CROAZIA: Sciolto il parlamento. Si torna alle urne

Da Zagabria – Si è appena conclusa la votazione sullo scioglimento del parlamento croato, fissato al 15 luglio e per indire nuove elezioni, che molto probabilmente si terranno l’11 settembre. Hanno votato in tal senso 137 deputati su 140 presenti.
Da qualche giorno l’opposizione di centro-sinistra attorno al SDP aveva depositato le 60 firme di tutti i suoi deputati per lo scioglimento del parlamento unicamerale croato. Il Presidente del parlamento Reiner si rifiutava però di mettere in agenda la votazione, a meno che la richiesta di scioglimento non provenisse dalla maggioranza dei parlamentari, pari a 76. Se venerdì la richiesta di scioglimento proveniva da 82 parlamentari, quest’oggi il numero è salito a 91. Per la prima volta, nella storia della Croazia post-jugoslava, una legislatura viene interrotta anticipatamente perché non in grado di esprimere una maggioranza governativa.

Il giorno dopo la caduta del governo, la Presidente Kolinda Grabar-Kitarović aveva iniziato le consultazioni per la formazione di un nuovo governo, mentre 5 parlamentari delle minoranze nazionali e altri partiti minori come il partito anti-sistema Zivi Zid o i Riformisti avevano depositato, anche loro, la richiesta di scioglimento del parlamento.

Infine, anche il partito Most, come aveva precedentemente intimato agl’ex partner di governo dell’HDZ in caso di caduta del governo Oresković, ha depositato le sue 12 firme per lo scioglimento delle camere. Con l’apporto di Most, che ha segnato l’inizio e la fine di questa legislatura, la maggioranza del parlamento ha quindi espresso, venerdì, la volontà di andare a elezioni anticipate, dichiarando così l’impossibilità di formare un nuovo governo dati i presenti equilibri parlamentari.

A questo punto, il Presidente del parlamento Reiner ha interrotto la seduta giornaliera del Sabor, in attesa della fine delle consultazioni da parte della Presidente della Repubblica Grabar-Kitarović, così da poter sentire il suo parere. La Presidente della Repubblica ha quindi dichiarato che “nessuno ha consegnato le 76 firme per formare un nuovo governo, mentre la maggioranza dei deputati ha espresso la volontà di andare ad elezioni, così come i cittadini della Croazia”, per poi invitare il Presidente del parlamento a tenere al più presto la discussione sullo scioglimento del Sabor.

Reiner ha quindi accettato di mettere in agenda una votazione sullo scioglimento del Sabor per oggi, che dichiarato la fine della legislatura a partire dal 15 luglio, in modo da tenere le elezioni ad inizio settembre. Nessun partito è stato favorevole a sciogliere il parlamento già a partire da oggi, poiché in quel caso, dati i tempi definiti dalla costituzione, le elezioni sarebbero tenute tra la seconda metà di luglio e la prima di agosto, in piena stagione estiva.

Chi è Pierluca Merola

Nato a Roma, appassionato di Balcani e allargamento dell'UE, risiede a Bruxelles e lavora come assistente accademico presso il Collegio d'Europa di Bruges. Collabora con East Journal da Maggio 2016, per il quale narra di avvenimenti croati e balcanici. Parla correntemente inglese, francese e croato.

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