UNGHERIA: Ritirata la nomina del nuovo ambasciatore ungherese a Roma

Negli ultimi giorni il nome di Péter Szentmihályi Szabó è comparso più volte sulle pagine dei principali quotidiani e portali online ungheresi e nostrani. La sua nomina come nuovo ambasciatore ungherese a Roma ha scatenato numerose proteste e costretto il Ministero degli Esteri ungherese ad un rapido retromarcia: nei confronti del sessantanovenne scrittore di romanzi fantascientifici, poeta e pubblicista per il quotidiano conservatore Magyar Hírlap sono state infatti lanciate pesanti accuse di antisemitismo.
Il 24 luglio scorso, il portale Index riportava la notizia della nomina, sottolineando il fatto che Szentmihályi sarebbe un personaggio molto vicino al premier Viktor Orbán e alla sua famiglia. Nel suo passato, però, vi è anche uno stretto legame con István Csurka, capo del partito radicale MIÉP (Magyar Igazság és Élet Pártja – Partito Ungherese della Verità e della Vita, che alle elezioni del 2006 crea una coalizione con Jobbik). Alle elezioni del 2002 Szentmihályi partecipa infatti come candidato per MIÉP; negli anni successivi si muove nell’ambito del Partito Popolare Cristiano Democratico (Kereszténydemokrata Néppárt – KDNP). L’articolo sottolinea il fatto che, pur avendo ricoperto per breve tempo un incarico presso il ministero degli esteri, l’intellettuale ungherese non disponga di alcuna esperienza in fatto di diplomazia.
Al centro delle numerose critiche sul passato di questo personaggio e sulle sue idee politiche vi sarebbe in particolare un articolo, uscito nel 2000 su Magyar Fórum, periodico del partito MIÉP, in cui Szentmihályi parla degli “agenti di Satana”, senza esplicitare a chi si riferisca questa definizione, ma adottando un linguaggio simile a quello utilizzato dalla propaganda nazionalsocialista contro gli ebrei.
Tra i molti partiti e organizzazioni civili schieratesi contro la nomina vi sarebbero anche i socialisti dell’ MSZP e alcuni membri della Coalizione Democratica al parlamento europeo. Infatti, i parlamentari europei Csaba Molnár e Péter Niedermüller avrebbero inviato una lettera al ministro degli esteri Federica Mogherini , chiedendo al governo italiano di valutare attentamente le circostanze prima di dare il proprio benestare all’investitura di Szentmihályi.
La protesta non ha coinvolto solo i media ungheresi, ma anche nostrani: sul Corriere della Sera un editoriale in prima pagina di Giovanni Battista invita la diplomazia italiana ad accogliere la richiesta proveniente dall’organizzazione americana Anti-Defamation League (ADL) di bloccare la nomina di Szentmihályi.
Immediato il dietrofront del Ministero degli Esteri ungherese attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sul relativo sito, dove si specifica che è stato lo stesso Szentmihályi a rifiutare la nomina. Rifiuto poi rafforzato da una dichiarazione esplicita al Corriere della Sera in merito alle motivazioni che hanno portato a tale scelta: “Mi sono fatto da parte perché non volevo rovinare le relazioni tra l’Italia e l’Ungheria”. Szentmihályi avrebbe anche respinto le accuse di antisemitismo, affermando di considerare le critiche ricevute non come direttamente rivolte a lui, bensì ad Orbán e al suo governo. Interrogato sul fenomeno del crescente antisemitismo in Europa, avrebbe dichiarato che si tratta di episodi isolati e che in ogni caso questo problema “non riguarda l’Ungheria”.

Il sito del periodico HVG evidenzia però come il passo indietro di Szentmihályi sia stato determinato anche dalla presa di posizione del Ministero degli Esteri italiano, che avrebbe sollecitato la nomina di una persona capace di “contribuire efficacemente al rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi”. Il nome del nuovo ambasciatore ungherese a Roma dovrà essere scelto ed approvato entro la metà di settembre, data ufficiale dell’inizio dell’incarico.

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