LETTONIA: Le televisioni russe arma d'influenza del Cremlino nei paesi baltici. Intervista ad Andis Kudors

La Russia attraverso le sue tv influenza in modo determinante l’opinione pubblica russofona nei baltici. Persone russofone di buona istruzione nate e vissute in Lettonia non sanno chi è Dombrovskis, ma conoscono benissimo Putin e Usakovs. L’influenza dei canali televisivi russi nella creazione di un’immagine degradata della Lettonia e nella formazione dell’opinione pubblica nel paese, in particolare sulla comunità russofona lettone, che rappresenta il 30% della popolazione, e ciò che questo comporta in termini politici, di libertà di opinione e di valori democratici. Questo il tema della lunga intervista che Andis Kudors, direttore del Centro di ricerca sulle politiche orientali, ha concesso al portale Tvnet.lv, e di cui vi riportiamo ampi stralci.

Lei e altre personalità pubbliche, fra cui diversi deputati della Saeima, avete spesso affermato che i media russi hanno un ruolo troppo forte nello spazio informativo lettone. Perché questo dovrebbe rappresentare un problema?

Se i canali russi fossero in concorrenza fra sé, non rappresenterebbero un problema in Lettonia. Ma la questione è che le istituzioni russe direttamente o indirettamente, controllano le informazioni dei canali tv russi, e le notizie sono sostanzialmente le stesse e uniformi. Purtroppo l’informazione è tendenziosa, sia per ciò che succede in Russia, sia fuori dalla Russia. Per cui il pubblico che in Lettonia guarda i canali russi (in particolari i russofoni), riceve un’immagine distorta degli eventi e dei processi che avvengono in Russia e all’estero. L’influenza della Russia in Lettonia attraverso i media in lingua russa avviene sia automaticamente – senza intenzione semplicemente perché siamo vicini – sia in maniera pianificata – come uno strumento di politica estera.

I canali russi parlano raramente della Lettonia, ma molto più spesso dell’Europa, dell’eurozona, della Nato, dei nostri partner strategici, gli Stati Uniti ad esempio. Se avessimo dovuto credere a tutto quello che in questi ultimi anni le tv russe hanno detto della UE, dell’eurozona, a quest’ora l’Unione Europea sarebbe già dovuta crollare…

Ma l’auditorio televisivo non è fatto solo di pubblico, ma anche di elettori. Tale diffusione di informazioni è uno degli obiettivi strategici delle comunicazioni russe. In questo modo loro vogliono influenzare il sentimento pubblico dei paesi vicini. Se si trattasse solo di mettere in buon luce la Russia… sarebbe una cosa, ma qui si tratta di disinformazione. Una cosa che va al di là del concetto di soft power…

Qual’è l’immagine della Lettonia nei canali tv russi? Di rado, ma ogni tanto parlano anche di noi.

La Lettonia ha il problema di un’immagine di stato depresso. In parte è vero. Non possiamo negare di essere uno dei paesi più poveri della UE. Ma le notizie date dalle tv russe sulla Lettonia sfiorano l’assurdo. Faccio un esempio da un viaggio in Ucraina. Un prete ortodosso della Crimea, russofono, quando gli ho detto che vengo dalla Lettonia mi ha fatto le condoglianze. Non so perché…

Nei canali tv russi l’immagine della Lettonia è degradata. Uno degli obiettivi di ogni paese è quello di curare un’immagine positiva. Dobbiamo prenderci cura della nostra reputazione a livello internazionale. Se qualche paese straniero mina questo obiettivo, complica di conseguenza anche i nostri piani di politica estera. Questo gennaio la Russia ha tirato fuori la questione della situazione dei diritti umani nella UE, e la Lettonia si è trovata di nuovo sotto le critiche russe. Inoltre per la maggior parte infondate. Nei documenti di politica estera del Cremlino è dichiarato che i media russi devono partecipare all’attuazione della politica estera.

La Lettonia non può incidere su quello che fanno Putin e i media russi, ma possiamo influenzare i media che guardano i nostri cittadini.

