BASKET: Presente e passato della pallacanestro turca

In questa stagione di Eurolega da spettatori della pallacanestro italiana avremo la possibilità di vedere più di una volta all’opera formazioni provenienti dalla Turchia: nella prima giornata della fase a gironi si è svolto il match tra la Dinamo Sassari e il Darüşşafaka (con i campioni d’Italia sconfitti dopo un supplementare). Domani a incrociare le armi saranno l’Efes di Istanbul e l’Olimpia Milano. I meneghini sono reduci dalla vittoria per 76-78 contro il Vitoria grazie anche a un’ottima prestazione di Alessandro Gentile, autore di 12 punti a cui ha aggiunto 6 rimbalzi e 6 assist. I turchi si sono invece imposti agevolmente sul Limoges, formazione da tutti considerata la cenerentola del girone C.

L’Efes è una squadra ostica e con un ottimo passato alle spalle. Stabilmente ai piani alti del campionato nazionale turco (finalista nell’ultima stagione) anche se a secco di scudetti dal 2009, è anche una delle presenze più importanti in Eurolega: nelle ultime quattordici stagioni – ovvero da quando il torneo della ULEB è l’unico principale in Europa – ha mancato la qualificazione alle Top 16, la seconda fase del torneo, solo una volta. L’anno scorso, invece, si è dovuta arrendere contro i futuri campioni del Real Madrid ai quarti di finale. Quest’anno la squadra sembra ancora più temibile potendo schierare un quintetto che prevede Bryant Dunston, ovvero il miglior difensore delle ultime due stagioni di Eurolega; l’ala grande Derrick Brown, reduce da due stagioni molto positive in Russia; il turco Birkan Batuk; infine le due guardie Jon Diebler (campione di Turchia lo scorso anno con il Pinar Karşıyaka) e il nazionale francese Thomas Heurtel. Dalla panchina possono entrare Alex Tyus (visto in Italia a Cantù), Doğuş Balbay e i due giovanissimi talenti Cedi Osman e Dario Šarić. Il tutto gestito dalle sapienti mani di Dušan Ivković, uno degli allenatori più importanti e d’esperienza di tutto il panorama europeo. Una vittoria in casa di questa corazzata sarebbe un segnale positivo in grado di stemperare il caldissimo ambiente milanese.

Le squadre turche, e in particolare quelle di Istanbul, sono tra le formazioni più importanti del panorama cestistico europeo e si fanno carico di una lunga tradizione sportiva che ha raggiunto il suo pieno sviluppo solo negli anni ’90. Il basket in Turchia ha infatti una lunga storia e fin dalla sua prima apparizione ha trovato un fertile terreno per svilupparsi nel paese della mezza luna. Secondo le fonti la prima partita di basket giocata in Turchia si svolse il 4 novembre 1904. Alcuni missionari statunitensi decisero di creare una piccola squadra, il YMCA Team, e per giocare decisero di sfidare una squadra composta da membri del Darülmuallimin Aliye, un locale istituto di formazione per insegnanti. I membri del Darülmuallimin Aliye poterono allenarsi solo una volta prima della partita, proprio sotto le direttive del capitano del YMCA, ovvero il dottor Diver del Robert College (una scuola superiore privata con sede ad Istanbul). Nonostante l’unico allenamento, il team turco riuscì comunque a non sfigurare anche se perse la partita con il punteggio di 14-18. Dal 1911 in poi si hanno le prime informazioni riguardanti professori di educazione fisica interessati a proporre il nuovo gioco ai ragazzi. Nel 1927 si tenne il primo campionato organizzato anche se non ufficiale poiché si trattava di una competizione tra le rappresentative dei quartieri di Istanbul. A vincere la prima edizione fu il Maccabi, la squadra degli ebrei. Nei primi anni fu la vera roccaforte della pallacanestro e vinse ininterrottamente il campionato di Istanbul fino al 1933. Al 24 giugno 1934 risalirebbe invece l’esordio della nazionale, che inaugurò la propria storia con una bella vittoria per 49-12 contro la Grecia.

Negli anni ’50-‘60 la Federazione di basket della Turchia (TBL) iscrive la propria rappresentativa nazionale a vari tornei, con risultati alquanto deludenti. Negli anni ’90 le polisportive di Istanbul – complice l’ingente disponibilità economica – si affermano a livello internazionale e iniziano a sfornare talenti, raggiungendo risultati di rilievo nelle competizioni per club. I giocatori turchi approdano in NBA (su tutti Mehmet Okur e Hidayet “Hedo” Türkoğlu) e la nazionale finalmente ottiene delle medaglie: nel 2001 l’argento europeo e nel 2010 quello mondiale. Entrambe le volte da paese ospitante. Con i nuovi talenti presenti nell’attuale nazionale e la buona gestione dei club l’epopea del basket turco sembra destinata ad avere ancora più peso nella storia del basket europeo. Passione e dedizione per continuare su questa strada non mancano.

Foto: Christopher Johnson

Chi è Mattia Moretti

Nato nel 1994 ad Alghero. Studente di Filosofia presso l'Università di Padova. Collabora con la Pagina Sportiva di East Journal e con il sito dedicato alla pallacanestro BasketUniverso.

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