ROMANIA: Sotto l'egida NATO. Joe Biden a Bucarest

Il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden è arrivato in Romania il 20 maggio scorso, presso la base militare aerea di Otopeni, a Bucarest, per dare testimonianza dell’ impegno sostenuto da Washington nei confronti dei paesi dell’Europa orientale aderenti alla NATO, naturalmente in riferimento alle preoccupazioni per l’intervento russo in Ucraina.

Le parole spese in ossequio allo sforzo militare espresso dalle truppe rumene stanziate per le missioni di peace-keeping in Bosnia, in Kosovo, in Afghanistan e in Iraq danno vigore alla scelta di Biden, che ai tempi del suo mandato di senatore appoggiò l’ingresso della Romania nel Patto Atlantico. I lavori per portare il bilancio del ministero della difesa romeno fino al 2 per cento del PIL [requisito per i paesi membri NATO, ndr] dimostra la tendenziale propensione ad un potenziamento bellico che non lascia nulla al caso. La Romania oggi ospita i marines degli Stati Uniti presso la base aerea di MK, che supporta anche le operazioni logistiche per l’Afghanistan.

Il richiamo di Joe Biden ai valori che ispirano le missioni congiunte del Patto Atlantico sin dal 1949, di cui la Romania entra a far parte sessantacinque anni più tardi (2004) sono accolte come una grande opportunità in chiave di contenimento, in considerazione di quanto accaduto in Transnistria poco meno di un mese scorso.

“Oggi l’aggressione in Crimea, a meno di 250 miglia dal territorio rumeno, dai confini di un paese NATO, ci ricorda perché abbiamo bisogno del Patto Atlantico, e perché ve ne facciamo parte. Ciò che la Russia ha fatto non vìola solo la sovranità dell’Ucraina, ma un principio fondamentale per cui abbiamo combattuto nel XX secolo e che abbiamo concepito, ristabilito e ridisegnato: le frontiere europee non possono e non devono mai più essere modificate attraverso l’uso delle armi”.

Romania e Polonia le capofila della “nuova Europa” nella NATO

Gli USA e i paesi NATO dell’Europa centro-orientale stanno intensificando la presenza militare in aria, per via terra e per via mare: ne sono dimostrazione le esercitazioni militari con la USS Truxton e con la Dacian Viper F-16. Da metà marzo gli Stati Uniti stanno incrementando il volume dei rifornimente destinati alla Polonia e alla Romania a sostegno del sistema AWACS (allarme e controllo aerotrasportato).

Così come in Polonia, si paventa l’ ipotesi di un sito di difesa missilistica a Deveselu entro il prossimo anno. Da quanto emerso da circa due mesi a questa parte, i rapporti tra est europeo e i “grandi alleati” d’oltreoceano si stanno intensificando in un escalation di collaborazioni e insistenti pressioni, da una parte e dall’ altra, per issare nuove “frontiere” militarizzate o per meglio dire “vetrine” in cui sfoggiare arsenali e impianti missilistici da mostrare al vicino. Un’ ulteriore riprova è la visita dello stesso vicepresidente USA Biden a Varsavia poco piu di un mese fa, in occasione di accordi relativi installazione di missili Patriot a scopo difensivo.

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Un commento

  1. Bisogna ricordare al sig. Biden che nel 1999 in Kosovo dopo 80 giorni di bombardamenti italo-americani i confini della Serbia sono stati modificati con la forza. Oggi il Kosovo è un protettorato americano, uno dei centri mondiali della produzione e commercio delle droghe ed altri fatti illeciti. Il governo dell’UCK è un governo, stante la stampa internazionale, fatto di banditi col quale i padroni americani convivono benissimo