CALCIO: Armenia in crisi, lotte intestine e un’ombra sulla qualificazione dell’Albania

Un tradimento. Così Ruben Hayrapetian, presidente della federcalcio armena, ha definito la sconfitta 3-0 dell’Armenia contro l’Albania, risultato che ha consentito alla nazionale balcanica di qualificarsi per la prima volta nella storia a un Europeo. Una frase che è andata ad aggiungersi alle accuse di match-fixing mosse da alcuni media serbi, secondo cui l’Armenia avrebbe agevolato la qualificazione dell’Albania a Euro 2016 in una partita in cui due gol su tre sono nati da autoreti di giocatori armeni. Voci che, come spiega Futbolgrad, la UEFA non ha voluto tenere in considerazione, dichiarando di non aver rilevato attività sospette collegate alla partita.

«Un tradimento si è consumato durante la partita – ha commentato Hayrapetian – La squadra nazionale appartiene all’intera nazione. È quindi appropriato che chiunque sia insoddisfatto. Come presidente della federazione, farò tutto il possibile per superare questa crisi. I giocatori della nostra nazionale semplicemente non vogliono giocare. Se perfino il miglior allenatore avesse guidato la squadra durante la partita contro l’Albania, il risultato sarebbe stato lo stesso». Hayrapetian ha in seguito smentito di aver voluto intendere che il risultato della partita era stato concordato: «Non ho mai detto che la partita è stata venduta. Ho detto che si è consumato un tradimento. Se i giocatori dicono, prima di una partita contro la Francia [un’amichevole disputata prima della gara con l’Albania, NdR] che non vogliono giocare, questo è tradimento. Cosa significa rifiutarsi di giocare tre ore prima di una partita?», ha detto Hayrapetian, accusando i giocatori della nazionale di scarso attaccamento alla maglia.

La risposta dei giocatori armeni non si è però fatta attendere: nove membri della squadra nazionale, tra cui il capitano Henrikh Mkhitaryan (del Borussia Dortmund), hanno affermato, in una lettera pubblicata dai siti ArmFootball.am e News.am, di non essersi mai rifiutati di giocare se non in caso di infortunio o malessere: «I commenti e le voci intorno alla partita con l’Albania sono totalmente false. […] Abbiamo sempre agito per il bene della nazionale, sacrificando la nostra salute e in molti casi la nostra carriera di club. Tutta la nostra squadra è stata sempre e rimane un team affiatato», hanno affermato i nove giocatori, ringraziando tutti i tifosi che li hanno sempre sostenuti, a prescindere dai risultati e dalla qualità del gioco.

Le frasi di Hayrapetian sono arrivate anche come reazione alle proteste del principale gruppo di sostenitori della nazionale armena, FAF (First Armenian Front), scesi in strada per richiedere le sue dimissioni. Il FAF accusa infatti Hayrapetian di interferire costantemente nella selezione dei giocatori e di non aver mai assunto un allenatore rinomato, scelte che avrebbero determinato la pessima performance dell’Armenia nel girone di qualificazione, in cui la squadra ha chiuso all’ultimo posto con soli due pareggi. Hayrapetian ha affermato, in tutta risposta, che l’unico motivo per cui darebbe le dimissioni sarebbe in caso di mancata qualificazione alla Coppa del Mondo 2018.

Hayrapetian è un imprenditore controverso e leale al governo del presidente Sarkisian. In passato è stato accusato da alcuni gruppi di opposizione di aver minacciato e attaccato alcuni attivisti, ed è inoltre stato implicato in violenti attacchi ad altri imprenditori od oppositori del governo. Nel 2012 Hayrapetian è stato costretto a dimettersi dalla sua posizione di deputato dopo la morte di un medico dell’esercito, Vahe Avetyan, percosso a morte dallo staff di un ristorante di sua proprietà. Hayrapetian è anche accusato di aver percosso in due distinte occasioni un medico e un giovane giocatore del Pyunik, squadra di calcio da lui controllata.

Foto: First Armenian Front (Facebook)

Chi è Damiano Benzoni

Giornalista pubblicista, è caporedattore della pagina sportiva di East Journal. Gestisce Dinamo Babel, blog su temi di sport e politica, e partecipa al progetto di informazione sportiva Collettivo Zaire74. Ha collaborato con Il Giorno, Avvenire, Kosovo 2.0, When Saturday Comes, Radio 24, Radio Flash Torino e Futbolgrad. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla democratizzazione romena, ha studiato tra Milano, Roma e Bucarest. Nato nel 1985 in provincia di Como, dove risiede, parla inglese e romeno. Ex rugbista.

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