UCRAINA: L'esercito di Kiev uccide i civili. Anche loro terroristi?

Terrorista” è l’appellativo che sempre più prepotentemente sta entrando nel linguaggio politico e mediatico dell’Ucraina. Un termine che negli ultimi anni ha assunto contorni sempre più sfumati e indefiniti nell’immaginario comune e che ha giustificato spesso risposte sorprendentemente risolute da parte dei governi. L’operazione anti-terrorismo (OAT) lanciata da Kiev per “annientare”, come ha più volte dichiarato il Ministro degli Interni Avakov, le sacche di resistenza armata nelle regioni orientali, sta proseguendo ormai da metà aprile, senza però giungere ad un esito risolutivo.

Il 9 Maggio di Mariupol. Un simbolico punto di svolta.

Passati in secondo piano, i morti di Mariupol e gli scontri violenti nella città portuale hanno un valore molto importante nell’economia del conflitto trilaterale che coinvolge l’esercito, le milizie dei ribelli e la popolazione delle regioni sud-orientali dell’Ucraina. La “giornata della Vittoria”, anniversario della capitolazione della Germania nazista, festività ancora molto sentita in Ucraina, si è trasformata in pochi istanti in un giorno di guerra, con almeno 11 persone rimaste uccise e un mezzo centinaio di feriti. L’assenza dei risultati dell’indagine ufficiale (cosi come per la strage di Odessa), ammesso che tali risultati possano essere considerati credibili, non permette di dire con esattezza come siano andate effettivamente le cose.

Le versioni sono principalmente due. Da una parte quella sostenuta da Kiev, che evidenzia come l’esercito sia intervenuto reagendo ad una serie di provocazioni da parte dei terroristi che, armati, avrebbero tentato di occupare la stazione di polizia per impossessarsi delle armi all’interno dell’edificio.

Dall’altra c’è la versione contrapposta, sostenuta dai ribelli e corroborata da numerosi testimoni. Questa seconda versione evidenzia come la polizia di Mariupol si sia ammutinata al nuovo capitano, nominato a inizio maggio da Kiev, il quale aveva ordinato di contrapporsi con la forza alla folla che stava manifestando davanti al palazzo governativo. Pare che l’esercito (accompagnato da alcuni estremisti) sia intervenuto proprio per sedare la rivolta della polizia ed impedire che i ribelli si impadronissero della sede del Ministero degli Interni della città. Comunque siano andate le cose, il risultato dell’intervento dell’esercito è stato un bagno di sangue che ha coinvolto soprattutto civili.

Mariupol rappresenta un altro capitolo dimenticato della crisi ucraina che, però, ci permette di comprendere meglio il livello di contrapposizione che si sta creando nel Donbass. Risulta sempre più difficile non prendere in considerazione la popolazione della regione come uno degli attori in quello che si fatica ancora a definire come “guerra civile”, ma che sempre più chiaramente sta assumendo questi contorni.

Sloviansk e Lugansk. L’intensificazione dell’operazione anti-terrorismo.

Un’intensa accelerazione nelle operazioni militari si è avuta nei giorni immediatamente successivi alle elezioni del nuovo presidente. Poroshenko ha ripetutamente promesso di risolvere la situazione nel Donbass nel giro di qualche settimana, ma a differenza di quello che si può credere, la capacità di Kiev di riportare stabilità e ordine nel sud-est del paese sembra sempre più inversamente proporzionale all’intensificazione dell’attività militare. L’aumento crescente di morti tra i civili e l’utilizzo dell’aviazione e di armi sempre più pesanti e sofisticate hanno contribuito nelle ultime settimane ad alienare in maniera sempre più concreta la popolazione locale. A Sloviansk, ad esempio, numerosi mortai sono caduti in pieno giorno in un quartiere residenziale ferendo a morte almeno tre persone, mentre secondo Russia Today, sempre durante la stessa operazione è stato colpito anche un asilo.

A Lugansk invece, nonostante le smentite di Kiev, ci sono numerose evidenze dell’uso dell’aviazione nelle azioni militari svolte contro i “terroristi”. Un missile ha colpito la zona adiacente ad un palazzo governativo occupato dai ribelli, lasciando a terra almeno 8 passanti uccisi, mentre a Krasnyi Lyman durante uno scontro tra ribelli e Guardia Nazionale l’ospedale locale è stato colpito da numerosi mortai, facendo almeno una ventina di vittime.

Civili, anche loro terroristi?

L’operazione anti terrorismo, destinata inizialmente a durare pochi giorni, si sta protraendo ormai da quasi due mesi. L’efficacia dello scontro armato con i ribelli è sempre più limitata, dato che né l’esercito, nè i miliziani riescono a mantenere a lungo il controllo su una fetta di territorio consistente, mentre la popolazione sembra nel limbo, sempre più spaventata e diffidente nei confronti di Kiev, o almeno della sua capacità di riportare almeno un’apparenza di ordine.

Come sottolinea Hennadiy Moskal, deputato del partito Patria e in passato molto vicino a Viktor Yushenko, il risultato paradossale dell’OAT è stato quello di avvicinare la popolazione ai ribelli. Molti funzionari locali, comprese le forze dell’ordine, “sono passati dall’altra parte, sentendosi abbandonati, o peggio, trattati come terroristi” da Kiev.

