RUSSIA: Una riforma del sistema di sicurezza potrebbe riportare in vita il KGB

La sicurezza è un tema che sta molto a cuore ad ogni nazione, ma la Russia sembra tenerci particolarmente.

Secondo quanto comunicato da “Kommersant” lo scorso 19 settembre, entro il 2018, anno che combacia con le nuove elezioni presidenziali, si preannuncia una grande riforma all’interno del dipartimento delle forze dell’ordine e degli organi di sicurezza statali russi: la creazione di un nuovo e unico Ministero per la sicurezza dello Stato (MGB).

La riforma suscita non poche perplessità. La ragione, probabilmente, sta nel nome, che non suona così nuovo. Se, infatti, facciamo un salto indietro nel tempo ritroviamo lo stesso identico ministero all’epoca sovietica. L’MGB non era altro che l’organo responsabile, dal 1946 al 1953, della sicurezza statale con funzioni di polizia segreta, conosciuto successivamente sotto il famoso nome di KGB (1954-1991).

Il vecchio, caro KGB sembra di ritorno

La nuova idea riformatrice, proposta dal presidente Putin e dal suo entourage, sembra essere nata poco dopo l’abolizione del Servizio della Federazione russa per l’immigrazione (FMS) e il Servizio della Federazione russa per il controllo dei problemi di traffico di droga (FSKN), i cui compiti sono stati trasferiti al Ministero degli Interni (MVD), e più precisamente al Servizio della guardia nazionale della Federazione russa (SFVNG). Quest’ultimo è un organo di sicurezza istituito da Vladimir Putin proprio nel 2016, che segue una linea militare e si occupa della sicurezza delle frontiere, della lotta contro il terrorismo e il crimine organizzato, nonché della gestione del porto d’armi.

Il nuovo Ministero per la sicurezza dello Stato russo prenderebbe forma dall’attuale FSB (organo derivato dal KGB) e includerebbe il Servizio della Federazione russa per la sicurezza (FSO), il Servizio di intelligence internazionale (SVR) e il Comitato istruttorio della Federazione russa (SKR). Le funzioni del Ministero per le situazioni di emergenza russo (MCS) verranno invece spartite tra il Ministero della Difesa e il Ministero degli Interni. Il Ministero per la sicurezza dello Stato sarà così in grado di esercitare un controllo opportuno su tutto ciò che riguarda indagini e ricerche dei servizi segreti.

Alcune voci affermano che la nuova riforma sia già stata messa in atto dall’FSB, il quale ha aperto un procedimento penale sulle indagini relative al caso Zachary Kalashova (Shakro Molodoy), il noto “ladro nella legge” e boss di un’associazione a delinquere. Secondo l’articolo 210 del codice penale, l’indagine non rientra però ancora nella giurisdizione dell’FSB, ma la riforma cambierebbe le cose. Con essa, gli agenti dell’FSB avranno il compito di monitorare le indagini fin dall’inizio, dall’avvio dei procedimenti penali e fino al trasferimento dei casi in tribunale, nonché di verificare l’attendibilità delle informazioni nel limite del possibile, sebbene ancora non sia chiaro quali saranno i metodi applicati a riguardo.

Una riforma, insomma, che porterebbe ad una gestione più efficace delle strutture di sicurezza e delle forze dell’ordine, le quali, concentrate in un unico organo, sarebbeero più semplici da coordinare, come afferma anche Sergey Goncharev, presidente dell’associazione anti-terrorismo “Alfa”, che ricorda l’efficienza del KGB. E la corruzione, teoricamente, diminuirebbe.

Nonostante si pensi che il nuovo sistema possa entrare in vigore entro le elezioni presidenziali, il disegno di legge rimane ancora vago e deve ancora essere ufficialmente approvato dal parlamento. D’altronde, cambiare le strutture, renderle adeguate e riformare i dipendenti è un costo da non sottovalutare (si parla di migliaia e migliaia di rubli).

Chi è Claudia Bettiol

Laureatasi in Traduzione e Mediazione Culturale a Udine con una tesi sulla diatriba tra slavofili e occidentalisti, e grande appassionnata di architettura sovietica, per East Journal si occupa dell'area russofona. Le sue esperienze oltreconfine finiscono sempre per essere rivolte verso Est, forse perché nata nel 1986 e lo stesso giorno di Michail Gorbačëv. Dopo un anno di studio alla pari ad Astrakhan, un Erasmus a Tartu e un volontariato a Sumy, ha lasciato definitivamente l'Italia per Kiev, dove attualmente abita e lavora.

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