SPORT: La nuova Germania, tra talento e globalizzazione

In Germania risiedono grandi comunità di minoranze etniche che, durante il primo decennio del Nuovo Millennio, hanno influenzato anche il fußball, soprattutto per quanto riguarda la Nationalmannschaft, ovvero la nazionale tedesca. La prima grande Germania ″baciata″ dalla globalizzazione è stata la selezione Under 21 che trionfò nell’Europeo di categoria del 2009, disputato in Svezia. I migliori giocatori di quella squadra fanno oggi parte della nazionale maggiore. Vediamo le origini di alcuni di loro.

Molto simili sono le storie che riguardano l’origine di due attaccanti della Nationalmannschaft nati in Polonia ma emigrati in Germania in età giovanile, ovvero Miroslav Klose e Lukas Podolski, nati rispettivamente come Mirosław Klose e Łukasz Podolski. Il primo nacque nella città di Opole dalla relazione tra un ex calciatore ed una ex giocatrice di pallamano polacchi, appartenenti alla minoranza tedesca in Polonia. Il secondo, invece, nacque nella città di Gliwice dalla relazione tra Krystyna Podolski e Waldemar Podolski, rispettivamente una ex nazionale polacca di pallamano ed un ex calciatore polacco, campione di Polonia nel 1980 tra le fila del Szombierki Bytom. Le due famiglie si trasferirono in Germania Ovest tra il 1986 ed il 1987, i Klose a Kusel ed i Podolski a Bergheim.

Storia simile riguarda il centrocampista tedesco Marko Marin, poiché nato nella città bosniaca di Bosanska Gradiška e figlio di genitori serbi abitanti in territorio bosniaco.

Altri giocatori della Nationalmannschaft nati in Germania sono figli di genitori non tedeschi. Per esempio i centrocampisti İlkay Gündoğan e Mesut Özil, nati a Gelsenkirchen ma figli di genitori turchi; il difensore Dennis Aogo, nato a Karlsruhe ma figlio di genitori nigeriani; infine il difensore Shkodran Mustafi, nato a Bad Hersfeld ma figlio di genitori albanesi originari della Macedonia.

Alcuni giocatori della nazionale tedesca, pur essendo nati in Germania, godono di origini extragermaniche per via paterna. È il caso, per esempio, dell’attaccante Mario Gómez. Nato a Riedlingen, il centravanti deve il suo cognome al padre, originario di Albuñán, città situata nella regione spagnola dell’Andalusia. Anche il centrocampista Sami Khedira, nato a Stoccarda, porta un cognome di origine extragermanica grazie al padre, tunisino di nascita. Infine, anche il difensore Jérôme Boateng, nato a Berlino Ovest, deve il suo cognome al padre, ghanese di nascita. Suo fratello, il centrocampista Kevin-Prince Boateng, ha deciso invece di optare per la nazionale ghanese.

Talent und Globalisierung, come direbbero in Germania. Ovvero, ″talento e globalizzazione″.

Matteo Calautti

Chi è Matteo Calautti

Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi ed Il Calcio Portoghese, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure ed al calcio in Portogallo.

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Un commento

  1. Cosa vuol dire “la vecchia” scuola socialista!

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