Per ora nessuna condanna.

Washington e Bruxelles, intanto, continuano a spalleggiare Kiev, e mentre per l’inaugurazione di Poroshenko sono attesi numerosi funzionari delle cancellerie occidentali, nessuna condanna ufficiale (a parte una blanda preoccupazione espressa da rappresentanti OSCE e ONU) è arrivata sul crescente coinvolgimento della popolazione civile nell’azione militare nel Donbass.

Le porte per il dialogo sono praticamente chiuse e la speranza che l’azione militare possa risolvere la situazione in un periodo limitato nel tempo sembra ormai sepolta. Senza una virata decisa da parte di Poroshenko verso un confronto concreto con Mosca, l’unico attore che potrebbe avere un’influenza sui ribelli, l’OAT sembra destinato a fallire e il Donbass a rappresentare una grande spina nel fianco per Kiev ancora a lungo.

Chi è Oleksiy Bondarenko

Nato a Kiev nel 1987. Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna (sede di Forlì), si interessa di Ucraina, Russia, Asia Centrale e dello spazio post-sovietico più in generale. Attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca in politiche comparate presso la University of Kent (UK) dove svolge anche il ruolo di Assistant lecturer. Il focus della sua ricerca è l’interazione tra federalismo e regionalismo in Russia. Per East Journal si occupa di Ucraina e Russia. Collabora anche con Osservatorio Balcani e Caucaso.

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33 commenti

  1. “Washington e Bruxelles, intanto, continuano a spalleggiare Kiev, e mentre per l’inaugurazione di Poroshenko sono attesi numerosi funzionari delle cancellerie occidentali, nessuna condanna ufficiale (a parte una blanda preoccupazione espressa da rappresentanti OSCE e ONU) è arrivata sul crescente coinvolgimento della popolazione civile nell’azione militare nel Donbass”: ma qualcuno qui è ancora così ingenuo da credere che la salvaguardia della vita dei civili sia un interesse di Bruxelles e Washington? Suvvia! Non vorrei che a forza di gridare al lupo al lupo a Putin, si perdesse di vista quello che fa Kiev. Due pesi e due misure; morti che valgono e morti che non contano nulla: davvero, niente di nuovo sul fronte occidentale.

  2. Io credo che vi sono forze in campo come militari russi e caucasici che in ragione dell’estraneita’ della popolazione ucraina cerchino deliberatamente di esporla ai rischi connessi ad operazioni militari mi risukta che posizionano missili postazioni sui tetti degli edifici nel cirtile delle chiese che spingano i civili fuori dallr abitazioni con lo scopo di provocare morti e creare il caso internazionale. Poi vi sono i morti che provocano proprio loro come il missile esploso che nin è caduto da un aereo ma fatto esplodere dalla mano maldestra di qualche russo. Se i mikutari russi ceceni lasciassero libera l’Ucraina orientale la guerra finirebbe in un baleno. Questo si deve dire forte e chiaro

    • Luca De Angelis

      questa e’ la visione corretta delle cose. Io sono a Kiev, parlo guardo mi informo (non con i nazisti, con gli abitanti della capitale,molti dei quali arrivano da quelle zone e sanno molto di piu’ degli “esperti” che pigiano un tasto a millanta chilometri di distanza) e capisco che come al solito i civili sono vittime innocenti. Ma non dimentichiamoci che la marmaglia proveniente da est ha usato i civili come scudi umani in numerose situazioni e che l’esercito ucraino sta cercando di riconquistare il territorio senza riuscire a comprendere chi sia hostis e chi sia nemicus, soprattutto per la sua incapacita’ sul campo, dovuta ad anni di spietata corruzione che ne hanno prosciugato le risorse . Detto questo ,lo stesso presidente Poroshenko proprio oggi ha chiesto che vengano garantiti corridoi umanitari per far sfollare i civili in ordine dalle zone di guerra. L’ATO andra’ fino in fondo perche’ l’Ucraina ha bisogno anche di un motivo fondante per avere finalmente un paese coeso nel ricordo di un immenso sacrificio che , da Maidan alla conclusione della guerra ,e’ costato tanto in vite umane.

  3. Domenico mi sembra che tu viva in un mondo di favole. Se tu vai a Lugansk il 95% della popolazione è russa e parla il Russo. Se qualcuno venisse a casa tua e ti imponesse di parlare una lingua diversa da quella che hai parlato da sempre cosa ne diresti? I bombardamenti con aerei ed elicotteri ci sono, stai tranquillo, come morti e feriti tra la popolazione civile. I confini usciti dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica erano confini interni di uno Stato è questo ha creato situazioni paradossali come in Ukrajna dove sono presenti popoli, culture, religioni diverse. Una soluzione alla Cecoslavaca sarebbe forse quella più auspicabile

    • In Ucraina si puo tranquillo parlare in russo in italiano in englese, qualcuno usa il questione della lingua per fare la guerra!

      • Tranquillamente si puo parlare russo! come bello! che generosita!!

        Prima dell’ucrainazazione violentata e forzata negli anni 1990 li sono state da due secoli le scuole, universita, uffici in russo. Sa quante professori hanno perso lavoro dopo la chiusura della formazione in russo? Quante personw russe anziane non potevano nemmeno rivolgersi all’uffici o tribunali perche non sapevano scrivere ucraino?

