GERMANIA: Crisi ucraina, Berlino rivede la sua politica verso Mosca

Il conflitto in Ucraina ha innescato un processo di revisione della politica estera tedesca nei confronti del Cremlino, che riflette il progressivo deterioramento dei rapporti tra i due paesi.

La spesso evocata “fiducia” tra Russia e Germania ha cominciato a vacillare con l’annessione da parte di Mosca della Crimea e con l’utilizzo indiretto dei separatisti filo-russi. Ciononostante, questi eventi non avevano influenzato, almeno apparentemente, le linee guida della politica tedesca verso la Russia.

L’intervento militare diretto della Russia in Ucraina ha cambiato le cose. Prima di allora, la Germania aveva ricercato a più riprese il compromesso con Mosca. A tal riguardo, Berlino aveva anche tollerato la conquista del Donbass da parte dei filorussi, invitando Kiev ad accettare la situazione.

Mosca ha però abusato della pazienza tedesca, spingendo il governo di Angela Merkel a rivedere le sue posizioni. Tentare di compiacere i russi non ha prodotto gli effetti sperati e la cancelliera stessa si è posta alla testa di questo processo di revisione. Così facendo, Merkel non sta tenendo conto delle posizioni di alcuni membri del suo governo e del clima pacifista che domina l’opinione pubblica. Ma soprattutto, nella sua fermezza ad andare avanti con le sanzioni, si sta mostrando pronta a mettere in secondo piano gli interessi economici del paese. A tal riguardo, secondo indiscrezioni diplomatiche, la Germania sarebbe disposta a perdere fino a 500.000 posti di lavoro pur di mantenere il rigore delle sanzioni adottate.

La centralità che la cancelliera attribuisce alla situazione in Ucraina è evidente dal suo impegno diretto, che ha finito per mettere in ombra il ministro degli Esteri Frank Walter Steinmeier.

Nel suo recente discorso pubblico a Bratislava, il 20 ottobre, Merkel ha riassunto la sua visione in merito alla condotta della Russia in Ucraina. Secondo la cancelliera, annettendo la Crimea, la Russia ha violato il diritto internazionale, l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina, di cui peraltro Mosca si era fatta garante in virtù del protocollo di Budapest del 1994. Inoltre, la Russia ha destabilizzato le regioni orientali dell’Ucraina, ha messo in discussione il diritto di Kiev di determinare la propria politica estera e ha messo in pericolo la pace in Europa, mostrando disprezzo per i valori dell’Unione Europea.

Dall’inizio della crisi ucraina, la politica di Berlino in termini di sanzioni ha subito una netta evoluzione. Nei primi due round di sanzioni concordate dall’Unione Europea, cioè nel periodo che va da marzo ad agosto, il governo tedesco assicurava che questo sarebbe stato un processo lento e progressivo. Tuttavia, dopo l’intervento militare russo in Ucraina e la successiva ripetuta violazione dell’armistizio concordato a Minsk, la Germania ha fatto pressione per sanzioni europee più severe.

Secondo il governo tedesco, le sanzioni possono essere allentate solo nel caso in cui la Russia cominci a rispettare i termini dell’armistizio. All’interno dell’esecutivo, permangono comunque posizioni differenti. In tal senso, mentre da un lato il Ministro degli esteri Steinmeier ha avanzato con cautela un dibattito sulle condizioni necessarie per allentare le sanzioni, l’ufficio della cancelliera sembra considerare questa mossa prematura.

Un allentamento delle sanzioni sarà possibile solo quando l’iniziativa lanciata dalla cancelliera tedesca comincerà a produrre i suoi frutti. Per Merkel, le priorità sono: il rispetto del cessate il fuoco, il ritiro delle truppe russe e della loro artiglieria pesante dal territorio del Donbass, la vigilanza dell’armistizio da parte dell’OSCE e la convocazione di elezioni regionali nei territori di Lugansk e Donetsk, nel rispetto della legislazione ucraina.

Ciononostante, la cancelliera continua a esercitare pressione affinché i due documenti dell’armistizio vengano rispettati “in tutti loro punti”: “La completa applicazione dell’accordo di Misk è essenziale”, insiste Merkel. “L’integrità territoriale ucraina deve essere garantita non solo sulla carta, ma anche nei fatti. A tal riguardo, la Russia deve cominciare a persuadere le due “repubbliche popolari” ad eleggere i loro rappresentanti sotto la giurisdizione ucraina”.

Pare abbastanza improbabile che il Cremlino decida di conformarsi rapidamente ai punti individuati dal governo tedesco. Il continuo sabotaggio dell’armistizio non farà altro che dare forza alle tesi di coloro che in Europa sostengono una linea dura sulle sanzioni, Germania in testa.

In ogni caso, un’effettiva attuazione dell’armistizio non sarà possibile finché sarà l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa a monitorare il cessate il fuoco. La scelta dell’OSCE per questo ruolo era stata una apertura di credito nei confronti della Russia e, in quanto tale, appartiene a una strategia ormai abbandonata. In tal senso, la decisione di impegnarsi direttamente nel monitorare il cessate il fuoco potrebbe essere la prossima mossa della Germania nel processo di revisione della sua politica verso la Russia.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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7 commenti

  1. Doveva rimanere divisa per altri 50 anni, senza il muro. Con Berlino intera dalla parte Est! Ha alzato troppo “la cresta” la Merkel con l’ appoggio USA!

