L’ambasciatrice lettone a Mosca: “Putin fino all’ultimo non ammetterà i suoi errori”

“I russi considerano la Lettonia ormai una parte dell’Occidente cattivo che mira a distruggere il loro paese”. Difficile che la Presidenza lettone della UE gli faccia cambiare idea.

“Putin fino all’ultimo non riconoscerà i suoi errori nella strategia geopolitica ed economica di questi anni della Russia”. Lo sostiene l’ambasciatrice lettone a Mosca Astra Kurme, in un intervista rilasciata alla trasmissione 1:1 di LTV1, la televisione pubblica lettone.

Kurme, che è una delle figure diplomatiche di maggiore spessore in Lettonia, con alle spalle già diverse esperienze in ambasciate anche dell’Europa occidentale, fra cui l’Italia, ha descritto la crisi attuale della Russia ed i complicati rapporti del Cremlino con l’Europa ed i paesi baltici, da un punto di osservazione privilegiato, come quello di un’ambasciata europea nel cuore di Mosca.

Partendo innanzi tutto dalla crisi in Ucraina. Per Kurme anche le sanzioni dell’Europa e degli Stati Uniti non hanno fin qui determinato un cambiamento di idee della Russia nella vicenda. “Il Cremlino resta sempre riluttante nell’ammettere la propria sconfitta strategica.”

L’ambasciatrice lettone ha ammesso che dopo lo scoppio della crisi in Ucraina e le sanzioni della UE, la Lettonia è vista dai russi come una parte “dell’occidente malvagio”, che cerca di distruggere la Russia.

“Non voglio usare la parola “Guerra fredda”, ma sta succedendo qualcosa che le assomiglia molto…” afferma Kurme, sottolineando come i mezzi di informazione russi stanno attivamente sostenendo l’idea che l’Unione Europea voglia fare di tutto per colpire la Russia e il suo popolo.

“Se in passato la Lettonia era considerato un paese amico, adesso siamo parte dell’Occidente cattivo, e partecipiamo al tentativo di distruzione globale della Russia.”

Per l’ambasciatrice lettone il problema risiede anche nella mancanza di comprensione reciproca sulla storia dei diversi paesi. “E’ stata una grande sorpresa per me sentire persone russe che mi ripetono frasi del genere: ‘Voi lettoni non eravate oppressi (dall’Urss ndr.), noi venivamo da voi nei paesi baltici per comprare cose che in Russia non si trovavano, per frequentare posti che potevamo solo sognare.’ I russi non credono in cuor loro che la Lettonia fosse un paese occupato e privato della propria libertà ed indipendenza.”

Anche per quanto riguarda il semestre di presidenza lettone del Consiglio UE, che inizierà il 1° gennaio, Kurme non ritiene che la Russia presterà una particolare attenzione nei confronti della diplomazia lettone: il Cremlino è sempre più orientato verso i paesi maggiori della UE.

L’intervistatore ha infine chiesto all’ambasciatrice lettone la sua impressione su Putin: “Difficile dire quale impressione ne ho tratto. L’ho incontrato solo una volta durante l’accreditamento. In occasioni del genere il protocollo è molto rigido, si contano persino i passi da fare e in quale direzione. Nei tre secondi della stretta di mano, non si può trarre un’impressione particolare”.

Chi è Paolo Pantaleo

Giornalista e traduttore, Firenze-Riga. Jau rīt es aiziešu vārdos kā mežā iet mežabrāļi

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2 commenti

  1. Certo che da una ambasciatrice che si è formata politicamente negli Usa non si poteva che sentire dire questo.
    Per quanto riguarda questa frase “voi nei paesi baltici per comprare cose che in Russia non si trovavano, per frequentare posti che potevamo solo sognare”, confermo l’assoluta veridicità il sogno di ogni sovietico era poter andare nei paesi Baltici cosa non gli sia piaciuto non lo so!
    Se si è stupita del fatto che erano oppressi e privato della libertà ma i russi lo erano ancor di più infatti sognavano di poter andare nel suo paese dato che si stava meglio!

  2. Caro Paolo i lettoni farebbero meglio ad applicare la Democrazia con la d maiuscola, non privando del diritto di voto 300.000 persone (aliens) . Ricordo al sig. Paolo che il sindaco di Riga è Nils Usakov espresione della maggioranza russa o russofona della città. Rappresentare poi la Lettonia come l’Eldorado mi sembra un’imprsa ardua. Non è ne la Riviera lugure ne Capri. E’ un paese che paga pensioni miserabili ( media € 250/300) e dove lo stato sociale è ai livelli più bassi dell’Europa.

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