        • “ucrainazazione violentata” – fa ridere:)))
          l’unica lingua che ha bisogno di protezione in Ucraina e’ lingua ucraina!

          • se provieni dall’ucraina come io, e le mie parole sulla ucrainizazione forzata ti hanno fatto ridere, significa che non sai e non vuoi sapere che sentono e pensano altri cittadini del tuo paese. e questa e vera tragedia ucraina, cioe il popolo condiviso, che non ha dentro di se ne una minima concordia e consenso civile, ne il dialogo, ne la solidarieta? che chiama l’aiuto dall’estero, sia russo, sia occidentale, contro i suoi propri fratelli-ucraini.

            se la lingua ucraina secondo te deve essere protteta in Ucraina, significa che il popolo ucraino non la ama e non la vuole e la degna, oppure significa che questa e la lingua dlla minoranza, e questa minoranza fa lo stato per se, dittando la sua volonta culturale a tutta altra popolazione. E questo Lo scenario strano per XXI secolo europeo.

          • non e’ la questione della lingua, ripeto! la lingua si puo studiare, chi vuole vivere in Italia studia la lingua italiana, chi vive in Ucraina studia la lingua ucraina (se vuole laorare in governo, in scuola, in universita…se non vuole, fa quel lavoro che c’e, e continua di parlare in russo…) ci sono variazioni…ma fare la guerra in paese fraterno, chi ha dato diritto a Putler di ucidere la gente in Ucraina? Putler non difende la gente russa in Ucraina, ucide tutti, civili, militari, a lui non importa la quale lingua tu parli, ha il suo interesse!
            o questa arma che fa cadere aerei ucraini si puo comprare in negozio?
            Irina vi consiglio di studiare le lingue! aiutera di capire il mondo:)

    • Cara Irina, la lingua si impara studiandola. Saprai bene che fina a 20 anni fa anche in ucraina orientale in tutte le scuole era obbligatorio lo studio del russo, lingua inutile piu o meno conosciuta da tutti gli ucraini con piu di 35 anni (fortunatamente oggi i giovani parlano l’inglese). Cosa impedisce ai russi di studiare l’ucraino? Problemi di comprensione? Irina, vedo che tu parli bene l’italiano, perche probabilmente vivi in italia , e come sai bene per ottenere il permesso di soggiorno di lunga durata occorre superare un esame di lingua italiana. Questo accade in tutti i paesi del mondo. Se qualcuno nella repubblica ucraina si sente straniera in patria, dove la patria e’ l’UCRAINA, ripeto…UCRAINA e non russia, dovrebbe fare un piccolo sforzo per imparare la lingua del paese in cui vive. Sappiamo bene che la russificazione delle aree del Donbass e’ stata ianificata a tavolino da imposta da Stalin e che un massiccio contributo allo sfoltimento della popolazione di lingua ucraina e’ derivato dall’Holomodor, e che nessuno ha ancora pagato per questi crimini, ma pensare che la lingua di una delle tante minoranza presenti in ucraina, debbe assumere un ruolo particolare e’ una pretesa ingenua e ridicola. Perche non il tataro? perche non il polacco o l’ungherese? Se ci si sente russi e si disprezze l’ucraina si puo tranquillamente fare valige e tornare da dove si e’ venutoi tanti anni fa…il biglietto di andata ve lo ha comprato Stalin…quello di ritorno ve lo offriranno generosamente gli ucraini.

  4. 7 giugno – Il Presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko ha promesso di indire elezioni anticipate nel Donbas. “Molte persone dell’est dell’Ucraina hanno già capito a cosa hanno portato le azioni dei terroristi – hanno portato al disastro dell’economia”, – ha detto Poroshenko.

    7 giugno – L’aereo An-26 trasportante aiuti umanitari è stato abbattuto sopra Slovians’k dai terroristi. È stato colpito con il nuovo sistema russo MANPAD 9K333 “Verba”, – ha dichiarato il direttore del Centro di studi politico-militari Dmytro Tymchuk. Non rimane che una domanda – come questo genere di armi russe nuovissime finisca in mano ai terroristi? Probabilmente le acquistano nei supermercati di Rostov sul Don in Russia, come direbbe Putin.

    7 giugno – Il confine dell’Ucraina viene continuamente violato da colonne di armamenti e materiali militari provenienti dalla Russia. Sabato mattina al confine ucraino si è presentata una colonna di 10 BTR, 10 KAMAZ, una macchina per il rifornimento di benzina con un cannone sul rimorchio proveniente da Taganrog, – ha comunicato l’ex vice comandante del battaglione “Azov” Iaroslav Honchar. – “Nei pressi del villaggio Novaya Nadezhda (Russia) il confine è stato attraversato da 6 BTR, 6 KAMAZ e una macchina per il rifornimento di benzina con un cannone sul rimorchio”. Secondo le informazioni di Honchar, i KAMAZ si sono diretti verso Torez, mentre i BTR sono fermi a Snizhne (regione di Donets’k).

    7 giugno – A Slovians’k (regione di Donets’k) è in corso una fase attiva dell’operazione antiterrorismo (ATO). Ad Artemivs’k degli sconosciuti hanno sparato alla macchina in cui vi era il comandante militare Volodymyr Chobotok, il quale aveva diretto la difesa dei suoi uomini dai terroristi russi.

