LETTONIA: Sandra Kalniete pronta a candidarsi per la presidenza della repubblica

Da RIGA Sandra Kalniete, attualmente eurodeputata nelle fila di Vienotība, è pronta a candidarsi alla presidenza della repubblica lettone. La corsa vero l’elezione del nuovo capo dello stato lettone si potrebbe quindi arricchire di una candidatura molto forte ed autorevole.

Dallla Siberia a Bruxelles, e ritorno a Riga: la storia personale e politica di Sandra Kalniete 

Sandra Kalniete è una delle personalità politiche lettoni più stimate e popolari nel paese. Vanta una lunga esperienza politicha, prima in Lettonia, dove è stata anche ministro degli esteri dal 2002 al 2004. Ma la carriera politica di Kalniete si è successivamente svolta in Europa, dove è stata sia commissaria europea sia eurodeputata, ruolo che ricopre ancora oggi.

La sua fama in Europa oltre che per la sua attività politica, è dovuta anche allo splendido libro “Scarpette da ballo nelle nevi di Siberia”, in cui la Kalniete ha raccontato la storia della sua famiglia, deportata in Siberia nel 1941 all’inizio dell’occupazione sovietica della Lettonia. La stessa Kalniete è nata nella regione di Tomsk, in Siberia, durante la deportazione della sua famiglia, ed è arrivata in Lettonia per la prima volta a cinque anni, nel 1957.

Verso l’elezione del nuovo capo di stato a Riga

Come abbiamo scritto su Baltica alcuni giorni fa, anche se mancano ancora dei mesi all’elezione del nuovo presidente, con il mandato di Andris Bērziņš che scade a giugno, nella scena politica lettone si affacciano già le trattative e le manovre per la scelta del prossimo presidente. Al momento l’unica candidatura ufficiale è quella di Mārtiņš Bondars, avanzata dal suo partito Latvijas Reģionu apvienība. L’attuale capo dello stato  Bērziņš non ha ancora sciolto la riserva sulla decisione di ricardidarsi alla carica. L’elezione del capo dello stato in Lettonia avviene in parlamento.

In realtà in queste ore circola anche il nome della leader di Vienotība, Solvita Āboltiņa, che però non è detto abbia neanche tutto il sostegno del partito, dato che negli ultimi mesi all’interno del partito è in corso una forte battaglia fra sostenitori ed oppositori della linea della Āboltiņa.

Ma intanto la mossa della Kalniete sembra rompere gli indugi e mettere in corsa una candidata molto autorevole. L’eurodeputata in un’intervista a Rietumu Radio ha affermato di essere pronta a candidarsi alle elezioni presidenziali, che si terranno in parlamento la prossima estate.

“Sarei pronta a candidarmi a questo ruolo – ha detto la Kalniete – poiché oggi a differenza del 2006 (quando si svolsero le elezioni era stata candidata ndr), ho maggiore esperienza. A quell’epoca avevo esperienza nel settore diplomatico, ma adesso dopo i tanti anni di lavoro a Bruxelles, ho maggiore capacità ed esperienze nell’ambito della politica interna lettone e della politica europea”.

Un’elezione a sorpresa? Per ora non ci sono candidati consensuali

Difficile però è prevedere cosa succederà da qui alle elezioni presidenziali, che si terranno in parlamento a giugno. Spesso il presidente eletto esce dalle trattative dell’ultim’ora compiute dai vari partiti, e a volte si tratta di una sorpresa, come avvenuto anche nelle ultime due elezioni di Zatlers e Bērziņš.

Al momento non esiste nessun candidato, anche non ufficiale, che possa sostenere di avere l’appoggio di più di un partito all’interno del parlamento. Finora i tentativi di Visu Latvijai!, il partito nazionalista lettone, di modificare la legge sull’elezione presidenziale, per rendere il voto palese e non a scrutinio segreto, non hanno avuto successo. E’ probabile dunque che il prossimo presidente lettone sarà eletto, come avvenuto finora, a scrutinio segreto e questo rende ancora più difficile prevedere i comportamenti dei partiti e dei singoli deputati.

La candidatura della Kalniete dovrebbe avere l’appoggio di Vienotība, il partito dell’attuale eurodeputata, ma la coalizione di maggioranza, che sostiene il governo Straujuma, al momento non ha raggiunto una posizione comune sull’elezione del capo dello stato. Il partito ZZS nel caso di una ricandidatura di Bērziņš appoggerebbe sicuramente l’attuale presidente della repubblica, che proviene da quel partito, mentre Visu Latvijai! sembrerebbe orientato a candidare il costituzionalista Egils Levits.

Bērziņš perde il sostegno dei russofoni, la sua rielezione si allontana

L’attuale presidente della repubblica lettone Andris Bērziņš ha forse perso il sostegno della maggioranza del parlamento, la Saeima, che fra pochi mesi sarà chiamata ad eleggere il prossimo capo dello stato.

Bērziņš quattro anni fa era stato eletto coi voti di ZZS e di Saskaņa, il partito russofono all’epoca e ancora oggi all’opposizione, che in quell’occasione fece confluire i suoi voti sul candidato di ZZS, che era appunto Bērziņš. Lo stesso schema avrebbe potuto ripetersi anche il prossimo giugno, ma ieri Saskaņa ha reso nota la sua indisponibilità a votare per la conferma dell’attuale capo dello stato.

Una mossa inattesa quella dei russofoni, che finora sembravano orientati a riconfermare Bērziņš, che del resto finora non ha neanche deciso se ricandidarsi o meno alla carica. Ma molti ritengono che Bērziņš deciderà di ricandidarsi solo se sarà certo di avere una solida maggioranza in parlamento, cosa che adesso sembra molto meno probabile di prima.

All’origine della decisione di Saskaņa potrebbe esserci la delusione dei russofoni per l’atteggiamento di Bērziņš, troppo remissivo, sulla questione della concessione del permesso di accedere ai segreti di stato ad uno dei leader di Saskaņa, Jānis Urbanovičs.

Chi è Paolo Pantaleo

Giornalista e traduttore, Firenze-Riga. Jau rīt es aiziešu vārdos kā mežā iet mežabrāļi

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