LETTURE CONSIGLIATE: “Alleati del nemico” di Eric Gobetti

N17_GOBETTIAlleati del nemico. L’occupazione italiana in Jugoslavia (1941-1943)
di Eric Gobetti
Laterza 2013
euro 19
pagine 192

La breve parabola dell’Italia fascista nei Balcani mostra tutta la pochezza del regime mussoliniano, costretto a giocare una partita perdente. Ufficialmente alleati al regime ustascia croato, vera e propria creatura di Roma, gli italiani finiranno per appoggiare i cetnici, partigiani nazionalisti serbi, nemici giurati dei macellai croati. I cetnici a loro volta, ufficialmente alleati di Londra, si riveleranno nei fatti collaborazionisti dei fascisti. Nemici ma alleati, cetnici e fascisti si uniranno per combattere i partigiani comunisti di Tito, perdendo la guerra. Eric Gobetti, grazie a un dettagliato lavoro sulle fonti, ci porta dentro le contraddizioni della brutale occupazione italiana in Jugoslavia, fatta di crimini, razzismo anti-slavo, becero opportunismo, con una soldataglia demotivata e affascinata dal mito del “ribelle” comunista che si trovavano a combattere.

Imperdibile, illuminante, demistificante

Voto: 8.5

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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Un commento

  1. Una lettura consigliata molto importante che fa luce su un periodo storico molto controverso e molto mistificato, quello dell’occupazione della Jugoslavia da parte degli italiani, e che contribuisce a sfatare il mito “dell’italiano buono”. All’Italia del dopoguerra, ma anche quella attuale, non conveniva scoprire la verità sui propri misfatti. Era, ed è comodo assumere il ruolo del “buono”, del “pacificatore”. L’Italia, al contrario della Germania, non ha mai affrontato veramente, anzi per nulla, l’elaborazione della propria storia rendendola moralmente vergognosa. La Germania ha saputo farlo prendendo coscienza delle responsabilità dei crimini del nazismo. Un consiglio molto importante per contribuire alla verità.

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