ESTONIA: Con Skype verso l'Expo 2015

Dopo l’esperienza decisamente positiva a Shanghai 2010, l’Estonia è pronta ad approdare anche in Italia e si sta preparando alla partecipazione al prossimo Expo, l’esposizione universale di natura non commerciale che, come tutti ormai sanno, si svolgerà a Milano nel 2015.

Centoottesimo paese ad confermare la propria partecipazione (ultimo fra le tre repubbliche baltiche), il governo estone punta molto in questa direzione e, a tal proposito, ha deciso di investire 3,7 milioni di euro per l’allestimento e l’organizzazione degli stand espositivi, cifra che, data la sua innegabile importanza, probabilmente sarà dilazionata a rate, per coprire l’intero ammontare a ridosso dell’inizio dell’esposizione. Un buon trampolino di lancio, quindi, per far definitivamente decollare l’economia e la visibilità della nazione, considerati anche i numeri previsti: le stime, infatti, prevedono un’affluenza di circa venti milioni di visitatori, un terzo proveniente dall’estero e la restante parte italiani. Ma non è detto che le presenze possano superare le attese.

Per quanto riguarda i temi trattati, Tallinn sembra abbia deciso di puntare forte sul settore tecnologico, fiore all’occhiello della nazione, che ha permesso di informatizzare nel giro di vent’anni l’intero Paese, riuscendo a ridurre drasticamente i costi della macchina pubblica, a favore di una maggiore semplificazione dell’apparato statale e della vita quotidiana di tutti i cittadini. Un punto di forza nella realizzazione di questo progetto, sarà sicuramente costituito dalla presenza dell’azienda Skype, nativa della capitale, grazie alla quale (ed all’aiuto ulteriore di altre aziende estoni, di cui il 70% considera fondamentale la partecipazione all’Expo), ci si aspetta che almeno il 10% dei partecipanti all’esposizione visiti i padiglioni dell’Estonia: se così fosse, si raggiungerebbe un flusso di circa undici mila visite giornaliere.

Ma a Milano il governo estone non sembra intenzionato ad investire soltanto sugli imprenditori stranieri, molti dei quali saranno sicuramente attratti dalla grande informatizzazione diffusa su tutto il territorio nazionale. C’è anche un altro settore che si vuole incrementare: il turismo. Ricca di bellezze naturali incontaminate e potendo vantare sul centro storico di Tallinn riconosciuto come patrimonio Unesco dal 1997, l’Estonia ha tutta la volontà di incrementare di almeno tre o quattro punti percentuali le visite turistiche dall’Italia, da dove le partenze per lo stato baltico sono ancora un po’ scarse. Gli organizzatori auspicano che si possa realizzare lo stesso ritorno di immagine verificatosi in seguito a Shanghai 2010: negli anni successivi, infatti, grazie ad un accurata preparazione ed esposizione al pubblico del padiglione estone, il numero di turisti provenienti dalla Cina è più che raddoppiato.

Gioco del destino vuole che, anche a migliaia di chilometri di distanza, l’Estonia si ritrovi lo stesso confinante, l’ex Madre Russia. L’organizzazione dell’esposizione ha previsto, infatti, il posizionamento degli stand estoni a fianco di quelli di Mosca, che essendosi proposta per ospitare l’Expo 2020, con ogni probabilità investirà forte sulla manifestazione. Ma la Russia non sarà la sola: tra i 138 Paesi che parteciperanno alla manifestazione, ci saranno anche le altre due vicine di casa Lettonia e Lituania, che addirittura hanno confermato la loro presenza prima dell’Estonia e che investiranno pure loro cifre importanti. In particolare, la Lettonia (che sembra abbia stanziato a tal proposito ben sei milioni di euro) ha deciso di puntare molto sulla propria industria agro-alimentare, riassumendo il concept del padiglione nel motto “Dzivibas drava”, ossia “Le arnie della vita”, una presentazione dell’apicoltura e della produzione del miele in territorio lettone.

Foto: Ross Mayfield, Flickr

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