nell’istruzione. Un radicale cambiamento politico e culturale, quindi, drasticamente in opposizione alla proposta di tassare i cittadini non sposati.

Questo articolo è frutto della collaborazione con MAiA Mirees Alumni International Association. Le analisi dell’autrice sono pubblicate anche su PECOB, Università di Bologna

Chi è Silvia Trevisani

Nata nel nord-est italiano, vive e lavora tra Zagabria e Copenaghen. Possiede una laurea triennale in Studi Internazionali (Università di Trento) e una magistrale in Interdisciplinary research and studies on Eastern Europe (Università di Bologna). Appassionata di Balcani, interessata agli studi di genere e spaventata dai neofascismi, ne scrive per East Journal. Parla inglese, francese e, dopo una rakija, serbo-croato.

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