    7 giugno – L’ultimatum dell’Occidente a Vladimir Putin contente la richiesta di garantire entro la fine di giugno la cessazione della resistenza armata nella parte orientale dell’Ucraina non gli lascia altre chances – sarà costretto ad accettare la sconfitta, – ha detto l’ex Primo Ministro della Federazione russa Mikhail Kasyanov. – “Con la sua avventura ucraina Putin ha coinvolto tutto il paese in un gioco geopolitico azzardato, facendo del popolo russo un ostaggio delle proprie ambizioni. Ormai tutti hanno capito che il bluff non ha funzionato”.

    7 giugno – Il ritorno dell’ambasciatore russo Mikhail Zurabov in Ucraina evidenzia la volontà della Russia di ripristinare le relazioni diplomatiche tra i due Paesi, – ha detto lo speaker del Consiglio della Federazione Valentina Matvienko. Allo stesso tempo, Matvienko ha definito “illusioni” le intenzioni di Poroshenko di discutere riguardo ad una via d’uscita dalla crisi assieme all’UE e agli Stati Uniti.

    7 giugno – I terroristi stanno preparando una nuova roccaforte nella città di Snizhne. È già da due giorni che vanno avanti i lavori di fortificazione, – ha detto l’ex voce comandante del battaglione “Azov” Iaroslav Honchar. A quanto pare, i terroristi capiscono che stanno perdendo le altre basi.

  5. 8 giugno – La mattina a Slovians’k e Kramators’k i terroristi hanno ripreso a sparare.

    8 giugno – Il Presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko spera che la parte economica dell’accordo con l’UE verrà firmata il 27 giugno.

    8 giugno – L’UE non è ancora pronta ad accogliere l’Ucraina come suo membro, – ha ribadito il ministro degli Affari Esteri della Francia Laurent Fabius.

    8 giugno – L’effetto delle sanzioni che una serie di Paesi hanno adottato contro la Russia si sentirà di più col tempo, – ha detto il membro del Congresso degli Stati Uniti Marcy Kaptur.

    8 giugno – In Crimea, a seguito dell’annessione russa, si sta verificando uno scenario economico e politico “fatale”, – ha comunicato il ministro degli Affari Esteri della Polonia Radoslaw Sikorski. – “Capisco che molti abitanti della Crimea che si erano opposti all’Ucraina ora cominciano a pentirsene”.

    8 giugno – Plamen Oresharski, membro del Governo bulgaro, ha chiesto di sospendere i lavori nell’ambito del progetto “South Stream” che riguarda il trasporto del gas russo in Europa.

    8 giugno – Poroshenko intende cessare la lotta all’Est dell’Ucraina già questa settimana.

    8 giugno – A Luhans’k i terroristi hanno staccato la corrente in tutto l’aeroporto e hanno minato tutti i passaggi.

  6. Domenico Zeno, già che ci sei scrivi anche che i terroristi si sparano da soli, che i mig di Kiev sono pilotati dai ribelli per dare la colpa a Kiev etc etc tanto di questo passo scrivi pure che i bambini dell’asilo si sono fatti saltare in aria da soli per accurate Kiev di massacrarli, magari pure i malati dell’ospedale.
    Suvvia

  7. Certo Oksana che in Ucraina puoi parlare il russo l’inglese e il francese etc , a parte che in certe regioni se parli russo rischi il linciaggio, ma la lingua ufficiale è diventato l’ucraino e non è più ammesso il russo ,ma anche in Italia si parla l’italiano il francese l’inglese , ma in certe regioni tipo valle d’aosta oltre l’italiano la lingua ufficiale è il francese, in sud Tirolo il tedesco.
    Quindi anche questo va tenuto conto.

    • Credo che ci siano chiavi di lettura radicalmente differenti di quello che sta succedendo nell’Ucraina dell’est. La prima è di una minoranza improvvisamente vessata, bisognosa di protezione, da un governo autoritario e fascista, che difende esclusivamente i propri sacrosanti diritti.
      Su questa versione si potrebbero sollevare un mucchio di distinguo: la famosa abolizione del russo come seconda lingua locale era una PROPOSTA che la Rada di Kyiv non ha mai approvato, quindi ad oggi lo status della lingua russa è quello di prima, mai cambiato. La struttura statuale dell’Ucraina è fortemente centralizzata, eredità del settantennio sovietico, ma, non mi risulta che fino a pochi mesi ci fossero particolari rivendicazioni da parte dei russi etnici ad est o ovest. Viktor Janukovyč, è un russo etnico originario dell’Oblast’ di Donec’k, e la base elettorale del suo Partito delle Regioni è proprio nel Donnbass, quindi non vedo come una “minoranza” che esprime il presidente della repubblica e il cui partito è al governo, possa essere considerata seriamente discriminata. Superiamo, per cortesia, il facile equivoco tra russi etnici e russofoni: se tutti quelli che parlano l’inglese, magari anche in famiglia, dovessero essere considerati automaticamente sudditi della regina Elisabetta…
      Altro discorso se questa minoranza viene manipolata e si lascia trasformare in una quinta colonna o in un casus belli a pro della demagogia revanscista e dell’imperialismo di un aspirante dittatore (anche i tedeschi dei Sudeti percorsero questa strada …).
      Però tutta la vicenda può essere letta come uno strascico di un processo di decolonizzazione: URSS, e prima di lei l’impero zarista, era l’ultimo stato sopranazionale multietnico, centrato sull’etnia russa.
      I russi rimasti nei vari stati che man mano si staccano da una madre patria sempre più lontana, vengono effettivamente a trovarsi in una situazione non sempre facile: coloni ex padroni devono fronteggiare l’astio e le rivalse degli ex sottoposti. Esempi ce ne sono tantissimi: Pied-Noirs in Algeria, gli italiani in Eritrea, gli afrikaans in Sud Africa, gli inglesi in Irlanda, gli ungheresi in Romania o Serbia, ecc..
      Se poi, coscientemente o meno, accettiamo un qualche diritto della ex potenza colonizzatrice, di continuare a interferire nelle vicende interne delle ex colonie, e la evidente reazione delle élites locali, la situazione si fa veramente pesante. Anzi diventa un mix esplosivo dove purtroppo a rimetterci saranno sempre, di volta in volta, i più deboli.

