ROMANIA: Cîmpeanu premier ad interim, corruzione al centro del dibattito politico

Dopo le dimissioni del governo Ponta, giunte all’indomani dell’incendio al Colectiv Club, il presidente Iohannis ha incaricato il ministro della salute Sorin Cîmpeanu di formare un governo ad interim. Intanto continuano le proteste contro la corruzione che attanaglia la politica romena.

Dimissioni

A seguito del rogo al Colectiv Club del 1 novembre, piu’ di 13 mila persone sono scese in piazza denunciando la corruzione del governo e chiedendo le dimissioni del premier e del suo esecutivo. Dimissioni che sono arrivate nella giornata del 4 novembre. Sebbene la causa ultima della decisione di rassegnare il mandato sia quanto accaduto al Colectiv club, non sembra possibile dimenticare come sulla scelta di Ponta abbia inciso l’indagine che lo vede accusato di frode, evasione fiscale e riciclaggio. Un’accusa che, formalizzata a luglio, aveva visto Ponta rifiutare la richiesta di dimissioni da parte del presidente Iohannis proprio la scorsa estate.

Presidente ad interim e prossime elezioni

Nella giornata del 5 novembre, successivamente alle dimissioni del governo Ponta, il presidente Iohannis ha annunciato la nomina del premier ad interim. Si tratta di Sorin Cîmpeanu, ex ministro della salute del governo dimessosi nei giorni scorsi. Secondo quanto affermano i media locali, la scelta sarebbe caduta proprio su Cîmpeanu per il suo essere l’unico esponente del governo Ponta non legato a partiti politici.

Contemporaneamente alla nomina di Cîmpeanu, con la promessa di trovare un equilibrio tra tutte le forze in gioco e di risolvere la difficile situazione in cui la Romania si trova, il presidente Iohannis ha avviato una serie di consultazioni atte a porre le basi per ulteriori passi avanti. Discordanti le varie ipotesi avanzate dalle forze politiche: se l’UNPR (Uniunea Națională pentru Progresul României) è favorevole a immediate elezioni, alcuni esponenti del partito ALDE (Alianța Liberalilor și Democraților) sostengono l’ipotesi di un governo di tecnocrati. Particolarmente importante, tra coloro che hanno preso parte alle consultazioni, sembra soprattutto la partecipazione della società civile. “Dignitá verità e coscienza”, queste le richieste della suddetta società civile insieme alla messa al bando della corruzione morale e finanziaria in qualsiasi ambito della politica.

#Coruptiaucide, nuovo governo, ancora proteste

Come ampiamente prevedibile, nonostante la nomina del premier ad interim, le proteste sono continuate. La frase #coruptiaucide, circolata sui social media è diventata leit motiv anche delle contestazioni dello scorso fine settimana mostrando come il problema corruzione persista non si possa più prescindere da esso.

In un’ intervista rilasciata da L. Codruța Kövesi, capo della Direcţia Naţională Anticorupţie (DNA) emerge chiaramente come i casi di corruzione siano decisamente numerosi, circa 6000 nell’ultimo anno stando alle stime della stessa agenzia. Nel 2014 sono stati perseguiti ventiquattro sindaci, cinque parlamentari, due ex ministri ed un ex primo ministro, senza dimenticare gli altri mille casi nei quali risultano coinvolti anche giudici e pubblici ministeri. Quest’ anno, ancora secondo quanto afferma Codruța Kövesi , sono stati indagati ben 12 membri del parlamento: in particolare due ministri che sono stati arrestati alcuni mesi fa. Recente è anche l’arresto del sindaco di Bucarest, Sorin Oprescu, condannato per tangenti lo scorso settembre. Ultimo ma non meno importante evento da registrare, la formalizzazione delle accuse e l’arresto del sindaco del Sektor 4 di Bucarest (distretto in cui si trova il Colectiv Club) Popescu “Piedone”, ufficializzato proprio nello scorso fine settimana.

Per quanto dal 2003 la sopracitata agenzia abbia portato avanti un’azione decisa nei confronti della problematica corruzione, le proteste e gli eventi degli ultimi giorni hanno sottolineato come siano necessarie misure ancor più capillari; misure che è la stessa società civile a chiedere. Alle proteste della tarda serata di ieri in Piața Universității ha preso parte anche il presidente Iohannis, un segnale ancor più forte dell’esigenza di cambiamento.

Chi è Camilla Filighera

Milanese di nascita ma con origini sparse ai quattro angoli del globo. Dopo essermi laureata (cum laude) in Relazioni Internazionali presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, con una tesi sulla Politica Europea di Vicinato in Kosovo, proseguo gli studi in politiche Europee ed Internazionali. All'approfondimento dello spagnolo,dell'inglese ho affiancato lo studio della lingua Tedesca. Condivido con East Journal la passione per la scrittura ma soprattutto per tutto ciò che riguarda l'Europa Orientale. Per EJ mi occupo di Romania e Bulgaria.

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2 commenti

  1. mi chiedo come mai l’Unione Europea non faccia valere la sua opinione anche nei casi evidenti di corruzione politica come questi. Ne avrebbe il potere, basterebbe paventare loro la minaccia di togliere o limitare loro i fondi europei.
    Stante così la situazione mi chiedo con che coraggio si possa poi tollerare che costoro vadano poi a presiedere il consiglio UE nel 2019.
    Ahimè, sono scettico a che qualcosa potrà mai cambiare a meno di una decisa presa di posizione politica da parte dell’Unione Europea.
    E’ pur vero è che si rischierebbe un loro avvicinamento alla Russia ma, secondo me, il popolo Rumeno (non i loro politici) sa che rischierebbe di più (dal punto di vista economico) allontanandosi dall’Europa.

  2. Sono d’ accordo la corruzione uccide e fa avanzare non i più meritevoli ma i più mediocri.

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