UCRAINA: Mosca alza la posta contro l'UE. E riparte la disputa sul gas

Unioni omosessuali e aumento dei prezzi per convincere gli ucraini a lasciar stare l’associazione con l’UE

Le molte facce della pressione psicologica. Il processo di integrazione europea porterà alla legalizzazione delle unioni omosessuali e a un vorticoso aumento dei prezzi. Ecco alcuni dei messaggi contenuti nei manifesti con cui il movimento politico extraparlamentare “Scelta ucraina” (“Ukrains’kyj vybir”, “Ukrainskij vybor”) ha riempito le strade di Kiev e soprattutto la metropolitana della capitale ucraina. E dietro ’Scelta ucraina’ c’è un putiniano doc: Viktor Medvedchuk, amico intimo del presidente russo (padrino al battesimo della figlia).

I sostenitori del Cremlino e dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakhstan usano quindi anche la carta dell’intimidazione psicologica per tentare di impedire che Kiev sigli un accordo di associazione e libero scambio con l’Ue a fine novembre. In uno dei manifesti ci sono degli omini blu stilizzati che si tengono per mano e delle donnine rosa che si tengono anch’esse per mano: le tanto temute unioni omosessuali che – secondo ’Scelta ucraina’ – l’Ue vorrebbe esportare nella repubblica ex sovietica. In un altro, un’etichetta con un prezzo di 19,99 grivne (meno di due euro) è sostituita con un’altra con un prezzo di 19,99 euro. Un altro manifesto presenta invece un segnale giallo triangolare di pericolo con al centro un punto esclamativo: “Associazione con l’Ue? Attenzione!”.

Nel frattempo, riparte la disputa sui prezzi delle importazioni di gas. Un altro inverno al freddo?

L’Ucraina ha bloccato l’importazione di gas dalla Russia dallo scorso venerdì a seguito di una disputa sul prezzo, secondo quanto riferiscono fonti industriali russe. Le esportazioni di gas verso l’Europa non avrebbero però finora subito interruzioni. “Non ci sono forniture a Naftogaz da venerdì”, dice una fonte industriale. Un esponente di Gazprom dice che il transito di gas russo verso l’Europa via Ucraina prosegue senza problemi. “Tutte le richieste di export sono state esaudite”, sottolinea.

Foto: Vybor.ua

Chi è Giovanni Bensi

Nato a Piacenza nel 1938, giornalista, ha studiato lingua e letteratura russa all'Università "Ca' Foscari" di Venezia e all'Università "Lomonosov" di Mosca. Dal 1964 è redattore del quotidiano "L'Italia" e collaboratore di diverse pubblicazioni. Dal 1972 è redattore e poi commentatore capo della redazione in lingua russa della radio americana "Radio Free Europe/Radio Liberty" prima a Monaco di Baviera e poi a Praga. Dal 1991 è corrispondente per la Russia e la CSI del quotidiano "Avvenire" di Milano. Collabora con il quotidiano russo "Nezavisimaja gazeta”. Autore di: "Le religioni dell’Azerbaigian”, "Allah contro Gorbaciov”, "L’Afghanistan in lotta”, "La Cecenia e la polveriera del Caucaso”. E' un esperto di questioni religiose, soprattutto dell'Islam nei territori dell'ex URSS.

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2 commenti

  1. Mi sembra probabile che l’Ucraina non firmerà alcunchè con la UE, probabilmente non ne ha mai avuto veramente l’intenzione. Ritengo che gli ucraini abbiano voluto mettersi all’asta per ottenere il massimo possibile, sicuramente hanno strappato delle concessioni alla Russia. L’arresto dell’avvocato della Timoshenko è un segnale chiaro all’UE, non si firma.

    • lo auguro vivamente per il bene dell’ucraina. per loro sarebbe molto più utile associarsi con la russia

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