RUSSIA: Putin ratifica le leggi più liberticide dell’epoca post-Sovietica

Da MOSCA – Al secondo piano del civico 3 di Potapovsky Pereulok, sede del quartier generale di Novaya Gazeta, fra i più noti giornali indipendenti russi, è un via vai continuo. Si prepara l’edizione che sarà in edicola l’indomani. A dominare l’apertura – come prevedibile – la controfirma da parte di Vladimir Putin di una serie di leggi liberticide, già approvate dal parlamento russo – la Duma – a fine giugno.

Appena arrivati, ci accoglie una giovane inviata della redazione politica, Nataliya Olegovna. “Il pacchetto di leggi – che prende il nome della deputata che le ha fortemente sostenute, Irina Yarovaya – è stato approvato da una Duma in scadenza (a settembre, infatti, si terranno nuove elezioni, ndr). La legge anti-terroristica ora controfirmata, e quindi ratificata, da Putin – spiega Nataliya – è del tutto folle.

Le leggi anti-terroristiche Yarovaya e il “grande fratello” russo

Il pacchetto di leggi voluto dal presidente Putin amplia enormemente i poteri dello stato, rafforza i controlli sui cittadini e limita i diritti civili garantiti dalla Costituzione.
Le autorità ottengono il potere di privare i russi della loro cittadinanza – solo quando essa è doppia – in alcuni casi individuati dai codici: per esempio nel caso in cui si lavora in organizzazioni internazionali senza il permesso del governo, o nel caso in cui non si denuncino crimini di cui si è a conoscenza o si postano o twittano testi o immagini ritenuti illegali.

Inoltre, le forze dell’ordine possono revocare il diritto di viaggio all’estero a quanti vengano condannati per aver diffuso contenuti “criminali” sul web e hanno altresì il diritto di accedere a tutte le conversazioni telefoniche private nonché alle mail scambiate attraverso reti russe.
I fornitori di servizi di telecomunicazioni, inclusi tutti gli internet provider, saranno tenuti a memorizzare e a conservare per mesi le registrazioni delle telefonate dei propri clienti e tutti i messaggi inviati.

“L’opposizione democratica protesta, ma si limita a rilasciare semplici dichiarazioni. I pochi media indipendenti rimasti, come il nostro, stanno alzando un polverone per cercare di informare l’opinione pubblica. Ma la maggior parte dei russi ignora quanto sta accadendo. Salvo poi rimanere tutti sorpresi quando internet diventerà molto più costoso”, spiega Nataliya.

La Duma, “stampante impazzita”

Nataliya racconta che ormai il parlamento viene definito in Russia la “stampante impazzita”, a causa delle leggi orribili approvate negli ultimi 5 anni.
Gli attuali membri della Duma sono stati eletti nel 2011 con il 49% dei voti andati al partito “Russia Unita” e con centinaia di casi di brogli elettorali accertati. Migliaia di russi hanno manifestato in piazza nei giorni successivi, ma il governo ha represso duramente le proteste.

Così la Duma per prevenire future rivolte ha approvato una legge che moltiplica le sanzioni per quanti partecipano a raduni illegali, rendendo sempre più le manifestazioni fuori legge.
Ma questa non è stata l’unica legge assurda approvata dal parlamento. Per esempio è stato vietato ai cittadini americani di adottare orfani provenienti dalla Russia (numerosi bambini vivono in condizioni terribili e spesso muoiono in strutture non adatte alla loro accoglienza), o trasformato in criminale chi ha semplicemente preso parte a proteste contro il governo.

“Ora attendiamo con ansia settembre per vedere se dalle prossime elezioni nascerà qualcosa di nuovo e di positivo per il Paese, ma sinceramente non nutro molte speranze”, ammette la giornalista. “Se anche i membri dei partiti di opposizione venissero eletti, in numerose occasioni si sono già dimostrati incapaci di portare avanti delle posizioni coerenti”.

Foto: @KremlinRussia_E

Chi è Sophie Tavernese

Giornalista professionista, si occupa per East Journal delle aree geopolitiche di Russia e Medio Oriente. Curatrice del travel blog sophienvoyage.it. Ha collaborato con Euronews, La Stampa, Coscienza & Libertà, Gazzetta Matin. Si è specializzata in giornalismo radio-televisivo alla Scuola di Perugia. Nata ad Aosta, vive a Courmayeur. Si è laureata in Archeologia e Storia dell'Arte all'Università Cattolica di Milano.

Leggi anche

RUSSIA: Indagati quattro giudici lituani per condanna a ex-ufficiali sovietici

Le autorità hanno avviato l'indagine in relazione alla recente condanna di alcuni cittadini russi che sarebbero responsabili di crimini contro l'umanità.