BOSNIA: Via libera all’export di latte verso l’UE. Rigettato il ricorso della Croazia

La Commissione europea ha dato il via libera all’esportazione del latte bosniaco verso l’UE, rigettando il ricorso della Croazia, che per due settimane le aveva bloccate. Il Comitato permanente sul cibo e la salute animale ha stabilito che le quattro compagnie bosniache autorizzate all’esportazione hanno tutti i requisiti in regola. L’export di latte e latticini potrà quindi avere inizio a partire da venerdì 11 settembre.

Secondo il ministro al commercio estero Mirko Sarovic, sentito da BIRN, “è la prova che avevamo ragione a denunciare come infondato il reclamo croato. Ne siamo sollevati, perché questa sospensione aveva colpito fortemente il settore agricolo e aumentato le tensioni. Vogliano relazioni corrette e di successo con il nostro vicino croato, sia politicamente sia nel commercio.”

A luglio la Commissione aveva autorizzato l’esportazione di latte e latticini verso l’UE da parte di quattro compagnie bosniache (Milkos Sarajevo, Mljekara Livno, Meggle di Bihac e Mlijekoprodukt di Kozarska Dubica) a partire da agosto, dopo un lungo e meticoloso processo di accredito per verificare l’effettiva soddisfazione delle condizioni tecniche e legali. Ma, a fine luglio, senza preavviso nè spiegazione, la Croazia aveva inoltrato un reclamo tecnico che aveva portato alla sospensione dell’avvio delle esportazioni fino alla valutazione dei meriti da parte della Commissione. Tale incontro avrebbe dovuto tenersi il 16 settembre, ma è stato poi anticipato al 10.

Funzionari e allevatori bosniaci non avevano presa bene il reclamo della Croazia, minacciando misure protezionistiche contro le importazioni di latte croato. Dimostrazioni si erano tenute di fronte ai supermercati della catena Konzum, di proprietà croata. La notizia era giunta inoltre alla vigilia del vertice a Vienna del “processo di Berlino“, facendo calare un’ombra sull’effettiva buona volontà del governo croato nella cooperazione regionale con gli altri paesi dei Balcani non ancora membri UE. La ministro degli esteri croata Vesna Pusic non aveva commentato sulla vicenda.

Il direttore dell’ufficio veterinario bosniaco, Ljubomir Kalaba, aveva affermato di non sapere a cosa facesse riferimento il reclamo croato: “abbiamo soddisfatto tutte le condizioni”, aveva affermato, aggiungendo di aver inviato una nota di protesta alla Commissione europea, poiché il reclamo croato sarebbe inoltre giunto fuori tempo massimo. 

Secondo Nemanja Vasic, della Camera di commercio estero bosniaca, il reclamo croato non conteneva sufficienti motivazioni, ed era evidentemente volto a mantenere lo status preferenziale nelle relazioni commerciali tra Bosnia e Croazia. “Zagabria cerca di mantenere la sua posizione nel mercato in Bosnia-Erzegovina e di imporsi come intermediario tra l’UE e la Bosnia, per guadagnarne benefici economici”.

“La colpa di Zagabria – conferma il politologo croato Davor Gjenero per Al Jazeera Balkans – è di aver aderito all’UE impreparata, con poche conoscenze istituzionali e impreparata a partecipare alla definizione della politica comune. Capita spesso che i rappresentanti croati che dovrebbero partecipare alla definizione delle politiche pubbliche non comprendano quali siano le alternative alla tavola del negoziato, quali stati membri le sostengano, e quale sia la struttura degli interessi dietro a certe proposte.”

La Bosnia-Erzegovina e l’UE sono rimaste a lungo in disputa per un aggiornamento dell’Accordo d’Associazione in base ai volumi commerciali nell’area di scambio centro-europea (CEFTA) a seguito dell’ingresso della Croazia nell’Unione nel 2013. La questione, prettamente tecnica, è stata velocemente politizzata da parte dei partiti bosniaci, che temono la prevaricazione da parte della Croazia, oggi membro UE. L’accordo d’associazione è infine entrato in vigore il 1° giugno 2015.

Foto: Dalje.com

 

Chi è Davide Denti

Dottore di ricerca in Studi Internazionali presso l’Università di Trento, si occupa di integrazione europea dei Balcani occidentali, specialmente Bosnia-Erzegovina.

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