TURCHIA: Chi ha ucciso Tahir Elçi, l’avvocato della causa curda?

Omicidio premeditato o tragica casualità? La morte di Tahir Elçi, presidente dell’ordine degli avvocati di Diyarbakır, è destinata a far discutere a lungo. L’avvocato era noto per il suo impegno per i diritti umani e il sostegno alla causa curda. Aveva dichiarato di non considerare il Pkk un’organizzazione terroristica, frase che gli era valsa un processo tuttora in corso. Ma non condivideva neppure il ricorso alle armi e alla violenza del Pkk e non esitava a ripeterlo. È morto il 28 novembre in circostanze misteriose a Diyarbakır, durante una sparatoria fra due ragazzi (probabilmente del Pkk) e alcuni poliziotti. Oltre all’avvocato sono morti anche due agenti, mentre alcuni giornalisti sono rimasti feriti.

I fatti

Una telecamera di sicurezza mostra una pattuglia della polizia accostarsi a un’auto parcheggiata a bordo strada. Appena l’agente si avvicina viene freddato da un colpo di pistola esploso dall’interno dell’abitacolo. Almeno due ragazzi escono dall’auto e svoltano nel primo vicolo. È la via dove Tahir Elçi sta parlando davanti alle telecamere. Dai loro filmati si può ricostruire il seguito.

GUARDA il video della sparatoria

Urla, alcuni spari provengono dalla strada principale. Si vedono due ragazzi correre verso la telecamera. Sono entrambi armati, ma non sollevano mai la pistola per sparare. Il secondo ragazzo addirittura la lancia addosso agli agenti. I poliziotti tentennano, poi esplodono un gran numero di colpi verso i due ragazzi, anche da distanza ravvicinata. Ma questi restano incredibilmente illesi. Si dileguano pochi metri più avanti, mentre gli agenti continuano a bersagliarli di proiettili. Quando la telecamera si volta a seguirli, si vede il corpo dell’avvocato a terra, ormai senza vita. I filmati non hanno ripreso il momento in cui è stato ucciso. Restano molti dubbi sulla dinamica.

La versione delle autorità

Il premier Davutoğlu ha parlato di due possibilità. La prima è che Elçi sia stato ucciso da un cecchino. Infatti pare che l’avvocato sia stato raggiunto da un solo proiettile alla testa. L’angolazione sarà determinante: alcune agenzie stampa parlano di un foro nel collo e di uno sopra l’occhio sinistro, compatibile sia con un’esecuzione da distanza ravvicinata, sia con uno sparo proveniente dall’alto. Nel primo caso l’omicida era già sulla scena. Ma è quasi certo che i due ragazzi non abbiano sparato, quindi il responsabile sarebbe un poliziotto. Nel secondo caso resta da capire da dove il cecchino avrebbe sparato. Ma in un quartiere come Sur, fortemente controllato dal Pkk, la presenza di un cecchino sarebbe stata immediatamente segnalata. Cosa che non è avvenuta.

La seconda possibilità, per Davutoğlu, è che Elçi sia finito in mezzo alla sparatoria per errore. In effetti all’inizio l’avvocato si trovava alle spalle dei poliziotti, ma poi gli agenti si sono voltati per seguire i due ragazzi e hanno esploso ancora decine di colpi. Data la direzione degli spari, la traiettoria di fuga dei ragazzi e la posizione del corpo di Elçi, questa ricostruzione sembra la meno fantasiosa. Resta un dubbio: i colpi sparati sono molti, possibile che uno solo abbia colpito l’avvocato? E che ci faceva una pistola abbandonata vicino al cadavere?

I dubbi dell’opposizione

In molti hanno subito parlato di omicidio di Stato. La rabbia ha portato migliaia di persone in piazza a Diyarbakır, Istanbul, Ankara e Smirne. L’Hdp, il partito filo curdo, ha parlato di un “assassinio premeditato” e ha invitato la società civile a protestare “democraticamente”. Pochi giorni prima il leader dell’Hdp Demirtaş era stato vittima di un presunto tentativo di omicidio. Molti attivisti hanno dubbi sulla versione ufficiale. I due ragazzi sono davvero affiliati al Pkk? Perché un poliziotto raccoglie l’arma gettata a terra dal secondo ragazzo, compromettendo la scena del crimine? Il presidente Erdoğan ha promesso che sarà fatta giustizia. Le indagini però sono state immediatamente secretate. Non è un buon modo per svelenire il clima.

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Foto: Tahir Elçi parla con la stampa nel quartiere Sur di Diyarbakır alcuni istanti prima dell’inizio della sparatoria.

Chi è Lorenzo Marinone

Giornalista, è caporedattore area Medio Oriente di East Journal. Collabora su Medio Oriente e Nord Africa con il Centro Studi Internazionali e con Osservatorio di Politica Internazionale. Master in Peacekeeping and Security Studies a RomaTre. Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere.

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Un commento

  1. pazzesco…

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