LETTONIA: Chi vuole rimuovere il Monumento alla Vittoria?

L’imponente Monumento alla vittoria ad Uzvaras Parks a Riga non è solo il monumento celebrativo più evidente nella capitale lettone della vittoria dell’Armata Rossa sul nazismo, ma ha da sempre rappresentato il punto di riferimento e di raccolta di tutte le manifestazioni russofone. Qui si festeggia il giorno del 9 maggio, ancora oggi con bandiere sovietiche e le coccarde nero arancio dei veterani.

Ma proprio per questo alcuni lettoni vivono questo luogo come un simbolo dell’occupazione russa del loro paese. Adesso circa 11 mila lettoni, sul portale Manabalss.lv, specializzato in raccolte di firme per proposte di legge, hanno firmato per una legge che decreti la rimozione del monumento alla vittoria e restituisca al grande spazio di Uzvaras Parks (parco della vittoria) una fisionomia meno “sovietica”.

Uzvaras parks all’inizio del ’900 si chiamava Pētera parks in onore dello Zar Pietro. Poi passò di mano ai lettoni, ai tempi della prima indipendenza, che lo rinominarono Uzvaras laukums (Piazza della vittoria). Fu scelto questo grande e vasto prato, in Pārdaugava, per celebrare la vittoria del 1919 dei difensori di Riga contro l’esercito di Bermont (guarda caso un russo, anche se “bianco” e alleato coi tedeschi), ed i primi progetti di costruzione del parco risalgono al periodo autoritario di Kārlis Ulmanis negli anni ’30. Dopo la vittoria sovietica sul nazismo il parco ospitò il grande monumento di celebrazione dell’Armata rossa.

Ora la raccolta di firme vuole proporre la rimozione del monumento ed un nuovo volto per il parco: le 11 mila firme raccolte sono sufficienti per far partire l’iter parlamentare della proposta di legge. Ma non sono poche le voci contrarie. Per molti, non solo russofoni ma anche lettoni, questo gesto rischia di essere un nuovo momento di divisione della società e di origine di nuovi contrasti fra le due comunità, lettone e russofona.

Ma c’è soprattutto la presa di posizione del ministero degli esteri lettone. Il portavoce del ministero, Kārlis Eihenbaums, afferma che il monumento di Uzvaras Parks è protetto da un’accordo bilaterale stipulato da Lettonia e Russia, fra il 1994 e il 1995: dopo la seconda indipendenza lettone e la graduale ritirata dei contingenti russi presenti sul territorio, Lettonia e Russia si misero d’accordo per salvaguardare, attraverso misure di protezione sociale, i veterani di guerra dell’Armata rossa che combatterono nella II guerra mondiale e che restarono poi a vivere in Lettonia, e nel patto era inserita anche la clausola che il monumento di Uzvaras parks non sarebbe stato abbattuto.

L’articolo 13 dell’accordo in particolare prevede che entrambi i paesi assicurino la salvaguardia dei luoghi e dei monumenti commemorativi della guerra, le sepolture dei soldati, e il libero accesso a tali luoghi. Fra questi anche il monumento alla vittoria in Uzvaras parks è considerato come “momumento commemorativo” e rientra in questo accordo.

Il portavoce del ministero degli esteri Eihenbaums non ha voluto commentare l’eventuale iter parlamentare della legge, ma ha sottolineato che gli accordi internazionali prevalgono sulle leggi nazionali, secondo la prassi riconosciuta dagli stati.

Forti dubbi sull’iniziativa di legge popolare del portale Manabalss li ha espressi anche il premier Dombrovskis, che teme che questo tentativo possa avere effetti negativi sulla società lettone, e rappresenti davvero un ulteriore motivo di divisione e di tensione.

Foto: rus.tvnet.lv

Chi è Paolo Pantaleo

Giornalista e traduttore, Firenze-Riga. Jau rīt es aiziešu vārdos kā mežā iet mežabrāļi

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2 commenti

  1. Per associazione di idee, mi viene alla mente che un monumento simile a Berlino veniva definito dai berlinesi il monumento al violentatore ignoto.

  2. Tenendo in considerazione ciò che è successo a Tallinn nel 2007, potrebbe essere una mossa molto rischiosa per i rapporti interetnici.

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