ROMANIA: Scontro sul nome della birra seclera

Nelle ultime settimane la “guerra” fra la multinazionale Heineken, proprietaria della birra Ciuc, e un nuovo birrificio indipendente seclero, produttore della Igazi Csíki Sör, ha appassionato i bevitori di birra diventanto l’argomento principale nei pub della regione seclera e non solo.

Davide contro Golia. Una multinazionale proprietaria di una importante fetta del mercato mondiale contro un piccolo birrificio, nato appena un mese fa dall’idea di un giovane seclero che aveva da poco concluso gli studi universitari.

Il centro della battaglia ruota intorno al nome della nuova birra: Igazi Csíki Sör. Birra che in poche settimane è diventata molto popolare, grazie al forte richiamo identitario ai simboli e alla tradizione seclera.
La Heineken aveva denunciato il birrificio chiedendo l‘immediata sospensione della produzione, atto che avrebbe danneggiato irreparabilmente la piccola azienda. Il primo grado di giudizio, arrivato dal Tribunale di Hargita il 9 dicembre, ha però dato ragione al birrificio seclero che ha così potuto continuare a produrre la propria birra.

Ma vediamo di fare un pò di chiarezza su quello che è successo, anche perchè a molti risuonerà non semplice capire le somiglianze fra il nome della birra prodotta dalla Heineken: la Ciuc; e la Igazi Csíki Sör. Come spesso accade in queste terre questioni economiche e di marketing si inseriscono in dinamiche culturali che riguardano i rapporti fra la comunità seclero-ungherese e quella romena.

La birra Ciuc è uno dei prodotti DOC della regione seclera (regione in Romania dove vi è il più alto consumo pro-capite di birra). Qui fino a poco fa due erano le birre più gettonate: la Ciuc e la Hargita, entrambe acquistate dalla Heineken che ne ha spostato la produzione fuori regione. La prima diventata negli anni una birra diffusa su tutto il territorio statale, mentre la seconda è rimasta locale, mantenendo una etichetta bilingue ungherese-romeno.

La Ciuc era quindi considerata la birra “natia” della Terra Seclera e di Miercurea Ciuc (Csíkszereda), città di produzione. Il nome Ciuc non era in realtà altro che la traduzione dall’ungherese Csíki che significa “di Csík”, della regione/valle di Csík. Nonostante la Ciuc sia stata considerata la birra seclera per eccellenza l’incapacità di visione della Heineken hanno fatto sì che sia l’etichetta che il brand continuassero a non immedesimarsi troppo nella comunità seclera, comunità che sta vivendo un rinnovato interesse identitario. Così la birra Ciuc in ungherese è tradotta Csíki Sör, ma il marchio registrato citava unicamente la traduzione romena.

E’ in questa situazione che nasce la nuova birra “Igazi Csíki Sör”, “La vera birra di Csík”, con un etichetta esclusivamente in ungherese, che riprende direttamente simboli e colori della tradizione seclera. La nuova birra ha in breve raccolto un enorme successo, tanto che è tutt’ora difficile trovare delle bottiglie visto la rapidità con la quale viene acquistata.

La Igazi Csíki Sör si candida quindi a diventare la vera birra seclera, simbolo identitario, oltre che alcolico, come dimostra anche il successo del simpatico spot pubblicitario.
La Heineken non ha per il momento fornito comunicati dopo aver perso il primo grado di giudizio, ma è sicuro che non si lascerà intimorire e che continuerà a mettere i bastoni fra le ruote al nuovo birrificio, soprattutto se il suo successo dovesse consolidarsi.

Per il momento i secleri si possono godere finalmente una birra “totalmente seclera”, una tappa fondamentale per la lotta per il proprio riconoscimento, come aveva anche avvertito Frank Zappa: “Un Paese è veramente un Paese quando ha una compagnia aerea e una birra. E alla fine è di una bella birra che si ha più bisogno.”

Chi è Aron Coceancig

nato a Cormons-Krmin (GO) nel 1981. Nel 2014 ho conseguito all'Università di Modena e Reggio Emilia il Ph.D. in Storia dell'Europa orientale. In particolare mi interesso di minoranze e storia dell'Europa centrale. Collaboro con il Centro Studi Adria-Danubia e l'Istituto per gli incontri Culturali Mitteleuropei.

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Un commento

  1. Ambrus A. Árpád (Terra Siculorum)

    Bravooo!!!

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