CRIMEA: Visti per l'Europa. Kiev o Mosca?

Nonostante le restrizioni sui visti applicate dall’Unione Europea nei confronti della Russia, quattro dei suoi paesi membri concedono visti Schengen ai russi di Crimea. Come e perché? I crimeani sono più confusi che mai.

L’annessione della Crimea dello scorso 16 marzo è stata denunciata come atto illegale di aggressione alla sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina. Da parte degli stati europei sono stati perciò avviati dei procedimenti sanzionatori nei confronti della Russia e, di comune accordo, gli stati membri dell’UE hanno deciso di sospendere il rilascio dei visti Schengen ai cittadini di Crimea in possesso di un passaporto russo. Tuttavia apparentemente quattro dei suoi paesi membri (Italia compresa) hanno concesso visti Schengen anche ai russi di Crimea. Come e perché? I crimeani sono più confusi che mai.

L’importanza di un visto

Ai crimeani è concesso il rilascio di un visto per l’Europa solo tramite il governo di Kiev e solo se i cittadini sono in possesso di un passaporto ucraino. Il divieto è valido anche per coloro che si sono registrati come crimeani dopo essersi trasferiti da altre regioni appartenenti alla Federazione Russa.

Sulla questione visti, il Ministro degli Affari Esteri russo Sergej Lavrov si è era già espresso in maniera molto chiara: “Se l’Unione europea imporrà restrizioni per i residenti della Crimea per ciò che riguarda i visti Schengen, la Russia risponderà a questa mossa illegale in modo altrettanto duro”.

Tuttavia questa regolamentazione sembra non essere seguita a puntino da quattro paesi membri dell’UE: Grecia, Italia, Paesi Bassi e Repubblica Ceca concedono infatti visti per la zona Schengen ai cittadini della penisola di Crimea in possesso di passaporto russo. L’ambasciata italiana a Kiev ha tuttavia negato il fatto che i suoi consolati in Russia stiano rilasciando questi visti tramite il governo di Mosca e all’insaputa di Kiev, sottolineando che “i suoi consolati operano nel pieno rispetto delle norme e delle disposizioni europee“.

Oleg Safonov,capo dell’agenzia nazionale del turismo in Russia, ha dichiarato che la scelta di questi quattro paesi è un bel passo in avanti nel riconoscimento della Crimea come parte della Federazione Russa da parte dell’Europa. Il riconoscimento è ovviamente tacito: nessuna conferenza stampa, nessuna cena di gala, ma semplicemente il cambiamento della procedura per il rilascio dei visti.

Le vere ragioni che spingono questi quattro paesi “ribelli” a rilasciare visti contro il consenso di Kiev e dell’UE, non sono esplicite ma, secondo quanto afferma il vice presidente Alexander RST Aleksandr Osaulenkoil turismo è un fattore determinante: “In questi paesi, il turismo è una delle principali fonti di reddito; per una vacanza di due settimane un russo spende in media almeno mille dollari.” E aggiunge: “Non è un caso che i paesi europei più avanzati rimangano più coerenti nelle loro posizioni”.

Nonostante le voci discordanti che girano all’interno del paese, l’Italia si è fin da subito allineata alla politica europea a favore delle sanzioni contro la Russia. Certo, non tutti gli italiani, e soprattutto imprenditori ed esportatori, sono pienamente soddisfatti di queste decisioni che vanno a colpire non solo i rapporti di amicizia che legano i due paesi da molti anni, bensì anche gli scambi economici. “L’economia italiana è già di per sè in difficoltà per permettersi di perdere il mercato russo, afferma Yury Barmin, politologo indipendente esperto in materia, il quale insiste sul fatto che le sanzioni alla Russia non giovano alle relazioni bilaterali esistenti fra i due paesi. Economicamente parlando, l’Italia “è il quarto partner commerciale della Russia con il 4,2% delle esportazioni, mentre il Belpaese rappresenta il decimo mercato di sbocco per Mosca con il 7,7% delle esportazioni” – ricorda Maurizio Dallocchio, professore ordinario presso l’Università Bocconi, al IV Forum Italia-Russia svoltosi a Milano giovedì scorso.

Negli uffici consolari degli altri stati membri dell’UE, intanto, tutto rimane invariato: le domande vengono accettate solo se provenienti da Kiev. La Germania è il paese più rigoroso a riguardo e sta usando questo diniego dei visti come una vera e propria arma a favore del governo ucraino. Essa riceve il maggior numero di richieste di visto dagli abitanti della penisola, secondo quanto dichiara il capo della sezione visti di VFS Global di Simferopol Xenia Yarygin, il quale aggiunge che i richiedenti in possesso di documenti di cittadinanza russa non vengono accolti in territorio tedesco.

Kiev o Mosca: a chi rivolgersi?