      • Gian Angelo, il destino dei russi ed ucraini ha la sua concretezza storica culturale, non puo essere comparata ne all’impero britanico, ne quello francese etc.
        La Russia e stato impero multietnico, come Austria e EU oggi. “Essere russo” anche oggi spiega piu, che etnicita- in questo senso molti ucraini dell’est si sentono allo stesso tempo ucraini e russi e non vogliono essere tagliati dal mondo russo- come la gente di Francoforte non volevano essere tagliati con la frontiera da Parigi per i caprici militari della Prussia. Capisce?

        E diciamo di piu, russi e ucraini provengono dallo stesso unione delle tribu medioevali- cpme francesi e tedeschi.
        Allora che centrano i suoi esempi con Africa ed europei? Cosi si puo dire che la Firenze e stata la colonia del Milano, no?
        Conosce tanti ethiopi nel governo Italiano? Mentre gli ucraini capaci dentro le elite russe non possono essere neanche contate negli ultimi 3 secoli, cosi tante sono,

        La Reppublica sovietica Ucraina aveva il livello della vita tante volte piu elevato di quella russa. Non si puo neanche comparare la fioritura dei villagi ucraini con quelli russi.
        Che questo livello e stato rovinato in 20 anni dell’independeza – e tutta la colpa di chi? Io credo della stupida coscienza medioevale di elite ucraine, che non permette costruire lo stato contemporaneo.

        • Le ragioni del cuore non sono quelle della politica. Capisco il disagio, anzi la sofferenza di chi magari è la terza generazione e di punto in bianco si sente dire che è uno straniero in quella che considerava la sua città natale. Però è successo e temo che continuerà a succedere.
          Che cosa fosse, o non fosse, Urss conta poco: conta la volontà di un certo numero di “stati” di andare per la loro strada, e la volontà, per la maggioranza di essi di NON ritornare sui loro passi, costi quel che costi. Per alcuni il futuro è la CSI o la fresca Unione Eurasiatica, per altri l’EU o starsene soli.
          Personalmente la vedo così.

      • Chiaramente c’è una differenza tra un Ucraino etnico di lingua russa e un Singaporiano di lingua inglese. Nel primo caso ci troviamo di fronte a una persona culturalmente affine a un Russo, nel secondo caso a uno che probabilmente è etnicamente cinese. Il problema, qui, non è solo la lingua, ma anche la cultura e la religione. Popoli parlanti lingue completamente diverse possono tranquillamente convivere fianco a fianco e persino essere considerati “fratelli”: è il caso degli Svedesi e dei Finnici, che pur parlando lingue completamente diverse rientrano comunque nella grande famiglia dei “popoli nordici”. Popoli parlanti la stessa lingua ma aventi un Dio diverso, invece, possono tranquillamente massacrarsi a vicenda, come abbiamo visto in Bosnia, in Libano e in India. In Ucraina, poi, tracciare i confini tra Occidente e Oriente è estremamente difficile, così come, in molte regioni, la differenza tra Ucraini etnici e Russi etnici non ha molto senso.
        Sul fatto del diritto delle potenze ex-coloniali ad intervenire, penso che la situazione vada analizzata caso per caso. Non vedo nessun motivo per essere contrario all’intervento della Francia in Mali contro i fondamentalisti, mentre in molti altri casi si è trattato di puro imperialismo. Sull’uso del termine “colonia” per indicare le Repubbliche dell’URSS, comunque, dissento. Una colonia è tale se viene governata da un attore esterno e non ha la possibilità di influire sulle decisioni prese dal centro, e nessuna delle due condizioni è valida per Ucraina, Bielorussia, Georgia e Armenia. L’Ucraina, dopotutto, ha dato ben tre Segretari Generali del PCUS (Chruščëv, Brežnev e Černenko), la Bielorussia ha dato lo storico Ministro degli Esteri Andrej Gromyko, mentre il più grande protagonista, nel bene e nel male, della storia dell’URSS era georgiano. Il termine giusto sarebbe “protettorato”, ma questo vale soprattutto per le Repubbliche musulmane dell’URSS, visto che i Musulmani etnici che hanno fatto carriera nelle strutture centrali dell’Unione si contano sulle dita di una mano sola.