  2. Bisognerebbe ricordare alla signora Merkel che la Germania nel secolo scorso ha scatenato per ben due volte una guerra mondiale, provocando milioni di vittime, ed ambedue le volte, le ha perse. Gli Accordi di resa della Germania prevedevano il suo smembramento in quattro parti. Nella parte amministrata dall’allora SSSR nacque la DDR. Nel 1989 data della caduta del “muro di berlino” erano ancora presenti ben n. 120.000 soldati sovietici dotati di armamento atomico. Fu l’allora segretario Garbacev, che permise, a dispetto degli Accordi, l’unificazione delle due Germanie. Non conviene a nessuno le cosidette “sanzioni contro Mosca” se non ha Barak Hussein Osama, fanno male a chi li riceve e a chi le attiva. Mi pare singolare l’affermazione che la Russia abbia “abusato” della pazienza della Germania….Tutto l’articolo è impregnato di un scivinismo manicheo antirusso. Il Bene da una parte il Male dall’altra. Nel Bene dobbiamo però annoverare i Pinochet, Videla, Somoza e compania cantante, gli sponsor delle varie Rivoluzioni colorate e Primavere arabe. Il potere degli USA si basano sulla finanza, il dollaro, e sulla potenza militar-industriale. Chiunque metta in discussione ciò ( o con la Banca BRICS o con gli accordi coi paesi latino americani) riceve una reazione che può portare a nuove Rivoluzioni colorate /(promosse dalle varie Agenzie americane). Un mio conoscente che recentemente si è recato in Russia nella città di Lipetsk ha notato che i supermercati sono pieni di merci – frutta, verdura, vino- provenienti dal Cile, Brasile ed Argentina e latticini dalla Bielorussia – parmesan, mozzarelle, ecc. . Quando i produttori italiani perdono un mercato come quello russo,è difficile poi riconquistarlo………..

  3. Strano che il suo conoscente non abbia visto i prodottici ittici sempre provenienti dalla Bielorussia, paese notoriamente bagnato da kilometri di coste marine… Mentre il parmesan e le mozzarelle vengono prodotte nei ridenti allevamenti delle pianure intorno a Minsk…
    Circa la frutta o il vino sudamericano credo che molte massaie russe sarebbero felici di sapere quali supermercati sono pieni di tali merci.
    Una notazione storica: l’unificazione tedesca fu possibile perché la Germania pagò il rientro in patria delle truppe sovietiche: l’URSS non aveva i fondi per il casermaggio e le strutture logistiche in Russia, soprattutto l’abitazione per le famiglie degli ufficiali, di reparti che da quarant’anni stazionavano nella DDR. Inoltre il governo tedesco chiuse tutte e due gli occhi sul disastro ambientale dell’inquinamento anche nucleare che le truppe russe si sarebbero lasciate dietro.
    Per il resto, ognuno vive dei preconcetti che preferisce e non è mio compito sindacarli.

  4. La Merkel dà i numeri al Lotto e rischia di ripetere l’errore fatale di Hitler che, per compiacere gli anglo-americani, mosse guerra alla ex Unione Sovietica e trascinò l’intera Europa in un conflitto mondiale. A distanza di oltre 70 anni, questa donna contro la volontà dei Tedeschi, pur di “umiliare” la Russia, è disposta a far perdere alla Germania 500.000 posti di lavoro facendo finta di ignorare che c’è un solo modo per disinnescare la crisi Ucraina, togliere l’appoggio dell’Europa alle politiche aggressive degli Usa e della Nato. La Merkel parla del vacillare della sua “fiducia” verso la Russia, mentre è a tutti noto che la guerra in Ucraina è diretta conseguenza del colpo di stato organizzato e finanziato dalle Ong di Soros, finalizzato ad abbattere un governo legittimamente eletto dal popolo, per mettere al potere un regime filo-atlantico. Un atto illegale tanto più grave se si tiene conto del fatto che gli Usa, ai tempi della Perestroika, si erano solennemente impegnati con Gorbaciov a non allargare la Nato verso Est. Visto che i costi della aggressione americana all’Ucraina graveranno sull’Europa e quindi sulle tasche degli italiani, l’Alto Commissario europeo Mogherini e l’Italia abbiano la decenza di tirare fuori la “dignità” dicendo alla Merkel e ad Obama che, se vogliono fare le guerre, se le pagassero da soli in quanto l’Italia ha priorità ben più pressanti di quella di acquistare decine di F35, pagare le bollette del gas agli Ucraini e rimetterci di tasca per le demenziali sanzioni europee alla Russia.

  5. Tutto ciò non ha senso per il semplice fatto che la Russia ha le riserve di gas più grandi al mondo ed è potenzialmente un patner economico molto più degli USA per L’Europa…La Germania fa la voce grossa perchè è nel suo dna ma dovrebbe usare di più il cervello invece di essere la marionetta degli americani……

  6. Un altro l’ennesimo articolo di disinformazione. Ritiro delle truppe e delle armi pesanti russe dal Dombass. Ma di cosa state parlando? Se veramente la Merkel pensasse quello che viene detto in questo farneticante articolo, si dovrebbe seriamente dubitare della sua sanità mentale. … A proposito della violazione del diritto internazionale da parte della Russia e vista la supposta disponibilità della Germania a cambiare politica, per caso ha cambiato anche la sua posizione sul misfatto compiuto dagli Usa e dalla Nato nel Kosovo a danno della Serbia? In questo caso i rimproveri contro la Rusdia avrebbero almeno un qualche straccio di credibilita’.

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