UCRAINA: Senza Crimea e Donbass i russofili non vinceranno mai più le elezioni

Il 26 ottobre si svolgeranno le elezioni parlamentari in Ucraina o almeno in quel che ne rimane. Le procedure di registrazione dei partiti sono terminati ed il nuovo Parlamento, qualsiasi sarà l’esito della tornata elettorale, conterrà al proprio interno formazioni politiche inesistenti fino a pochi giorni fa mentre vedrà la sparizione di partiti che lo hanno dominato a lungo come nel caso del Partito delle Regioni, detentore per anni della maggioranza relativa ed i cui membri in questi ultimi mesi sono passati in massa a supporto del nuovo Governo con il semplice fine di riciclarsi politicamente. Una vera rivoluzione.

Stando ai sondaggi di Opora e dell’IDF più del 50% dei nuovi deputati entreranno per la prima volta alla Verkhovna Rada e le figure maggiormente connesse col precedente regime e vicine al Cremlino difficilmente riusciranno a superare il vaglio degli elettori. Già questo potrebbe essere considerato un effetto collaterale ed indesiderato dell’azione dei separatisti (e di Putin) nel Donbass. Ma c’è ben altro.

Alle ultime elezioni parlamentari dell’ottobre 2012 il Partito delle Regioni ed il Partito Comunista ottennero rispettivamente 6.116.746 e 2.687.269 voti, complessivamente il 43,2% pari a 104 seggi per la parte proporzionale che attribuisce la metà dei seggi. Per quanto riguarda i collegi uninominali che attribuiscono la restante metà, riuscirono a vincere 113 seggi, che uniti ai seggi di alcuni indipendenti che non nascondevano la propria vicinanza all’ex Presidente permisero ai due partiti di avere saldamente in mano la maggioranza assoluta in Parlamento.

Non è mai stato un mistero che il principale bacino di voti dell’ex partito di Yanukovich e del Partito Comunista sia sempre stato il sud-est del paese, ed in particolare il Donbass e la Crimea. Nell’ultima tornata per il rinnovo del Parlamento in Crimea e nelle regioni di Donetsk e Lugansk i risultati furono i seguenti:

Parlamentari 2012
Crimea, totali votanti: 751.609
–                                 Votanti               %            seggi uninominale
Partito delle Regioni        384.052             52,3                      11
Partito Comunista           142.450             19,4                       —

Donetsk, totale votanti: 1.995.996
–                                 Votanti               %            seggi uninominali
Partito delle Regioni      1.274.915             65,1                       21
Partito Comunista           369.364             18,9                        —

Lugansk, totale votanti: 1.040.604
–                                 Votanti                %            seggi uninominali
Partito delle Regioni       579.589              57,1                         9
Partito Comunista          255.368              25,1                         —

Attualmente tali partiti sono abbondantemente sotto la soglia di sbarramento del 5%, tuttavia può essere interessante, un po’ per gioco un po’ per riflessione, valutare come sarebbero andate le elezioni se – come nella situazione attuale – la Crimea e le regioni di Donetsk e Lugansk non avessero partecipato al voto.

Il risultato complessivo sarebbe stato prossimo al 34,4% pari a 83 seggi mentre i deputati conquistati nell’uninominale sarebbero stati 72, portando il risultato totale a 155 parlamentari, cioè ben sotto alla maggioranza relativa e non sufficiente a sostenere un esecutivo. In sintesi sarebbero stati opposizione.

Certo nel contesto attuale tale ragionamento sembra più un esercizietto inutile e senza senso, tuttavia serve a dimostrare che anche qualora ritornassero in auge partiti capaci di rappresentare orientamenti politici più filorussi e maggiormente apprezzati nella parte sud-orientale del paese, essi difficilmente avrebbero possibilità concrete di ottenere una maggioranza senza i voti della Crimea e del Donbass.

Putin, con la sua politica vicino ai separatisti e con l’annessione della Crimea, ha di fatto tolto la possibilità alle popolazioni orientali dell’Ucraina di avere una propria rappresentanza capace di essere maggioranza in Parlamento e soprattutto ha dato ai partiti filo-occidentali di nuova nascita, vedi il Blocco Poroshenko, la sicurezza di poter vincere facilmente le elezioni formando una coalizione capace di esprimere un governo.

