UCRAINA: Yanukovich incriminato per strage, la Russia minaccia ritorsioni

La situazione in Ucraina si complica. Due giorni dopo il “terremoto” nell’ex repubblica sovietica esplode l’ira della Russia: Mosca ha messo da parte le cautele e ha richiamato l’ambasciatore a Kiev lanciando un durissimo attacco contro l’opposizione anti-Yanukovich e l’Occidente che l’ha sostenuta. Il premier, Dmitri Medvedev, ha affermato che “è in atto una minaccia ai nostri interessi e alla vita e all’incolumità dei cittadini russi”. Poi ha liquidato la rivolta come un “ammutinamento armato” e ha definito il riconoscimento offerto dall’Ue e dagli Usa come “un’aberrazione”. Mosca, da parte sua, rivedrà le forniture di gas e potrebbe aumentare i dazi nel caso di un accordo di associazione tra Kiev e l’Ue. Il ministero degli esteri russo Lavrov ha denunciato un nuovo “corso dittatoriale” a Kiev, con le discriminazioni contro i cittadini russi e russofoni, e ha accusato “alcuni paesi occidentali” di non preoccuparsi del destino dell’Ucraina e di essere mossi solo da “calcoli geopolitici unilaterali”.

Yanukovich indagato per strage. E spunta anche l’amante

Intanto il deposto presidente ucraino, Viktor Yanukovich, e alcuni suoi collaboratori sono ora ufficialmente ricercati con l’accusa di strage in relazione alle uccisioni dei manifestanti durante le proteste di piazza. Dalle ultime indiscrezioni Yanukovich si troverebbe a Sebastopoli, in Crimea, dove sarebbe in procinto di imbarcarsi su una nave della flotta russa alla volta della Federazione. Tra gli “altarini” spuntati dopo la sua fuga, anche il fatto che il 63enne presidente viveva con un’amante segreta, 39enne, nella sfarzosa residenza di Mezhighirja mentre la moglie Liudmila (da cui non ha divorziato) era confinata a Donetsk.

Da Kiev la nuova maggioranza ha fatto sapere di aver bisogno di 35 miliardi di dollari (25 miliardi di euro) in due anni per scongiurare il rischio default. Il ministro delle finanze ad interim Yuri Kolobov ha proposto la convocazione di una conferenza internazionale dei donatori. Il segretario al Tesoro USA, Jack Lew, e il direttore dell’FMI, Christine Lagarde, hanno convenuto che l’Ucraina avrà bisogno di “un sostegno multilaterale e bilaterale per un programma di riforme” e hanno promesso consulenze e finanziamenti dal Fondo se “un governo nel pieno dei poteri” ne farà richiesta.

Mosca minaccia ritorsioni sul gas e sull’export

Gli accordi sulle forniture di gas, negoziati tra Russia e Ucraina durante la visita a Mosca, a dicembre, dell’allora presidente Viktor Yanukovich, hanno una scadenza e la loro successiva applicazione è oggetto di consultazioni con i partner ucraini. Lo ha spiegato il premier russo, Dmitri Medvedev. “Le decisioni nel settore del gas hanno scadenza precise – ha spiegato da Sochi il capo del governo – cosa accadrà dopo la loro scadenza è una questione da discutere con i manager delle compagnie ucraine e il governo ucraino, se un giorno sarà formato”.

A sua volta, il ministro russo dell’economia, Aleksej Uljukaev, ha minacciato un aumento delle tasse sulle importazioni dall’Ucraina, nel caso in cui Kiev firmasse l’accordo di partnership con l’Unione Europea. “Noi diciamo all’Ucraina: avete il diritto di andare dove volete, ma noi saremo costretti ad alzare le tasse sull’import”, ha avvertito Uljukaev. Il ministro ha escluso la possibilità che l’Ucraina firmi con Bruxelles rimanendo allo stesso tempo uno dei maggiori partner commerciali della Russia. “L’uno è incompatibile con l’altro”, ha dichiarato Uljukaev, ribadendo che Mosca è favorevole a “negoziati trilaterali tra Russia, Ue e Ucraina”.