        • Concordo in linea di massima con lei, anche se mi sembra che il ragionamento sia privo delle necessarie conclusioni.
          Lei afferma che “in molte regioni la differenza tra Ucraini etnici e Russi etnici non ha molto senso” e che “Il problema, qui, non è solo la lingua, ma anche la cultura e la religione.” E allora? L’uso di una (seconda o prima) lingua o la comunanza di cultura e religione sono elementi sufficienti a determinare scelte di campo e/o fedeltà politiche? Secondo me, no. E numerosissimi esempi dimostrano che altri sono gli elementi aggreganti, magari veri e propri repêchages etnico/storici: da questo punto di vista il Galles non è nemmeno archeologia linguistico-culturale, ma un pezzo di paleontografica storica.
          Se poi la lingua è quella della potenza occupante o coloniale (o percepita come tale) il problema si complica. A maggior ragione poi se l’uso o la diffusione di quella lingua, complesso culturale e specifica denominazione religiose vengono utilizzati come quinte colonne.
          Se questi sono, poi, gli elementi chiave, praticamente valgono, nel caso specifico delle aspirazioni russe, solo nei confronti di bielorussi e ucraini, escludendo baltici, finlandesi, georgiani, romeni della Bessarabia , di tutte le popolazione tartare e turcomanne e delle etnie della Siberia: allora non riesco a vedere il campo di applicazione dello “spazio russo” e delle aspirazioni eurasiatiche.
          Se applichiamo le sue due condizioni “coloniali” alle Repubbliche sovietiche o alle repubbliche della Federazione russa contemporanea, direi che parleremmo di esempi perfettamente calzanti. Se non si tratta di vuoti orpelli costituzionali, allora sono feudi mafiosi di gerarchi locali o signori della guerra, direi che la Cecenia valga per tutti.
          Su come all’interno di un sistema fortemente autoritario e accentrato vengano selezionate e cooptate le nuove leve si è molto dibattuto e scritto, e l’appartenenza ad una specifica etnia o addirittura ad un singolo clan famigliare può essere elemento qualificante, ma dubito che si possa applicare a questo caso specifico.

    • non e’ vero, il linciaggio se parli in russo, non e’ vero! dove hai sentito di questo? e’ bugia! non guardare e non leggere i giornali russi, quasi tutti controlla Putler, per dire bugie, e’ una guerra media contro Ucraina

  8. 10 giugno – I terroristi russi che si fanno chiamare rappresentati dei cosacchi di Luhans’k hanno formato un posto di blocco vicino al punto di controllo “Dovzhanskyi” al confine con la Russia. L’Ucraina ha perso il controllo di una significativa parte della frontiera, attraverso la quale stanno arrivando le attrezzature militari e i terroristi. La maggior parte dei punti di controllo della guardia di frontiera dell’Ucraina è circondata dai terroristi.

    10 giugno – Il consigliere del presidente russo Sergey Glazyev ha proposto che la Russia infligga un colpo all’esercito ucraino in modo che questo non possa diventare esageratamente forte. “Per ora abbiamo ancora la possibilità di farlo; fra sei mesi questa possibilità non ci sarà più”, – ha detto Glazyev.

    10 giugno – Venti Su-27 verranno spostati entro la fine del 2014 a Belbek in Crimea. Pare che sia stato trovato un modo per rimpiazzare i turisti.

    10 giugno – Nel suo primo giorno ufficiale di lavori in veste di Presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko ha nominato i membri dell’Amministrazione presidenziale. A capo dell’Amministrazione è stato posto l’ex partner d’affari di Poroshenko, Borys Lozhkin. Insieme, Poroshenko e Lozhkin avevano acquistato l’azienda KP-Media (rivista e sito web “Koresponsent” е il portale “Bigmir”) ad un imprenditore americanо di nome Jed Sunden. Inoltre, Poroshenko aveva passato in gestione a Lozhkin le stazioni radio in suo possesso.

    10 giugno – La Russia è pronta ad assistere il dialogo all’interno dell’Ucraina e spera che Poroshenko lo stia organizzando, – ha detto il ministro degli Esteri della Federazione russa Sergei Lavrov a seguito dell’incontro con i suoi colleghi della Polonia e della Germania. I requisiti però continuano ad essere gli stessi – la federalizzazione del Paese, i negoziati con i terroristi russi, il congelamento della cooperazione con la NATO. È evidente che la Russia sta facendo di tutto perché il conflitto nel Donbas non finisca. La Russia intende controllare in questo modo l’Ucraina ed impedirle di svilupparsi.

  9. В Крыму ВИЧ-положительные заключенные и осужденные остались без жизненно важного лечения

    По информации Управления Федеральной службы исполнения наказаний (ФСИН) по Республике Крым и городу федерального значения Севастополю, запас препаратов антиретровирусной терапии для ВИЧ-положительных заключенных на балансе управления закончился 10 июня 2014. Таким образом, люди, которые не имеют необходимых препаратов, вынуждены прервать лечение, что в дальнейшем приведет к развитию резистентности к АРВ-препаратам или смерти.

    Кроме того препарат «Тенвир», входящий в схему лечения для 32 ВИЧ-положительных заключенных, не входит в перечень жизненно необходимых и важнейших лекарственных препаратов 2014 года, утвержденный Правительством Российской Федерации, и соответственно не может закупаться за счет средств федерального бюджета. Данная ситуация может привести к прерыванию антиретровирусной терапии и будет иметь катастрофические последствия для жизни и здоровья ВИЧ-положительных заключенных, отбывающих наказание в Крыму.