In un paese molto diviso come l’Ucraina, che i fatti degli ultimi mesi hanno diviso ancora di più, l’assenza di alternative credibili alla spinta verso ovest può solo rappresentare un rischio per una deriva autoritaria e non inclusiva.

Putin finora esce dalla partita ucraina con la Crimea in più ed un Donbass in preda ad una guerra che la pace di Minsk non sembra placare, avendo di fatto ottenuto molto. Ma così facendo ha creato le condizioni per avere per molti anni a Kiev governi nemici espressioni di maggioranze antirusse. Una sconfitta tra tante vittorie.

Chi è Pietro Rizzi

Dottorando in Relazioni Industriali presso l’Università degli Studi di Bergamo, collabora con l’OSCE/ODIHR come osservatore elettorale durante le missioni di monitoraggio in Est Europa. Redattore per East Journal, dove si occupa di Ucraina, Est Europa e Caucaso in generale. In passato è stato redattore ed art director del periodico LiberaMente, e si è a lungo occupato di politica come assistente parlamentare e consulente giuridico per comitati referendari. Ha risieduto, per lavoro e ricerca, a Kiev e Tbilisi.

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21 commenti

  1. Ma è un film già visto. All’indomani di un golpe come in Italia nel ’22 quale governo può uscire? Probabilmente Putin tifa per Po-roshen-ko. Il bacino di commercio dei suoi ciccolatini è l’area russa. Un tipo che è stato al governo con tutti! Anche con Yanukovich, il quale non era molto gradito a Putin, perchè ai suoi occhi aveva due difetti fondamentali, era troppo alto e troppo stupido!Poroschenko è più malleabile degli Yaseniuk e Svoboda-Pravij Sektor. La fabbrica della Roschen a Lipetsk è quasi terminata….E’ opinione condivisa che sarà difficile vedere di nuovo la bandiera dei due colori su Donetsk e Lugansk. L’abbronzato sa perfettamente che non si possono gestire due e più guerre contemporaneamente……

  2. La crisi non si risolve con le maggioranze.

  3. L’incipit dell’articolo mi lascia un po’ perplesso: “Il 26 ottobre si svolgeranno le elezioni parlamentari in Ucraina o almeno in QUEL CHE NE RIMANE”.
    Non è solo una questione di enfasi, ma potrebbe sottintendere una qualche delegittimazione del voto in quanto percentuali significative dell’elettorato non parteciperebbe o sarebbe impedita a partecipare.
    La strisciante delegittimazione, altra faccia della demonizzazione delle autorità centrali ucraine, sono entrambi cavalli di battaglia della propaganda/disinformazione russe.
    Se guardiamo in termini di popolazione, la Crimea rappresenta il 4% della popolazione ucraina, l’oblast di Donetsk il 10% e quello di Luhansk il 5%. Anche supponendo che tutti gli elettori dei due oblast non potessero votare, insieme alla Crimea rappresentano poco meno del 20% della popolazione totale. Un “resto” dell’80% mi sembra, vista anche la situazione militare, una percentuale ampliamente sufficiente a legittimare il nuovo parlamento e governo. Inoltre la Commissione Elettorale centrale ha dichiarato che si dovrebbero tenere le votazione in 15 dei 32 Distretti Elettorali nei due oblast, rafforzando in maniera significativa la validità del voto del 26 ottobre.
    Circa la sorte dei due partiti tradizionali “portavoci” del Cremlino, in base alle cifre citate nell’articolo, i tre oblast pesavano per UN terzo del risultato elettorale: 4 milioni e 1,9 milioni rispettivamente rappresenterebbero ancora una significativa presenza politica. Quindi anche qui se i due partiti si riducessero drasticamente non sarebbe SOLO perché loro base elettorale non ha potuto votare, ma perché, magari, i loro elettori sono scontenti delle loro scelte.
    Un punto mancante nell’analisi, ma che invece ritengo molto significativo non solo per il risultato elettorale, ma soprattutto per le scelte politiche della nuova Rada, è il fatto che i due oblast erano i grandi bacini di patronage ed influenza di oligarchi del calibro di un Rinat Akhmetov e compagni, non che sede di molti dei loro interessi economici: come si collocheranno nel dopo elezioni? Quale influenza riusciranno a mantenere?
    Che cosa alla fine rimarrà in mano al doppiogiochista del Cremlino, è tutto da verificare.

