UNGHERIA: Buone notizie per l’integrazione dei rom

Oggi il 20% dei giovani rom è diplomato alla scuola secondaria, il doppio rispetto all’anno in cui il fondo per l’educazione dei rom (Roma Education Fund) è diventato operativo.

I rom in Ungheria

I rom sono la più grande minoranza in Ungheria, con una popolazione compresa tra le 400 mila e le 600 mila persone, ovvero tra il 4 e il 6% di tutta la popolazione ungherese. I rom sono significativamente più giovani in confronto al resto della popolazione, ed hanno una più bassa aspettativa di vita e un più alto tasso di fertilità.

Secondo un sondaggio condotto tra il 1993 e il 2003, il 40% della popolazione rom vive in piccoli cittadine di non più di 2000 persone ciascuna. Questa situazione provoca frustrazione nei politici locali, incapaci di gestire i problemi di occupazione e di povertà che stanno aumentando il livello di segregazione dei bambini rom dovuto all’allontanamento degli ungheresi da queste aree.

Oggi tra i rom solo il 28% della popolazione maschile adulta ha un lavoro. Sulla base dei dati del TÁRKI, l’istituto di ricerca sociale ungherese, che considera povero chiunque abbia uno stipendio pari o al di sotto della media nazionale, nel 1991 il 31,9% dei rom era povero, ma dal 2001 la cifra ha raggiunto il 61,5%. Nel 1993 quasi la metà dei rom in età da lavoro era disoccupato, contro il 13% della popolazione totale. Nello stesso anno il 15% delle donne rom era impiegato, contro il 66% della popolazione femminile totale. Nel 2003 la ripetizione del sondaggio non ha riscontrato alcun cambiamento significativo.

Anche dal punto di vista educativo i rom hanno standard più bassi rispetto al resto della popolazione. La qualità delle scuole frequentate dai bambini rom è bassa, spesso perché segregati in classi o scuole pensate originariamente per bambini con deficit mentali (Kende, 2010). Il sistema educativo ungherese si fonda sull’organizzazione imposta dagli enti locali, e spesso sono i sindaci a decidere riguardo l’ammissione a scuola di bambini non residenti in quella giurisdizione. Questo fattore combinato al fenomeno di allontanamento degli ungheresi da determinate aree ha aumentato la segregazione dei bambini rom in molte zone del nord-est del paese. Nel 2005 sono stati fatti cambiamenti alle politiche del sistema educativo a livello nazionale in maniera tale da ovviare il problema, ma i sindaci sono stati in grado di trovare sistemi per aggirare gli emendamenti e mantenere lo status quo (Zolnay, 2012).

Buone notizie

Nonostante l’integrazione della popolazione rom si attesti su livelli piuttosto bassi, sono stati fatti notevoli miglioramenti. Il fondo per l’educazione dei rom, fondato nel 2005 in quella che è stata soprannominata la decade dell’inclusione dei rom, e operante in altri quindici paesi europei oltre all’Ungheria, ha riscontrato il raddoppio dei diplomati rom alla scuola secondaria rispetto ai livelli di dieci anni fa. Anche la proporzione di studenti rom che hanno ottenuto un diploma universitario è raddoppiato fino a raggiungere il 2% durante questi dieci anni. Judit Szira, responsabile del progetto in Ungheria, ha fatto notare che 1000 giovani rom hanno potuto beneficiare dei programmi della fondazione, grazie al pagamento delle tasse scolastiche, universitarie e al versamento di uno stipendio annuale di 800 euro.

Il miglioramento della condizione scolastica dei rom non potrà che favorirne il miglioramento delle condizioni di vita morali e materiali. L’integrazione passa attraverso la conoscenza.

Chi è Gian Marco Moisé

Dottorando alla scuola di Law and Government della Dublin City University, ha conseguito una magistrale in ricerca e studi interdisciplinari sull'Europa orientale e un master di secondo livello in diritti umani nei Balcani occidentali. Ha vissuto a Budapest, Sarajevo e Pristina. Parla inglese e francese, e di se stesso in terza persona.

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