Sì, ma solo in parte. Abbiamo bisogno della libertà dei media. Abbiamo scelto di costruire il nostro paese in senso democratico, il che significa che dobbiamo sostenere l’idea di concorrenza e di pluralismo delle opinioni. Ci sono dei problemi, ma nel complesso la situazione è sostanzialmente positiva, perché in Lettonia è possibile avere informazioni alternative, il che è uno dei fattori fondamentali del funzionamento di una democrazia…

Ma i canali tv russi seguono tutti una stessa linea, e tutti parlano allo stesso modo. Se io vivessi solo nello spazio informativo dei canali tv russi, cosa che fanno purtroppo una buona parte dei lettoni russofoni, avrei un quadro molto distorto di quello che succede in Russia e all’estero. Per la propaganda russa, la Lettonia non dovrebbe essere uno stato nazionale.

Quello che ha appena detto mi ha fatto ricordare alcune mie esperienze recenti. Nei miei viaggi di lavoro ho incontrato diverse persone attive socialmente ed economicamente, con buona istruzione, e un buon posto di lavoro, ma a loro non interessa minimamente ciò che succede in Lettonia. Non mi sono meravigliato del fatto che non conoscano il nuovo premier lettone, Laimdota Straujuma, ma non so come non possano conoscere Valdis Dombrovskis, che è stato a capo del governo diversi anni. Quelli erano russofoni che sono nati e cresciuti in Lettonia, e che ci vivono da decine d’anni. Interessante il fatto che sanno perfettamente chi è Nils Ušakovs (il sindaco russofono di Riga ndr) e Vladimir Putin.  E’ chiaro che vivono in uno spazio informativo completamente diverso.

Sì, anche io sono stato ad una “olimpiade” di qualche scuola politica, dove i giovani russi conoscevano fra i deputati del parlamento europeo solo quelli che erano eletti nei partiti russofoni.
Bisogna ricordare che è importante anche il contrasto dei valori. Non si parla solo di contrasto di valori lettoni e russi, ma anche valori fondamentali. Per esempio, la Russia ufficiale parla in particolare di Eurasia o Oriente – in senso di civiltà ortodossa. E mostrano che nel complesso non accettano parte delle norme sui diritti umani, sostenendo che non siano universali, ma solo frutto della cultura occidentale.

In Russia, un paese con tendenze autoritarie, la politica estera e le decisioni politiche più importanti sono prese da un cerchio molto ristretto di persone, e queste cercano di pensare al loro auditorio e cercano di rendere positiva l’eco delle loro decisioni.

E questo arriva anche in Lettonia, o in Ucraina, e negli altri paesi vicini?

Sì, in parte arriva anche da noi. Nella strategia di sicurezza nazionale russa, che è stata adottata nel 2009 e sarà in vigore fino al 2020 è scritto che per difendere la cultura russa e prevenire le minacce, bisogna costruire uno spazio informativo unico. Che comprenda i paesi della CSI e le regioni confinanti. Chiaro che fra le regioni confinanti ci sono anche i paesi baltici. La presenza e i contenuti delle tv russe è una parte della politica estera russa. Certo, non può essere visto solo come strumento politico, ha anche finalità commerciali. Ma non si possono negare gli obiettivi politici – influenzare le persone che vivono qui sia riguardo alla Russia sia riguardo all’Unione Europea. La Lettonia già ha problemi con la sua identità europea. Ancora diciamo “noi” e “l’Europa”. Nella comunicazione quotidiana fra le persone, si tratta ancora due cose differenti. I canali tv russi coi loro messaggi rafforzano questa posizione.

Foto: Deposto, Flickr

Chi è Paolo Pantaleo

Giornalista e traduttore, Firenze-Riga. Jau rīt es aiziešu vārdos kā mežā iet mežabrāļi

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Un commento

  1. Ma perché invece nei canali italiani ed europei la verità non è distorta?
    Non viene raccontato ciò che è comodo o conveniente a quel partito o ad un altro?
    A quel governo piuttosto che un altro?
    Come si può pensare che la Russia faccia propaganda e gli USA o l’ue no?
    Solo un ingenuo o un ipocrita ogni uno racconta la verità a suo modo!!!

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