KOSOVO: Oliver Ivanovic continua lo sciopero della fame in carcere

Alla seconda settimana di sciopero della fame in carcere, si aggravano le condizioni di Oliver Ivanovic, politico serbo del Kosovo accusato di crimini di guerra e già candidato sindaco di Mitrovica nord prima dell’arresto. Ivanovic è stato trasferito sabato all’ospedale di Mitrovica, dove è piantonato dalla polizia kosovara e dove i parenti hanno potuto visitarlo martedì.

Ivanovic aveva avviato uno sciopero della fame il 7 agosto, dopo che i giudici della missione europea Eulex avevano confermato la sua detenzione fino al 6 ottobre. Secondo sua moglie, Milena Popovic, quella di Eulex “è una decisione scandalosa, non mi aspettavo che rinnovassero la custodia cautelare anche questa volta”. Il partito di Ivanovic, Iniziativa Civica SDP, aveva rimarcato in una nota come lo sciopero della fame intenda attirare l’attenzione “sulla posizione inumana ed ingiusta che Eulex ha verso di lui” e ha sottolineato che “questo processo politicizzato, dopo aver sentito 47 testimoni, è arrivato ad un punto in cui non ci sono più argomenti legali ma solo politici”.

Il partito di Ivanovic aveva fatto appello a tutti i rappresentanti dei serbi del Kosovo perché si unissero il 14 agosto alle proteste a sostegno del rilascio di Ivanovic. Tuttavia la protesta organizzata davanti alla sede di Eulex a Pristina aveva raccolto solo pochi partecipanti – con disappunto dei rappresentanti di Iniziativa Civica. Tra coloro che erano scesi in piazza, c’erano anche il vicepremier kosovaro, Branimir Stojanovic, e i sindaci delle quattro municipalità a maggioranza serba del nord del Kosovo. Stojanovic aveva assicurato che “nessun serbo, né Ivanovic né altri, sarà lasciato a sé stesso.” Capannelli di protesta a favore di Ivanovic si sono assembrati anche in altre città serbe, tra cui Belgrado e Novi Sad.

Secondo Marko Djuric, capo dell’ufficio per il Kosovo del governo della Serbia, il primo ministro serbo Aleksandar Vucic starebbe occupandosi del caso e facendolo presente alla comunità internazionale, e la Serbia sarebbe disposta a garantire per Ivanovic affinché venga rilasciato.

Ivanovic, considerato un politico moderato nel nord del Kosovo, era stato arrestato a sorpresa a gennaio 2014, mentre era candidato a sindaco di Mitrovica. Nel novembre 2013 era stato sconfitto da Krstimir Pantic, candidato della Lista Srpska, emanazione locale del partito di governo SNS di Belgrado; Pantic si era tuttavia dimesso poco dopo, rifiutando di giurare fedeltà alla Repubblica del Kosovo.

Ivanovic aveva già avviato uno sciopero della fame in passato per chiedere il trasferimento, poi ottenuto, dal carcere di Pristina a quello di Mitrovica.

Ivanovic è accusato di aver commesso crimini di guerra contro civili kosovari nell’aprile 1999 e nel febbraio 2000 a Kosovska Mitrovica. Secondo il procuratore Eulex a Mitrovica, sulla base di dichiarazioni di testimoni, tra il 3 e il 4 febbraio 2000, Ivanovic avrebbe guidato un gruppi di serbi che ha ucciso 10 albanesi, ferito 25 persone, maltrattate altre 93 ed espulso dalle loro case nel nord di Mitrovica 11.364 albanesi. Altri quattro serbi del Kosovo sono imputati, a piede libero, nello stesso processo. Tutti si sono dichiarati innocenti. Ivanovic chiede di essere rilasciato anch’egli nelle more del processo.

Chi è Davide Denti

Dottore di ricerca in Studi Internazionali presso l’Università di Trento, si occupa di integrazione europea dei Balcani occidentali, specialmente Bosnia-Erzegovina.

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