Stando ai fatti, per un cittadino ucraino ottenere un visto è ben più facile che per un cittadino russo il quale deve esibire: certificato di lavoro, conferma scritta della prenotazione di andata e ritorno del biglietto aereo, ricevuta dell’assicurazione, passaporto russo con foto. Al cittadino ucraino, invece, viene semplicemente richiesto il passaporto. A questo proposito molti cittadini della penisola si sono quindi chiesti (e continuano a chiedersi) se conviene possedere un passaporto russo o un passaporto ucraino.

Navigando in Internet sono molti i forum che discutono attivamente su come sia possibile aggirare le restrizioni dell’UE e ottenere un visto Schengen facilmente. Nascondere la residenza crimeana quando ci si rivolge ai consolati dei paesi dell’Unione Europea in territorio russo, come consigliano molti utenti della rete, non è affatto semplice: la maggior parte dei centri di richiesta visti richiede una copia del passaporto interno (documento di identità).

È la Russia la responsabile per la situazione creatasi“. – afferma un utente del forum.L’UE non ha cambiato la sua politica relativa ai visti, le norme della zona Schengen sono le stesse di un mese fa. Che pretese si possono avere da noi?”.

Molti utenti sono inoltre preoccupati perchè non sanno se le autorità ucraine prorogheranno i loro passaporti validi per l’estero, e questi timori potrebbero non essere privi di fondamento: stando alle parole del premier ucraino Arseniy Yatsenyuk, per ottenere un passaporto biometrico il richiedente deve presentare un certificato in cui venga dimostrato che non possiede la cittadinanza russa. Sul forum crimea-board.net i crimeani che hanno già ottenuto la cittadinanza russa scrivono che nessuno, tuttavia, li ha costretti a rinunciare al passaporto ucraino.

Secondo le informazioni dei rappresentanti di alcuni centri di richiesta visti italiani e olandesi, è possibile ottenere un visto tramite Mosca in modo tempestivo: da 3 giorni a 2 settimane. Se bisogno di un visto urgente, si consiglia invece di rivolgersi direttamente a Kiev.

I crimeani, insomma, sono più confusi che mai: non sanno bene a chi rivolgersi, se a Mosca o a Kiev, e a quali diritti e doveri sono soggetti. Per adesso la loro priorità è come poter ottenere un visto per l’Europa.

Chi è Claudia Bettiol

Laureatasi in Traduzione e Mediazione Culturale a Udine con una tesi sulla diatriba tra slavofili e occidentalisti, e grande appassionnata di architettura sovietica, per East Journal si occupa dell'area russofona. Le sue esperienze oltreconfine finiscono sempre per essere rivolte verso Est, forse perché nata nel 1986 e lo stesso giorno di Michail Gorbačëv. Dopo un anno di studio alla pari ad Astrakhan, un Erasmus a Tartu e un volontariato a Sumy, ha lasciato definitivamente l'Italia per Kiev, dove attualmente abita e lavora.

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14 commenti

  1. Ma come il 95% degli abitanti della Crimea non era desiderosissimo di essere cittadini russi? E adesso si scopre che “I crimeani, insomma, sono più confusi che mai: non sanno bene a chi rivolgersi, se a Mosca o a Kiev, e a quali diritti e doveri sono soggetti. Per adesso la loro priorità è come poter ottenere un visto per l’Europa”.
    Stendiamo un velo pietoso sulla solita figura da peraccotari delle “autorità” consolari italiane… manco sanno cosa fanno nell’ufficio vicino… Se “Non è un caso che i paesi europei PIU’ AVANZATI rimangano più coerenti nelle loro posizioni” allora siamo considerati nel novero dei paesi straccioni, una repubblica delle banane che svende visti per pochi dollari… sempre meglio.
    Con tutto il rispetto, non penso che tutti i miliardari russi abitino in Crimea, quindi questa perdita di introiti per il turismo in Italia mi sembra veramente irrisoria, anzi questa osservazione potrebbe suonare un insulto, vista l’attuale situazione economica per la maggioranza degli abitanti della Crimea con ben altri problemi di quello di dove spendere 1000 dollari in vacanza.

    • Claudia Bettiol

      In Ucraina è in atto una guerra civile e, nonostante i crimeani per ora siano “fuori” dal territorio di battaglia vero e proprio, è chiaro che non si sentono al sicuro e che guardano anche alla possibilità di partire, magari anche solo per un periodo. Da qui nasce il loro “problema visti”.
      Sono decisamente d’accordo con Lei quando dice che, vista l’attuale situazione economica della Crimea e dell’Ucraina, per un crimeano russo la priorità non è spendere e spandere all’interno dell’UE e navigare nel lusso, e non penso affatto che tutti i crimeani russi siano miliardari, anzi. Con questa mia piccola analisi, ho semplicemente cercato di spiegare come sia complicato ottenere un visto soprattutto per un cittadino che ancora non sa se è un bene considerarsi un cittadino ucraino o russo, avere un passaporto ucraino o un passaporto russo (il governo ucraino sembrerebbe non permettere entrambi) e abitare in un territorio in cui appartenere alla Russia significa automaticamente essere contro l’Ucraina e l’Europa…
      Per quanto riguarda i vantaggi economici che spingono l’Italia e gli altri 3 paesi europei a concedere i visti, le informazioni sono solo supposizioni prese dalle fonti citate, che potrebbero anche rimanere come tali.

