Apre il nuovo sito, l’alfa di East Journal

L’alfa è la prima lettera, è l’inizio, nella numerazione ionica in uso presso i greci antichi era il simbolo dell’uno. Con il nome di alif, è l’unico suono non consonantico dell’alfabeto arabo. Nella cabalistica ebraica l’aleph simboleggia il cervello e l’orecchio.  L’abbiamo scelta per questo, perché rappresenti un nuovo punto di partenza, ma anche perché vogliamo continuare a fare il nostro lavoro con intelligenza e onestà, accendendo il cervello nostro e di chi ci legge, offrendo stimoli e mettendoci in posizione di ascolto. Ascoltare, capire, ragionare insieme ai lettori. Questo per noi è essenziale al giornalismo.

Un giornalismo che ci sforziamo di rinnovare, portando avanti un modello ibrido tra cronaca e approfondimento, capace di unire news a views, notizia e analisi. Per farlo abbiamo costruito, in questi cinque anni di attività, una redazione di giovani con la più diversa formazione: giornalisti, ricercatori, storici, docenti ma anche poeti, viaggiatori, vagabondi, migranti. Il nostro impegno è quello, da un lato, di darvi le notizie che non trovate altrove in lingua italiana; e di offrirvi, dall’altro, strumenti di comprensione di quello che “sta dietro” la notizia: le premesse storiche, sociali, politiche di un fatto. Nel farlo ci avvaliamo anche di un’ampia conoscenza linguistica: nella nostra redazione c’è chi parla polacco, serbocroato, ungherese, turco, georgiano, russo e ucraino, permettendoci in tal modo di accedere a fonti di prima mano.

Questo è il piccolo patrimonio che mettiamo a disposizione dei lettori, gratuitamente, ogni giorno.

Il nuovo sito è adesso online, molto resta ancora da fare ancora ma diciamo che siamo “aperti per lavori”. La rinnovata veste grafica – che è stata possibile solo grazie alla generosità di molti lettori –  è l’aspetto esteriore di una nuova fase. Dopo cinque anni è giunto il momento di tentare orizzonti più profondi, uscendo dalla virtualità e trovando modalità di incontro reale con le persone. Non solo, è anche venuta l’ora di cercare una sostenibilità economica al nostro progetto.  Voi, che in questi anni ci avete aiutato e avete creduto in noi, siete i nostri “azionisti”. Di più, siete la ragione del nostro scrivere. E a voi, con la trasparenza di sempre, cercheremo di offrire un prodotto ancora più profondo, più ampio, più ricco. Se vi piacerà, potrete accedere ad alcuni contenuti che rilasceremo su abbonamento. E se vorrete, potrete partecipare alle iniziative che abbiamo in progetto di realizzare dal prossimo autunno. Vi diremo tutto con calma, a tempo debito. Ma sappiate che l’aiuto che ci avete dato per realizzare questo nuovo sito va ben oltre la veste grafica che potete vedere. Ci avete dato fiducia, ci avete dato la carica. Abbiamo idee, sogni, vite da rimettere a posto, scatoloni da fare e disfare, aerei da perdere, futuri da immaginare. Non pensate a noi come persone con il culo al caldo, siamo gente comune in mezzo alla tempesta di un’epoca che tutti ci sbatte. Ma abbiamo un posto da condividere con voi, che è questo giornale. E lo faremo al meglio delle nostre possibilità.

Il sito presenta alcune differenze rispetto al precedente. Come un giornale di carta, anche East Journal ha le sue pagine da “sfogliare“: nel menù in alto, sopra la testata, trovate la pagina culturale, quella sportiva, quella dedicata alla Jugoslavia e quella per la guerra in Ucraina. Sono pagine autonome l’una dall’altra, e non troverete gli stessi contenuti presenti in homepage. In tal modo intendiamo offrire agli appassionati di sport, o a chi si interessa di cultura, spazi più ampi e meglio organizzati.

Le pagine dedicate a ciascuno stato, cui potete accedere dal menù che si trova sotto la testata, presentano un breve profilo del paese e propongono alcuni materiali di approfondimento. Non fermatevi dunque alla sola homepage, East Journal adesso è molto di più.

Benvenuti nel nuovo East Journal, un luogo comune.

Chi è redazione

East Journal nasce il 15 marzo 2010, dal 2011 è testata registrata. La redazione è composta da giovani ricercatori e giornalisti, coadiuvati da reporter d'esperienza, storici e accademici. Gli articoli a firma di "redazione" sono pubblicati e curati dalla redazione, scritti a più mani o da collaboratori esterni (in tal caso il nome dell'autore è indicato nel corpo del testo), oppure da autori che hanno scelto l'anonimato.

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3 commenti

  1. Finalmente !!!!!!!!!!!!!!!

  2. Ho notato che tra i profili paese pubblicati, nella sezione Balcani, manca uno dedicato al Montenegro.
    Una svista o un punto di vista?