KOSOVO: Kajtazi, "Dall'inchiesta su EULEX dipende la credibilità dell'UE"

Sospetti di corruzione a carico di alti funzionari e responsabili di giustizia di Eulex, la missione europea in Kosovo, sono stati denunciati da Maria Bamieh, procuratore britannico della stessa Eulex. A riferirlo e’ il quotidiano di Pristina Koha Ditore. Bamieh avrebbe raccolto in particolare elementi su almeno tre inchieste penali chiuse da funzionari Eulex in cambio di denaro. La stessa Bamieh e’ stata sospesa nei giorni scorsi e accusa la missione europea di voler insabbiare lo scandalo. EastJournal ha intervistato il giornalista Vehbi Kajtazi, autore di una serie di articoli investigativi sulle accuse di corruzione pubblicati sul quotidiano kosovaro Koha Ditore.

Vehbi Kajtazi, sembra che abbiate scoperto uno scandalo all’interno di EULEX. Si sospetta che alcuni magistrati abbiano preso contatti e soldi per “chiudere” questioni giudiziarie. Può dirci come è iniziato tutto questo? Come ha avuto sentore di questo scandalo?

Come giornalista lavoro all’investigazione sulla corruzione e la criminalità di alto livello, come nei casi in cui sono inclusi i politici e alti funzionari di governo, avevo una conoscenza generale su molte inchieste giudiziarie, su cui ho anche scritto. Ho seguito i noti casi “Sekiraca”, di Ilir Tolaj (ex alto funzionario) o Fatmir Limaj (ex comandante dell’UCK), perciò sono sempre alla ricerca di indizi sulla corruzione. In questo caso avevo sentito che qualcuno aveva pagato delle tangenti, ma non avevo ancora alcuna prova concreta. Circa tre settimane prima della pubblicazione del primo articolo sono riuscito a scovare alcuni file che gettano forti dubbi in merito alla partecipazione di EULEX in attività di corruzione in cambio della chiusura di diversi casi importanti come quelli di cui sopra ho citato. I documenti che ho li ho ottenuti dalle mie fonti all’interno di EULEX, come ho anche altri numerosi file nel corso degli anni”.

Kajtazi, l’ex procuratore internazionale di Eulex, la britannica Maria Bamieh, è l’unica “testimone” che ha confermato il coinvolgimento nella corruzione dei suoi colleghi nei ministeri e giudici EULEX. Ma ci sono altri testimoni che vogliono parlare?

Il Procuratore internazionale Maria Bamieh in Kosovo è venuto prima dell’avvento della missione EULEX. Lei faceva parte della missione ONU, UNMIK, nel 2007. Lady Bamieh è uno dei pubblici ministeri internazionali di maggior successo che ha lavorato in Kosovo. Oltre 30 casi gravi sono stati oggetto delle sue indagini. Lady Bamieh non aveva mai parlato pubblicamente di corruzione prima della pubblicazione del mio primo pezzo su Koha Ditore il 27 ottobre. Tre giorni prima della pubblicazione, Lady Bamieh è stata sospesa. Certo quando è stata sbattuta fuori dal suo ufficio e gli sono stati presi tutti i file, ha parlato prima con me e poi per molti altri media. Io credo che dentro Eulex ci sono altri funzionari che vogliono parlare. Mi aspetto che alcuni entrino in contatto. Ciò sebbene la missione EULEX abbia adottato alcune misure di austerità dopo lo scandalo per impedire il flusso di documenti e di cooperazione con i giornalisti, in particolare con me”.

Se non esiste una voce qualcosa c’è, dice un proverbio albanese. Lei pensa che ci sarà un’indagine approfondita su questa materia? E come ha visto la prima reazione delle istituzioni internazionali?

EULEX e alcune istituzioni dell’Unione europea sono stati a conoscenza almeno una settimana prima della pubblicazione della prima parte del caso su cui stavo lavorando. Inizialmente hanno deciso di non dichiarare niente su questo tema. Nel frattempo, si è deciso di dare una breve dichiarazione dal nuovo capo della misione EULEX, Mr. Meucci. Ma quando lo scandalo è emerso e i media hanno cominciato a trattare la faccenda, a Bruxelles hanno deciso di avviare un’indagine completa e nominare un esperto. Credo che Bruxelles, con la maniera con cui ha cercato di gestire questa situazione, lo faccia sembrare più un tentativo di nasconderlo piuttosto che dare il messaggio che sono pronti per un’indagine significativa. Dubito che ci sarà una indagine profonda, anche se questa indagine sarà cruciale per il futuro delle missioni al di fuori dell’UE.

Il nuovo capo della politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, Federica Mogherini, ha chiesto che le accuse di corruzione nelle file di EULEX, siano trattate con la massima trasparenza. Cosa ne pensa? Cosa si aspetta da queste indagini?

Non mi aspetto che qualcuno arrivi davanti alla giustizia, anche se questo è necessario. I dubbi sono molto forti. Con questi indizi i procuratori EULEX in precedenza hanno arrestato e portato davanti alla giustizia funzionari del Kosovo. Bruxelles è spinta a indagare sul caso fino in fondo perché da esso dipende anche la credibilità e serietà dell’Ue.

Chi è Lavdrim Lita

Giornalista albanese, classe 1985, per East Journal si occupa di Albania, Kosovo, Macedonia e Montenegro. Cofondatore di #ZeriIntegrimit, piattaforma sull'Integrazione Europea. Policy analyst, PR e editorialista con varie testate nei Balcani. Per 4 anni è stato direttore del Centro Pubblicazioni del Ministero della Difesa Albanese. MA in giornalismo alla Sapienza e Alti Studi Europei al Collegio Europeo di Parma.

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2 commenti

  1. Ma cosa si vuole ancora investigare! E arcinoto che il Kosovo e’ uno “Stato di mafie”! Di trafficanti di tutta la specie, addiritura di organi umani!

  2. Ma che, forse non e’ ancora chiaro sullo “stato di mafie”?!