    • GianAngelo un piccola precisazione:
      “Quindi anche qui se i due partiti si riducessero drasticamente non sarebbe SOLO perché loro base elettorale non ha potuto votare, ma perché, magari, i loro elettori sono scontenti delle loro scelte.”
      Il partico comunista non esiste più quindi scontenti o no non lo possono comunque votare visto che è stato dichiarato incostituzionale!
      http://www.eunews.it/2014/07/23/ucraina-il-partito-comunista-espulso-dal-parlamento/19948
      Il partito delle nazioni non si presenterà quindi anche questo non potranno comunque votarlo!
      http://italian.ruvr.ru/news/2014_09_14/Ucraina-il-Partito-delle-Regioni-non-partecipa-alle-elezioni-legislative-3669/

      • Come sempre non bisogna fermarsi alle dichiarazioni, ma verificare i fatti: Lei cita una notizia del 23 luglio, dove si afferma che il presidente della Rada avrà il potere di sciogliere. Ha controllato se questo è avvenuto? A me risulta che i deputati comunisti hanno ancora votato la legge sulle autonomia dell’Est Ucraina il 16 settembre.
        Se il partito delle regioni per evitare una evidente débâcle elettorale preferisce un presentarsi, è colpa della solita giunta ucraino-fascista? O ha paura che gli manchino i voti di Janukovic e compagni, ricompensati di anni di fedeltà servile con la cittadinanza russa?

        • ERRATA CORRIGE: preferisce non presentarsi.
          Scusate.

          • Come sempre deve fare polemica puerile per nulla, io ho solo precisato un fatto, non ho detto che se non si presenta il Partito delle Refioni è colpa dei fascisti, dei marziani o Sua ho solo precisato che non ci saranno , punto e basta.
            Se poi è così informato sul partito comunista ucraino, buon per Lei si vede che Le avranno inviato una comunicazione interna, a me risulta che non ci sarà quindi ricapitolando!
            Tolto la Crimea che non voterà , il Donnass che se voterà non si sa quanti, e chi comunque mancheranno o bisognerà vedere a chi andranno la bellezza del 43,2 % dei voti corrispondenti a 105 seggi , stante ha quanto riportato dall’articolista quindi sarà interessante vedere cosa uscirà dalle urne.

          • Come sempre non avere dati precisi, porta a fare gran confusione.
            Prendo atto che lei non sa o non è riuscito a trovare il provvedimento di espulsione dei deputati comunisti dalla Rada.
            Circa il partito delle regioni, prendo atto della sua precisazione, cioè il non presentarsi è una libera scelta di tale partito, non una costrizione. Mi dicono che sono apparsi a Donetsk dei cartelloni elettorali del Blocco delle Opposizioni, nuova rincarnazione di soliti megafoni del Cremlino.
            Non capisco i numeri che cita circa il non voto del Est Ucraina, visto che comunque tali regioni (compresa la Crimea) non rappresentano che il 20% della popolazione totale ucraina. Capisco anche che per lei (e qualcun altro) il rimanente 80% degli ucraini non conta niente, avendo l’incredibile pretesa di non voler fare lo zerbino dell’uomo del Cremlino.

          • Ovviamente gli articoli che le propongo non le piacciono per cui vuol dire che non ho dati.
            Secondo questo è quanto ha scritto l’articolista così leggendo magari capisce i numeri che ho scritto:
            “Alle ultime elezioni parlamentari dell’ottobre 2012 il Partito delle Regioni ed il Partito Comunista ottennero rispettivamente 6.116.746 e 2.687.269 voti, complessivamente il 43,2% pari a 104 seggi per la parte proporzionale che attribuisce la metà dei seggi. Per quanto riguarda i collegi uninominali che attribuiscono la restante metà, riuscirono a vincere 113 seggi, che uniti ai seggi di alcuni indipendenti che non nascondevano la propria vicinanza all’ex Presidente permisero ai due partiti di avere saldamente in mano la maggioranza assoluta in Parlamento.”

