TURCHIA: Costruire un secondo canale del Bosforo, folle e magnifico

di Giuseppe Mancini

da Istanbul Avrupa

“Çılgın proje”, un progetto folle. Così lo ha definito il premier Erdoğan – un progetto folle e magnifico – presentando ufficialmente mercoledì 27 aprile il “Kanal Istanbul”: un Bosforo bis e parallelo, un canale da scavare alla periferia occidentale di Istanbul, dal mar Nero al mare di Marmara attraverso i distretti di Çatalca e Silivri (l’andamento esatto del percorso non è stato annunciato); lungo circa 40 chilometri, largo 500 metri e profondo 25, sarà una sorta di autostrada fluviale per decongestionare il Bosforo e il centro della città, annualmente invaso da circa 50000 navi tra cui pericolosissime petroliere: e già gli esperti di diritto internazionale hanno cominciato a scontrarsi sul destino del trattato di Montreux, che dal 1936 regola il passaggio negli stretti del Bosforo e dei Dardanelli e che andrà ovviamente rivisto.

Un progetto folle che prevede un biennio di studi approfonditi per finalizzare il percorso e le infrastrutture necessarie (ponti compresi), poi circa 8-10 anni di lavori: pronto per essere inaugurato nel 2023, nel centenario della Repubblica, al modico costo stimato di 10 miliardi di dollari. Ma per Erdoğan il Kanal Istanbul non sarà solo un canale: perché ha illustrato un progetto multidimensionale, che avrà un impatto – positivo, almeno nelle intenzioni – sull’energia, sui trasporti, sui lavori pubblici, sull’agricoltura, sull’occupazione, sull’urbanizzazione; un progetto che serve a proteggere l’ambiente: “preservare la natura, il mare, le aree verdi, la flora e la fauna di Istanbul e della sua regione”.

In più, come suggestivamente suggerito dall’animazione in 3D proiettata, lungo il canale è prevista la realizzazione di centri per mostre e congressi, di impianti sportivi, di nuove aree urbane (lo stesso manifesto elettorale dell’Akp accenna alla costruzione di due nuove città, sulle sponde orientale e occidentale di Istanbul), del più grande aeroporto turco a Silivri: sarà un’attrazione per turisti, consentirà di trasformare il Bosforo – liberato dal traffico navale pesante e dai carichi potenzialmente devastanti (petrolio, gas naturale liquefatto, agenti chimici) – in attrazione turistica: riservato alle escursioni in barca e agli sport acquatici.

L’idea in effetti non è nuova, l’aveva già lanciata Bülent Ecevit (più volte primo ministro, allora non in carica) nel 1994 col nome di “Istanbul Kanalı Projesi”: ma Erdoğan non ha citato la fonte. Già quando era sindaco dell’ex capitale imperiale alla fine degli anni ’90, però, aveva cominciato a riflettere su di un simile progetto: e si è definitivamente convinto dopo le tragiche inondazioni del 2007 e 2009. “Kanal Istanbul non danneggerà le risorse idriche sotterranee o di superficie – ha proseguito mercoledì – e non creerà in alcun modo problemi di scarsità idrica a Istanbul”: e anzi, servirà proprio a prevenire nuovi disastri, allagamenti o incidenti nel Bosforo – come quello, citato dal premier, della petroliera rumena Independentia: che nel 1979 causò 43 morti nello scontro con un’altra nave, riversò in mare centomila tonnellate di petrolio, bruciò per 27 giorni appestando la città. Un grande progetto, folle e magnifico: un progetto da lucidi e pragmatici sognatori.

(pubblicato su il futurista del 2 maggio 2011)

Chi è Giuseppe Mancini

giornalista, storico, analista di politica internazionale. Vive a Istanbul: Ha collaborato con East Journal dall'aprile all'ottobre 2011

Leggi anche

Marta Ottaviani Istanbul

Istanbul, cronache graffianti dalla città degli imperatori, l’ultimo libro di Marta Ottaviani

Dopo l’arresto del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, principale avversario del presidente Erdogan, la città ponte tra Europa e Asia è più che mai sotto la lente degli osservatori internazionali. E questo libro non potrebbe essere più attuale e utile per comprendere la realtà meno scontata della metropoli turca...

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com