    Сейчас в учреждениях Управления ФСИН России по Республике Крым и г. Севастополь содержатся 83 ВИЧ-положительных заключенных и осужденных, получающих антиретровирусную терапию.

    «ВБО «Всеукраинская сеть людей, живущих с ВИЧ/СПИД » обращается к правительствам Украины и РФ с требованием найти способ урегулирования ситуации, которая ставит под угрозу жизни людей. Сеть подчеркивает недопустимость прерывания лечения, что является прямым нарушением прав граждан на жизнь и здорове», – комментирует ситуацию председатель Координационного Совета Сети Владимир Жовтяк.

    Сеть также обращается к представителям международного сообщества и журналистам с просьбой уделить ситуации, которая сложилась, максимальное внимание, ведь именно огласка и наша активная гражданская позиция могут предоставить людям, которые стали заложниками ситуации, шанс на жизнь.

    Напоминаем, что обеспечение АРВ-препаратами ранее осуществлялось в качестве гуманитарной помощи ВБО «Всеукраинская сеть людей, живущих с ВИЧ / СПИД» при поддержке Глобального фонда для борьбы со СПИДом, туберкулезом и малярией.

  10. 11 giugno – Al ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha fatto ridere la dichiarazione del suo collega polacco Radoslaw Sikorski sulla non replicabilità dello scenario della Crimea. “Ci siamo assicurati che lo scenario della Crimea non accadrà più”, – ha detto Sikorski a seguito di una riunione dei ministri degli Esteri del cosiddetto “triangolo regale” (Polonia, Germania e Russia). Questa affermazione ha suscitato grosse risate in Lavrov.

    11 giugno – Lo speaker della Duma Sergei Naryshkin ha accusato l’Ucraina di aver annesso la Crimea nel 1991. A proposito, quando la Crimea era entrata a far parte dell’Ucraina nel 1954, una simile porzione di territorio è stata ceduta alla Russia – non sarà che la Russia è intenzionata a restituire questi territori all’Ucraina? Come si sa, il 1 dicembre 1991 si è tenuto un referendum nazionale in cui il 54% degli abitanti della Crimea hanno sostenuto l’indipendenza dell’Ucraina.

    11 giugno – L’ex presidente Viktor Ianukovych e gli ex funzionari della SBU e del Ministero della Difesa che ora si trovano a Mosca hanno consegnato alla Russia delle informazioni segrete riguardanti l’esercito ucraino e i servizi segreti, – ha detto il consigliere del ministro degli Interni Anton Herashchenko. – “Due degli ex ministri della Difesa si trovano ora in Russia. Custodi del segreto che ora hanno consegnato alla Russia tutti i programmi dell’esercito. Anche due ex capi della SBU, nonché l’ex capo del servizio di Intelligence Hryhorij Illiashov e l’ex capo supremo delle forze armate Viktor Ianukovych si trovano ora in Russia”.

    11 giugno – I paracadutisti ucraini hanno catturato il capo di un gruppo di terroristi, che si fa chiamare leader del cosiddetto “esercito russo ortodosso”.

    11 giugno – Uno dei leader dei terroristi della Repubblica Popolare di Donets’k Denis Pushylin è fuggito in Russia. Chissà se ritornerà, dato che al momento l’Ucraina non controlla sezioni significative del confine.

    11 giugno – In un incontro con il Segretario generale dell’OSCE Lamberto Zannier il ministro degli Esteri della Russia Sergei Lavrov ha dichiarato che la Russia sta fornendo aiuti umanitari agli abitanti del sud-est dell’Ucraina per mano dei militanti, in quanto “Kyiv si rifiuta di collaborare a questo proposito”. Kyiv non vuole negoziare con i terroristi. È naturale che non lo faccia: Israele non collabora con Hezbollah o Hamas; gli Stati Uniti non fanno trattative con Al Qaeda; allo stesso modo, la Russia non negozia con i terroristi ceceni.

    11 giugno – La Russia continua a trasferire terroristi armati sul territorio dell’Ucraina attraverso le zone di confine non controllate.

    11 giugno – Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko inizieranno le trattative sulla questione del gas, – comunica il commissario europeo per l’energia Günther Oettinger.

