VERTICE NATO/2: Russia sì, Ucraina no

Riportiamo qui di seguito un articolo di Matteo Cazzulani tratto da La Voce Arancione, ottimo blog su Ucraina, Polonia e Russia e che, colpevolemte, non conoscevamo. Nel proporvi questo articolo vi proponiamo anche una visita al blog di Matteo Cazzulani. L’articolo analizza le posizoni della Nato prima del vertice di Lisbona, che ha avuto luogo il 19 e 20 novembre nella capitale lusitana. L’articolo ci sembra un necessario retroterra per comprendere gli esiti del vertice.

di Matteo Cazzulani

A Lisbona come a Bucarest. Nella giornata di lunedì, 15 novembre, il Segretario Generale della NATO, Anders Fog Rasmussen, ha esposto le linee principali del vertice dell’Alleanza Atlantica, in programma nella capitale lusitana il 19-20 novembre. Tra esse, il via libera all’ingresso della Macedonia. Ma ancora porte chiuse a Georgia ed Ucraina. Nulla di nuovo, dunque, rispetto al precedente summit di Bucarest. Che, nel maggio 2008, ha avuto la forza di superare l’opposizione della Grecia all’ingresso di Skopije, ma non quello della Russia all’integrazione di Tbilisi e Kyiv.

Una scelta non priva di conseguenze nei Paesi interessati. Dal momento in cui, pochi mesi più tardi, la Georgia non ha potuto contare sull’appoggio politico di Bruxelles durante l’aggressione militare subita dalle truppe del Cremlino. In Ucraina, la coalizione arancione, allora alla guida del Paese con il secondo governo di Julija Tymoshenko, non ha potuto tener fede alla promessa di condurre il Paese nella NATO. Fino alla rinuncia dell’ingresso nell’Alleanza Atlantica come priorità della propria politica estera, certificato da un decreto approvato, la scorsa estate, dalla nuova amministrazione di Viktor Janukovych.

Proporio il presidente ucraino, invitato al vertice, sarà uno dei principali assenti a Lisbona. Al suo posto, Kyiv sarà rappresentata dal Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko.

Mosca parte del nuovo sistema di difesa missilistico

Il summit NATO affronterà anche la nuova concezione di difesa missilistica, con il varo di un rinnovato sistema a cui parteciperà anche Mosca. A tale pro, Rasmussen ha affermato che NATO e Federazione Russa si scambieranno informazioni sui propri armamenti balistici, al fine di unirli, gli uni agli altri, nella realizzazione di una strategia condivisa. Noto anche come Scudo Spaziale, la prima versione, proposta dall’amministrazione americana di George W. Bush, ha previsto l’installazione di una postazione radar in Repubblica Ceca, ed il dislocamento di intercettori Patriot in Polonia. Malgrado gli accordi firmati coi due Paesi centroeuropei, che hanno attirato su Praga e Varsavia le ire di Mosca, la nuova presidenza di Barack Obama ha compiuto un clamoroso dietrofront, e proposto una versione soft del sistema, con missili disarmati, posizionati a rotazione in Romania e Polonia.

Successivamente, il presidente democratico ha contestualizzato la questione nell’ambito dell’Aleanza Atlantica, con il coinvolgimento della Russia. Che, secondo diverse fonti, manterrebbe i suoi missili Iskander nell’enclave di Kaliningrad, tra Lituania e Polonia.

Matteo Cazzulani

da La Voce arancione

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3 commenti

  1. ripeto, a me non convince sti patti: La NATO non era nata per contrastare i paesi del PATTO DI VARSAVIA? E allora, per far contenti tutti, dovrebbe sciogliersi e nascere sotto nuove spoglie e includere anche la RUssia… o no? FInché non succederà ciò, la guerra continuerà. Non credo molto agli accordi missilistici comuni.

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