SLOVENIA: Il ministro degli esteri Erjavec cauto sul riconoscimento della Palestina

Il ministro degli esteri sloveno Karl Erjavec ha espresso riserbo rispetto alla possibilità di riconoscere la Palestina come stato, pur criticando le manovre di Israele.

Il ministro degli esteri Karl Erjavec ha dichiarato che la Slovenia non intende ancora esprimere il riconoscimento formale dello stato di Palestina, come fatto di recente da altri paesi europei (si veda la Svezia), aggiungendo chei l paese è in attesa di una posizione comune ìin seno all’Unione Europea.

Erjavec si è limitato in un primo momento a fornire una risposta sfuggente, confermando l’interesse sulla questione e l’impegno a tenersi aggiornato sugli eventi.

Ha fatto poi notare alla stampa come il presidente Borut Pahor abbia recentemente ricevuto il rappresentante diplomatico palestinese con tutti gli onori e secondo il protocollo riservato agli ambasciatori, così come previsto per tutti i delegati di paesi stranieri.

La posizione di Erjavec, che può sembrare quella del “ritardatario”, o ancora più probabile quella del “timido” ministro di un altrettanto “timido e poco ingombrante” stato membro è che i paesi dell’UE dovrebbero raggiungere una posizione comune su una questione così importante come il riconoscimento dello Stato palestinese.

Posizione che ricorda quella del 2004, anno in cui il ministro sloveno annunciò che all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite non avrebbe espresso il voto favorevole sul riconoscimento della Palestina da ente osservatore a stato osservatore.

Del resto, ponendo la questione al governo di uno stato il cui peso non è tale da orientare l’ opinione europea è naturale aspettarsi riserbo e cautela, anche se le affermazioni di Erjavec riguardo la situazione in Medio Oriente delineano una sfumata critica verso le mosse militari di Israele.

Il politico sloveno ha infatti contestato il fatto che il processo di pace, secondo quanto riportato nel The Slovenian Time, è stato ostacolato dalla continua costruzione di insediamenti di Israele in Cisgiordania e che tale costruzione è una esplicita violazione del diritto internazionale, e un modo con cui Israele impedisce fisicamente la realizzazione di una soluzione delle controversie tra i due Stati.

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Un commento

  1. Ma cosa volete che riconoscono, questi rinegati che non valgono nemmeno un fico secco!

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