  2. Solo una curiosità: la Russia ammette la doppia cittadinanza? Mi risulta che anche recentemente ci sia stato un giro di vite piuttosto forte sia su cittadini russi risiedenti all’estero che avevano richiesto e ottenuto la cittadinanza locale che sulla possibilità di richiederli in Russia. Uno dei termometri più significativi della crisi economica russa è l’impennata degli espatri, se non ricordo male l’anno scorso superarono i 150.000, soprattutto laureati, dirigenti ecc. (quasi una fuga di cervelli da far invidia all’Italia…). Senza contare che mi risulta che ai profughi dalle regioni est ucraine in Russia siano stati sistematicamente ritirati i documenti ucraini, come prima ai crimeani.
    Quindi non mi meraviglia che i crimeani, poveretti, passata l’ubriacatura del ritorno all’amata Madre Patria, pensino bene di venire a lavorare nell’odiata Europa. Per gli escamotages possono imparare dai transnistri, fieri della loro indipendenza sotto l’ombrello russo, per poi cercare di ottenere i documenti moldavi per avere i visti EU.
    Un consiglio disinteressato: non si fidi di supposizioni che vengano dalla Farnesina. Non mi meraviglierebbe che non si siano ancora accorti che esiste un problema “visti crimeani”…altro che machiavelliche contrapposizioni al rigore tedesco!

    • Claudia Bettiol

      La Costituzione russa, al contrario di quella ucraina, consente ai cittadini russi la possibilità di avere la doppia cittadinanza. Lo scorso agosto è entrata però in vigore una legge che impone ai cittadini russi con più passaporti di comunicarlo alle autorità; in caso di occultamento si può essere perseguiti penalmente.

      • Nelle costituzioni si trovano scritte tante cose.
        Per completezza d’informazione si dovrebbe aggiungere che insieme alla legge che scheda i cittadini russi con doppia cittadinanza, è passata un’altra disposizione che rende molto difficile ai (russi) non residenti in Russia avere delle proprietà immobiliari (nella Crimea occupata, sistematicamente i titoli di proprietà dei tartari vengono cancellati a favore di russi etnici anche non residenti).
        Inoltre l’elenco dei cittadini russi che non possono recarsi all’estero, anche per turismo, è stato recentemente allungato, mentre i residenti in alcuno zone della Russia (oblast/exclave di Kaliningrad, ad esempio) non possono, di fatto, non solo espatriare, ma nemmeno recarsi in Russia.
        Forse anche questo è scritto nella costituzione.

  3. Si i famiglia siamo in 4 con doppia cittadinanza russa è italiana e tutti i russi che frequento c’è l’hanno ma ovviamente a Lei risulta sempre qualcosa di diverso.
    Piuttosto è l’Ucraina che fa molte difficoltà a concedere la doppia cittadinanza e una volta richiesta e ottenuta quella italiana o europea viene tolta quella Ucraina.
    Per quanto riguarda i poveri crimeani finiti in madre patria non so se sia peggiore la crisi economica russa o quella Ucraina…forse sempre meglio la padella che la brace.

    • La ringrazio per la precisazione, anche se la domanda era sulla doppia cittadinanza ucraina /russa e se convenisse ai crimeani utilizzare l’una o l’altra per ottenere visti europei; non si parlava certo dei fortunati (per gli standard russi) possessori di una doppia cittadinanza russa/italiana.
      Ognuno sceglie la padello o la brace che più gli aggrada. A me non risulta altro che quello che leggo sui giornali, trovo nella rete (compreso East Journal) o ascolto da conoscenti.

  4. Doriano Benaglia

    Ne so qualcosa io che ho la ragazza in Crimea e siamo rimasti praticamente separati e tagliati fuori anche perche’ le non ha un lavoro e nonostante abbia i due Passaporti Russi (Nazionale e Internazionale) praticamente non le viene concesso il Visto. Se qualcuno ha informazioni precise o suggerimenti concreti prego si faccia avanti e mi illumini. Grazie!

  5. E’ assurdo. Se l’Europa pensa che i crimeani sono stati COSTRETTI CON FORZA a diventare russi, perche’ sanzionano questi povere vittime di Putin? Se invece l’adesione alla Russia e’ stata una libera scelta del popolo – peche’ sanzionano un popolo libero di fare le proprie scelte? Boh!

    • geppolindoferretti

      riconoscere l’annessione crimea sarebbe contrario al diritto internazionale, spiace per i crimeani ma se la prendano con Putin. In ogni caso i crimeani che hanno optato per il passaporto russo possono far domanda di un secondo passaporto ucraino al consolato di Cherson, col quale muoversi anche in Europa. I russi che sono arrivati in Crimea dopo l’annessione, invece, ovviamente no.

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