ROMANIA: Davide batte Golia. La Heineken perde il ricorso contro la "vera birra" seclera

Per il momento i Secleri potranno continuare a gustarsi la loro “Igazi Csíki Sör” (Vera birra di Csík) senza badare alla vera e propria guerra che la multinazionale olandese delle birre ha lanciato contro il piccolo birrificio artigianale di Csíkszentsimon. (Eastjournal ne ha già parlato qui)

Anche in secondo grado di giudizio, il Tribunale della contea di Suceava, ha respinto le accuse di violazione di diritti di proprietà e di pratiche commerciali sleali. Non solo, il tribunale obbliga la Heinken a pagare le spese processuali.

Per il piccolo birrificio seclero un vero e proprio trionfo, non solo dal punto di vista legale. Infatti la denuncia ha avuto l’effetto di mobilitare la popolazione locale ed il web a fianco della birra artigianale rendendola un simbolo nella lotta per il riconoscimento dell’identità seclera e della aziende locali contro le multinazionali.

La campagna popolare contro la Heineken si era riversata sul web dove è stata creata una pagina facebook di boicottaggio che in poche settimane ha raggiunto quasi i 10.000 like. Numeri da capogiro per la piccola realtà seclera che si è vista citata anche da yahoo news. Il boicottaggio non ha avuto successo solo sul web, ma anche nella realtá dove in numerosi hanno deciso di sostenere la “vera birra di csík” cambiando le proprie abitudini alcoliche, tanto da farla diventare quasi introvabile vista la scarsa capacità produttiva del birrificio indipendente.

La Heineken si è così trovata ben presto in una lotta più difficile del previsto, e non è servito a niente la richiesta di spostare il Tribunale di giudizio al di fuori della Terra dei Secleri (il secondo grado di giudizio inizialmente era previsto a Târgu Mureş/Márosvásárhely). Non solo, la multinazionale olandese presto è stata costretta sulle difensive. Le etichette delle sue birre nella regione sono cambiate, inserendo simboli secleri o frasi in ungherese.

Dopo alcuni scivoloni mediatici, in cui la Heineken non riconosceva neanche l’esistenza dei Secleri, l’azienda è dovuta tornare sui suoi passi, e a gennaio ha emanato un comunicato stampa bilingue (romeno-ungherese) nel quale riconosceva l’esistenza della Terra dei Secleri.

La multinazionale però non sembra darsi per vinta e tramite il suo portavoce ha fatto sapere di essere intenzionata a portare il caso in sede europea, all’Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno.

Insomma, la “Igazi Csíki Sör” ha vinto due importanti battaglie, ma la guerra delle birre continua….

Chi è Aron Coceancig

nato a Cormons-Krmin (GO) nel 1981. Nel 2014 ho conseguito all'Università di Modena e Reggio Emilia il Ph.D. in Storia dell'Europa orientale. In particolare mi interesso di minoranze e storia dell'Europa centrale. Collaboro con il Centro Studi Adria-Danubia e l'Istituto per gli incontri Culturali Mitteleuropei.

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