  11. Si leggo giornali in russo e guardo Tg in russo peccato che non parli russo percui ance se fosse propaganda non li capisco!!!!
    Mentre tu parli l’ucraino leggi giornali ucraini e Tg ucraini e li capisci benissimo infatti ti fanno il lavaggio del cervello !’
    Se tu leggessi un po’ tutto su internet magari riusciresti a farti un’idea più obbiettiva ma fin che mandi quegli elenchi di propaganda che ogni gg ci propini sarà difficile.
    Forse non capisci che tutto quello che sta succedendo in ucraina passerà sopra il popolo sia esso ucraino o filo russo, sul tuo paese si sta giocando una partita fra altri due paesi gli Usa e la Russia e ti assicuro che a nessuno dei due frsga molto di voi è tantomeno all’ue impegnata coi suoi deficit e ad obbedire agli USA .
    Sappi che ti parli di libertà ma la libertà non l’avrete passare dall’orbita russa a quella usa capirai che libertà e forse in europa in un momento in cui i paesi che ne fanno parte ci vogliono uscire.
    È questa la tua libertà ?
    Complimenti siete costretti a riportare la pace ad ogni costo nell’est ucraina pena non prendere i soldi dal fondo monetario è questa la vostra libertà ?
    Uccidere i concittadini questa è guerra civile!
    Okana cerca di aprire gli occhi voi siete solo pedine e fidati agli USA del popolo ucraino non frega nulla, interessa solo poter mettere delle basi militari sotto Casa alla Russia.
    Una cosa che dovresti pensare ai tempi della guerra fredda nacque la Nato e il parto di Varsavia , poi il parto di Varsavia si è sciolta ma la NATO non si è mai sciolta!!
    Inoltre al momento dello scioglimento dell’unione sovietica su siglato un accordo in cui usa e Russia dovevano mantenere le sfere di influenza cosa non rispettata gli USA hanno basi sui confini russi in lituani lettoninestonia Polonia Bulgaria etc !!!
    Pensa durante la guerra fredda per evitare questo furono creati stati cuscinetto cioè non allineati che erano e sono Finlandia e Austria che non erano ne Nato ne patto di Varsavia ma tutto questo non è più rispettato e si va alla conquista dell’est da parte degli USA e Nato solo per i propri interessi non per voi ucraini.
    Auguri Oksana ne hai bisogno.

  12. i tanki che ieri entati in Ucraina anche sono di USA?
    Putler vai via dalla terra Ucraina!

  13. 12 giugno – I media russi hanno diffuso un’informazione secondo cui le forze militari ucraine avrebbero usato bombe al fosforo contro i civili, il che è assolutamente non vero. Come conferma di questa tesi la televisione russa ha utilizzato le scene girate nel 2004 a Fallujah, in Iraq. Siamo di nuovo di fronte ad un episodio di disinformazione voluta.

    12 giugno – A Mariupol i militari ucraini hanno arrestato un ennesimo leader “popolare” dei separatisti Oleksandr Fomenko.

    11 giugno – I terroristi russi hanno dato il via alla “caccia” ai comandanti dell’operazione antiterrorismo, come risulta dal video pubblicato da loro in rete. Una particolare attenzione dei terroristi hanno suscitato i comandanti e i vice comandanti dei battaglioni “Donbas” e “Azov”.

    12 giugno – Il capo del Centro Antiterrorismo Vasyl Krutov dichiara che tra poco il confine con la Russia verrà bloccato. Il Centro sta lavorando sulla creazione di un corridoio di soccorso per evacuare i civili dalla zona in cui è attiva l’operazione antiterrorismo. Krutov ha ricordato dell’amnistia che vi può essere per quei separatisti che “non hanno superato un certo limite”.

    12 giugno – In Ucraina attraverso i punti di controllo della Guardia di frontiera occupati dai terroristi è entrato un convoglio di BTR, carri armati e veicoli blindati, – comunica il ministro degli Interni Arsen Avakov. Al mattino, i carri armati si trovavano a Snizhne, nella regione di Donets’k. Sono stati attaccati dalle forze armate ucraine. C’è stato un duro scontro. Secondo i dati di Avakov, parte di questa colonna è stata distrutta. Quando colonne di mezzi militari e gruppi di mercenari si introducono sul territorio ucraino, nello spazio aereo russo nei pressi del confine opera sempre l’aereo AWACS A-50 (codice NATO – Mainstay) delle forze aeree militari russe. Il suo compito è quello di individuare le forze aeree ucraine che potrebbero disturbare l’operazione di introduzione di mercenari russi in territorio ucraino, – dice il capo di “Informatsijnyi Sprotyv” Dmytro Tymchuk.

    12 giugno – 16 orfani dell’orfanotrofio di Snizhne sono stati portati con forza in Russia da parte dei terroristi e ora si trovano in un campo di profughi a Novoshakhtinsk (nella regione di Rostov). 9 bambini assieme alla loro educatrice sono riusciti a fuggire al confine con la Russia.

    12 giugno – C’è stata una conversazione telefonica tra il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko e il presidente russo Vladimir Putin.

  14. 15 giugno – A Luhans’k, dopo due giorni di torture, i militanti della autoproclamata e terroristica Repubblica Popolare di Luhans’k hanno ucciso l’attivista del EuroMaydan di Luhans’k Oleksandr Reshetnyak. I terroristi hanno torturato Reshetnyak sperando di ottenere informazioni sulle posizioni dell’esercito ucraino e del battaglione patriottico “Aidar”.

    15 giugno – Il leader autoproclamato dei militanti della cosiddetta “Repubblica Popolare di Luhans’k” Valerij Bolotov ha ammesso che i suoi compagni hanno abbattuto l’aereo con 49 soldati ucraini a bordo.

    15 giugno – La Crimea, ormai spopolata, viene riempita forzatamente con i funzionari della Federazione russa, i quali vengono “invitati” a trascorrere le loro vacanze estive in Crimea. Il loro soggiorno verrà finanziato dalle imprese o dai sindacati.

    15 giugno – Da due giorni ormai è in corso la protesta degli ucraini di fronte all’ambasciata russa a Kyiv. La situazione si è calmata. Gli abitanti di Kyiv vengono sotto l’ambasciata a portare le corone funebri con la scritta “Per Vladimir Putin”.