RUSSIA: Quanto la Guerra è Patriottica, le celebrazioni della Vittoria si adeguano

Come ogni anno, il 9 maggio la Russia ricorda la sua “Grande Vittoria” (Velikaja Pobeda) della Seconda Guerra Mondiale, quella che i russi definiscono “Guerra Patriottica” (Otečestvennaja Vojna). Le celebrazioni quest’anno sono però particolarmente imponenti, anche perché ricorre il 70esimo dall’importante avvenimento. Stando alle dichiarazioni ufficiali, la parata principale, quella della capitale, sarà la più grande mai organizzata in tutta la storia della Russia moderna. Il ministro della Difesa Sergej Šojgu ha affermato che in Piazza Rossa scenderanno oltre 15 mila militari. Tra di essi non solo membri dell’esercito russo, ma anche contingenti dai paesi politicamente ed economicamente alleati della Russia: Cina, India, Mongolia, Turkmenistan, Kazakistan, Armenia, Serbia, Kirghizistan, Bielorussia e Azerbaigian. Per quanto riguarda le attrezzature e armamenti militari, sia l’esercito che l’aviazione russi hanno messo a disposizione più del doppio dei loro veicoli bellici rispetto all’anno scorso.

Parate militari di grandi dimensioni con tanto di partecipazione dell’aviazione russa, oltre che a Mosca, sono organizzate a Minsk (Bielorussia), Biškek (Kirghizia) e Erevan (Armenia); celebrazioni con la flotta marina militare hanno luogo in Crimea, a Kerč’ e Sebastopoli; marce trionfali di dimensioni più ridotte ospitano invece più di 150 città russe. In tutto sono stati mobilitati circa 85 mila militari russi, impiegate 1880 attrezzature militari, 238 tra aerei ed elicotteri, più di 50 navi.

Tra gli inviti più importanti a partecipare alla parata in Piazza Rossa, 85 veterani russi, 75 veterani stranieri provenienti da 23 stati diversi, i capi di stato di 26 nazioni, il segretario generale dell’ONU, rappresentanti dell’Unione Europea (per l’Italia Gentiloni) e dell’UNESCO. Le nazioni che fin da subito hanno dato conferma della loro presenza sono state Cina, India, Sudafrica, Vietnam, Mongolia, Cuba, Corea del Nord. Si attendono importanti rappresentanti dalla Repubblica Ceca, Slovacchia, Grecia, Cipro, Bosnia ed Erzegovina, Islanda, Macedonia, Montenegro, Serbia, Norvegia.

Tra gli obiettivi dichiarati degli organizzatori (enti statali e governativi), spicca quello di educare i giovani al sentimento patriottico. Alle celebrazioni prendono infatti parte anche quasi 80 mila ragazzi e ragazze nel “Corpo dei Volontari Russi per il Settantesimo della Grande Vittoria” (Vserossijskoj volonterskij korpus 70-letija Pobedy), radunati dall’Agenzia Federale per le Politiche Giovanili.

Le celebrazioni di quest’anno hanno però fatto sorgere sentimenti contrastanti. Se da un lato rinvigoriscono il sentimento patriottico di anziani e giovani, dall’altro proprio questo insistere sull’elemento nazionale getta un’ombra sospetta sulla celebrazione, che diventerebbe uno strumento di mitizzazione storica, utile a denigrare possibili sentimenti liberali, filo-occidentali, contrari alla politica estera russa ed alle sue azioni in Ucraina e Crimea. Come a dire, non condividere le posizioni russe equivale a non aver imparato dalla storia, dalla guerra, dalle gesta dei nonni. Questa “privatizzazione del ricordo” (così la definisce Nezamisimaja Gazeta in un editoriale) non tiene conto che al fronte dopotutto durante la Seconda Guerra Mondiale non c’erano solo patrioti sostenitori del potere sovietico, ma anche gli oppositori del regime; leggere la “Grande Vittoria” solo come trionfo dei primi, elimina il ricordo e le testimonianze degli altri. E in un’epoca in cui i sopravvissuti diventano sempre meno, in cui il ricordo si allontana nel tempo, una strumentalizzazione del genere da parte degli organi politici può deviare, piegare l’interpretazione di un evento storico di grande significato.

Chi è Martina Napolitano

Dottoranda in Slavistica presso l'Università di Udine e Trieste, per EaST Journal scrive principalmente di Russia e cura la rubrica Linguae.

Leggi anche

RUSSIA: Il Tribunale di Amburgo ordina il rilascio di 24 marinai ucraini

Il Presidente Zelensky vede la possibilità di fare un passo verso la pacificazione con la Russia, la quale, invece, si rifiuta di adeguarsi all'ordinanza.

Un commento

  1. Forse piuttosto che ricordare i pochi presenti, sarebbe più significativo elencare i moltissimi assenti:
    http://khpg.org/en/index.php?id=1431220807