            Terzo non mi metta in bocca parole che non ho MAI DETTO:
            “Capisco anche che per lei (e qualcun altro) il rimanente 80% degli ucraini non conta niente, avendo l’incredibile pretesa di non voler fare lo zerbino dell’uomo del Cremlino.”
            Perché mi permetta Lei ha la pretesa e l’arroganza di scrivere perMe cose che dice di aver capito!
            Ma cosa ha capito Lei di me non mi conosce non sa nemmeno chi sono e pretende di dire che n mi interessa degli Ucraini?
            Mi scusi ma scriva per Lei i suoi pensieri non i mie Grazie

          • Mi spiace, evidentemente siamo andati a parlare di cose diverse. Lei ha proposto due articoli, mi sembrava di capire, per avvalorare la tesi che il partito comunista ucraino fosse stato messo fuori legge e che il partito delle regioni fosse impedito a partecipare alla tornata elettorale.
            Poiché a me non risultava, le ho esposto le mie ragioni per cui era diversamente da quanto lei sembrava accreditare.
            Ovviamente è un argomento di grande interesse cercare di capire dove andranno i voti di quei due partiti, le avevo anche segnalato la “presenza” del Blocco delle opposizioni” neonata formazione politica che si prende la briga di farsi propaganda addirittura in zone controllate dai filorussi.
            In verità la condivisibile curiosità su dove andranno questi voti era collegata con il (possibile) non voto degli abitanti di zone occupate dai russi. Poiché questo è uno dei ritornelli preferiti dei denigratori della legittimità delle elezioni e, più in generale, delle opinioni della gran parte degli elettori di un paese indipendente, l’avevo confusa con loro. Se non è così, me ne scuso.

          • Magari i voti si dirigeranno verso questo partito in tal caso farò subito richiesta di adesione vista la mia GRANDE PASSIONE:

            http://www.wired.it/attualita/politica/2014/10/01/darth-vader-palpatine-elezioni-ucraina/

  4. Sono stato sempre un sostenitore dell’integrità dell’Ucraina, ma questo è diventato uno stillicidio e gli ucraini non ne verranno mai fuori. Le iniziative militari di poroshenko sono state, risultati alla mano, un disastro, con i suoi centinaia di morti tra militari e civili innocenti. A questo punto gli ucraini dovrebbero cedere il Donbass a Putin e portare il resto del Paese in UE. In UE si sta male? Può darsi, ma visti gli standard di vita ucraini, non credo ci sia tanto da perdere.

    • Bisogna vedere se Putin si “accontenta” del Donbass. Si è già preso la Crimea (tanto quella era già russa!), ha fatto carta straccia del Memorandum di Budapest (1994), avanza pretese sugli stati baltici, sul Caucaso e spinge le sue mire fino alla foce del Danubio: non mi sembra uno che si “accontenti”, ma piuttosto siamo in piena restaurazione imperiale.
      Ecco perché sono patetiche e risibili (e potenzialmente letali) le prese di posizioni della Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria.
      L’unico vero insegnamento che noi europei possiamo trare è che Putin ha rintrodotto la politica dei carri armati, ma purtroppo la storia (Monaco, 1938) non ci insegna nulla.

      • Certamente, è probabile che il suo disegno vada ben oltre queste due regioni. La mia riflessione nasceva dal fatto che una guerra così l’Ucraina non potrà mai vincerla se non radendo al suolo intere città, perchè questi ribelli-mercenari, e tu lo sai meglio di me, combattono riparandosi negli edifici pubblici, facendosi scudo dei civili. Ci sono situazioni in cui qualcuno deve fare un passo indietro. i civili non possono trovarsi per anni in un sandwich di morte e distruzione. Si faccia carico del Donbass lo zar, che dice di averne così a cuore le sorti 🙂 Vedremo poi, con il ritorno della primavera inoltrata, quali saranno le sue prossime mosse, se cercherà di destabilizzare altre regioni o preferirà accontentarsi delle due “prede”.

    • Alessandro sinceramente non so quanto a Putin possa interessare il Donbass sarebbe un costo enorme economico a rocostruirlo e prendersene carico le industrie dell’acciaio non hanno futuro il carbone anche, lo si vede in europa e in Italia che fine fanno, ma credo anche che sarà difficile dopo quello che è successo che quella parte del paese accetti di rimanere come prima sotto il governo ucraino e non so neanche se in realtà gli ucraini vogliano realmente quella gente.
      Quindi penso che la partita sia ancora aperta e non ho idea di come finirà , e una situazione tipo transinistria sarebbe anche peggio.

  5. Redazione una domanda che fine ha fatto Enzo Niccolò ?
    Ps non pubblicate questo, grazie

    • come facciamo a risponderti senza pubblicarlo?
      Comunque non lo sappiamo. Enzo Niccolò non collabora con noi da anni ormai, e pare abbia smesso anche di commentare.

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