Proseguono le nomine del nuovo potere a Kiev, mentre Ue, Usa e Russia si parlano

Il Parlamento di Kiev ha eletto come nuovo procuratore generale ucraino un membro del partito ultranazionalista “Svoboda” (“Libertà”), Oleg Makhnitskij e come governatore della Banca centrale Stepan Kubiva, uno dei capi del “Majdan Nezalezhnosti” e membro del partito “Batkivshchyna” (“Patria”) della Tymoshenko. Entro domani si dovrebbe formare il nuovo governo di transizione, probabilmente guidato da Arsenij Yatsenyuk, uno dei leader dell’opposizione. Ne resteranno fuori i comunisti e il filo-russo “Partito delle Regioni”, nonostante abbia rotto con Yanukovich, ma la sfida principale è evitare una scissione in questa repubblica ex sovietica di 46 milioni di abitanti divisa a metà, con il sud e l’est russofoni che guardano a Mosca e il resto del Paese ritenuto filo-europeo e filo-occidentale.

I mercati, comunque, hanno reagito bene alla svolta pro-Ue e la Borsa di Kiev ha guadagnato più del 10% alla riapertura. In Ucraina e’ arrivato l’Alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Catherine Ashton, che vedrà leader politici ed esponenti dell’opposizione anti-Yanukovich, tra cui l’ex premier Yulia Tymoshenko. Il vice Segretario di Stato statunitense, William Burns, sarà a Kiev martedì e mercoledì. Lo scrive l’ambasciata statunitense in Ucraina. Burns avrà contatti con leader politici, esponenti della società civile e imprenditori. L’ambasciata statunitense scrive che i colloqui serviranno anche per discutere del sostegno degli Stati Uniti per costruire un’Ucraina stabile, democratica e sicura. Burns incontrerà anche Oleksandr Turchynov, leader del partito Batkivschyna e Presidente del Parlamento ucraino.

Intanto il Capo di Stato maggiore della Difesa russa, il generale Valerij Gerasimov e il Comandante supremo delle Forze unite della Nato in Europa, il generale Philip Breedlove, hanno avuto una conversazione telefonica in cui hanno espresso preoccupazione per la situazione in Ucraina. Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo in una nota. Nel corso della telefonata hanno si è parlato anche di “interazione tra Russia e Nato”.

Foto: mac_ivan, Flickr

Chi è Giovanni Bensi

Nato a Piacenza nel 1938, giornalista, ha studiato lingua e letteratura russa all'Università "Ca' Foscari" di Venezia e all'Università "Lomonosov" di Mosca. Dal 1964 è redattore del quotidiano "L'Italia" e collaboratore di diverse pubblicazioni. Dal 1972 è redattore e poi commentatore capo della redazione in lingua russa della radio americana "Radio Free Europe/Radio Liberty" prima a Monaco di Baviera e poi a Praga. Dal 1991 è corrispondente per la Russia e la CSI del quotidiano "Avvenire" di Milano. Collabora con il quotidiano russo "Nezavisimaja gazeta”. Autore di: "Le religioni dell’Azerbaigian”, "Allah contro Gorbaciov”, "L’Afghanistan in lotta”, "La Cecenia e la polveriera del Caucaso”. E' un esperto di questioni religiose, soprattutto dell'Islam nei territori dell'ex URSS.

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2 commenti

    • Salve Mario

      lo abbiamo già letto e non ci convince per niente. Per due ragioni. La prima: l’estremismo di destra, come quello di sinistra, è anti-finanziario quando non anticapitalista. Agli Stati Uniti – che non si fanno scrupoli a promuovere dittature e autoritarismi – non conviene certo sostenere regimi che si oppongano alla finanziarizzazione dell’economia. Inoltre la caratteristica di questa tornata di proteste ucraine, rispetto a quelle del 2004, è l’assenza americana.

      La seconda ragione: questa “Executive Intelligence Review” è la voce di un ex-galeotto condannato a 15 anni di reclusione per frode fiscale e bancarotta fraudolenta, che risponde al nome di Lydon La Rouche. Uno che, sotto la maschera dell’attivismo politico, ha cercato di farsi i soldi illecitamente. Un maneggione, insomma. Certo non una fonte affidabile. Anche perché la sua “rivista” è piena di imbecillità senza riscontro. Ha persino scritto che la Regina Elisabetta è capo di un cartello di narcotrafficanti e che Obama è il nuovo Hitler. Si può anche non apprezzare la politica americana o essere convinti che esista un grande complotto mondiale, ma a questo La Rouche manca solo di dire che gli alieni governano la Terra.

      Purtroppo c’è chi, in questo paese, pur di tirare acqua al proprio mulino, dà credito ai peggiori buffoni in circolazione o non si cura nemmeno di valutare l’affidabilità delle fonti, facendo un pessimo servizio a chi cerca di informarsi. Diffidi da questa gente. Un cordiale saluto

      Matteo